DDL vaccini: la Fnomceo in audizione al Senato

FNOMCeO
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri

“La FNOMCeO afferma fin da subito, anche in questa sede, che non è suo compito istituzionale entrare nel merito della scelta di politiche che prevedano l’attuazione di leggi che portino alla introduzione dell’obbligo vaccinale o dell’obbligo ‘flessibile’, ma ribadisce con forza la necessità di procedere al potenziamento dei servizi vaccinali e delle relative coperture vaccinali in modo da raggiungere gli obiettivi immunologici, rendendo operativa l’anagrafe nazionale vaccinale, garantendone l’implementazione, il monitoraggio e l’aggiornamento continuo”.

È questo, in estrema sintesi, il senso dell’intervento del Segretario della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Roberto Monaco, in audizione, oggi pomeriggio alle 15.10, presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato sul DDL 770, “Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale”, meglio conosciuto come “Ddl vaccini”. Ad accompagnarlo, il virologo Giorgio Palù, professore ordinario di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova e Presidente della Società italiana ed europea di Virologia, e il responsabile dell’Ufficio Legislativo della Fnomceo, Marcello Fontana.

La Fnomceo ritiene dunque necessario incrementare le coperture vaccinali, al fine di non scendere sotto la soglia protettiva minima in grado di assicurare la immunità di gregge. Come? Se necessario, anche con misure quali l’obbligo vaccinale, ma soprattutto attraverso la promozione e l’offerta attiva delle vaccinazioni.

Segue l’analisi del testo articolo per articolo, con le relative osservazioni.

In particolare, la Fnomceo ritiene “condivisibile l’obiettivo del disegno di legge previsto dall’art. 1 volto a  assicurare la tutela della salute pubblica attraverso la promozione delle vaccinazioni nel rispetto delle raccomandazioni degli organismi sanitari internazionali e a garantire la piena e uniforme erogazione delle prestazioni vaccinali sul territorio nazionale per assicurare equità e parità di accesso alle stesse, riconoscendo che l’educazione e l’informazione in materia di prevenzione vaccinale costituiscono livello essenziale di assistenza (LEA), quali interventi prioritari nella lotta contro la riluttanza nei confronti dei vaccini e per l’ottimizzazione delle coperture vaccinaliIn questo senso sembrano rilevanti le disposizioni di cui agli artt. 2 e 3 che recano misure relative al Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per l’implementazione dello stesso”.

Sull’articolo 5, che indica gli interventi da mettere in atto in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo, la Fnomceo chiede di chiarire cosa si intenda per ‘significativi scostamenti’ dagli obiettivi fissati dal Piano nazionale, tali da poter compromettere l’immunità di gruppo, quali siano le procedure per definirli e su quali evidenze scientifiche ci si basi.

Dopo aver riproposto il ‘Documento sui vaccini’, approvato all’unanimità dal Consiglio Nazionale l’8 luglio del 2016, aggiornato con alcune integrazioni, la Fnomceo così conclude: “Auspichiamo comunque un’offerta vaccinale attiva, in cui siano eliminate tutte le possibili barriere sia organizzative che economiche alla vaccinazione”.

“Considerata l’evoluzione della scienza vaccinologica e l’emergere di nuove minacce e di nuovi microorganismi patogeni, sarebbe auspicabile, come raccomandato dall’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – ha aggiunto, in chiusura, il professor Giorgio Palù-, che il Ministero della Salute si avvalesse, come in altri paesi europei, di una Commissione scientifica che si interessi di fornire suggerimenti e raccomandazioni sull’utilizzo di nuovi vaccini e procedure di immunizzazione”.  

Ufficio Stampa Fnomceo
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13/11/ 2018 

Autore: Redazione

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