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Rassegna FNOMCeO: 22-23 giugno 2014

SANITÀ: MINISTERO, COMMISSARIAMENTO ISS UN ATTO DOVUTO
OCCASIONE PER RIEQUILIBRARE E MODERNIZZARE CONTI ENTE
ROMA, 20 GIU - Il commissariamento del'Istituto Superiore di Sanità sarà ''non solo l'occasione per riequilibrare i conti dell'Ente, bensì per una più ampia opera di efficientemento, modernizzazione e sviluppo, secondo i più evoluti standard che connotano i principali enti di ricerca internazionali''. A precisarlo è una nota del ministero della Salute nella quale si spiega che il disavanzo accertato è rilevante e la procedura è un atto dovuto. Il procedimento di commissariamento ''è espressamente previsto da una univoca disposizione legislativa contenuta nell'art.15 comma 1-bis del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98, per la quale ove un ente pubblico sottoposto alla vigilanza dello Stato presenti una situazione di disavanzo per due esercizi consecutivi i relativi organi decadono e deve essere nominato un commissario". "Tale commissario, per espressa previsione legislativa, ha il compito di riportare in equilibrio il bilancio dell'ente", prosegue la nota. Il ministero ricorda inoltre che la Corte dei Conti e la Ragioneria Generale dello Stato, nell'ambito delle rispettive competenze in materia di controllo contabile e di bilancio, "hanno a più riprese segnalato al Ministero vigilante che l'Istituto ha fatto registrare negli anni 2011 e 2012 un disavanzo rilevante". Pertanto, in questa situazione, il commissariamento dell'Ente configura "un atto dovuto ai sensi della legislazione vigente, non potendo residuare alcuna sfera di apprezzamento in capo al Ministero vigilante".


STAMINA: ANAAO-ASSOMED, SOLIDARIETA' A SPEDALI BRESCIA
"SCONCERTO PER DELEGITTIMAZIONE COMPETENZE MEDICHE SANITARIE"
ROMA, 23 GIU - La sentenza del Tribunale di Pesaro, che il 5 giugno ha disposto, per la prima volta la nomina di un "commissario ad acta" affinché presso gli Spedali Civili di Brescia fosse somministrato il trattamento "Stamina ad un bimbo affetto dal morbo di Krabbe", produce "sconcertanti commistioni di compiti 'ausiliari' di Organismi amministrativi con ruoli sanitari, al fine di aggirare l'intervenuta indisponibilità dei medici dell'ospedale bresciano alla somministrazione di tale protocollo terapeutico". Con queste parole, in una nota congiunta l'intersindacale che riunisce l'Anaao- Assomed, la Cimo ed altre, esprimono il loro disappunto. "Una sentenza del Tribunale di Venezia, obbliga l'Ospedale allo stesso trattamento, da farsi entro luglio, su un'altra bimba. Il tutto nel silenzio degli Organismi di autogoverno della magistratura", prosegue la nota. "Registriamo con sconcerto la crescente delegittimazione delle competenze mediche e sanitarie nella tutela del bene salute, condividendo in pieno, nel merito dell'appropriatezza delle cure, le chiarissime e unanimi posizioni dell'intera comunità scientifica nazionale ed internazionale, nonché della FNOMCeO, che non avallano terapie non supportate da documentate e dimostrabili evidenze di efficacia". E ancora: "Esprimiamo la massima solidarietà ai colleghi degli Spedali Civili di Brescia, impegnati in una manifestazione di disobbedienza civile - proseguono - e all'attuale Amministrazione che ha ereditato scelte pregresse al vaglio della magistratura". Poi un appello: "e' ora che politica e magistratura tornino a fare ciascuna la propria parte, e restituiscano a tutti i professionisti del nostro SSN la loro, garantendo il rispetto delle regole, oggi sempre più latitanti anche a causa della progressiva emarginazione delle Organizzazioni Sindacali".


STAMINA: DE BIASI, NECESSARIO ATTO FORMALE DA ISTITUZIONI
ROMA, 23 GIU - ''Sono convinta che sia necessario un atto formale delle istituzioni e del ministero della Salute'' in relazione al caso Stamina. Ad affermarlo è la presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia Grazie De Biasi, annunciando che è ormai alle ultime battute l'inchiesta conoscitiva promossa dalla stessa commissione sulla vicenda Stamina in Italia. ''Penso - sottolinea De Biasi - ci debba essere un atto formale delle istituzioni, perché quella che viene somministrata ai pazienti con il trattamento Stamina è una sostanza 'segreta' e ciò non accade in alcun Paese del mondo''. L'indagine conoscitiva del Senato, spiega, ''si concluderà entro l'Estate: verrà presentata una relazione e quindi si decideranno le azioni da intraprendere''. All'indagine, annuncia, ''seguiranno sicuramente proposte legislative concrete, tra le quali un aggiornamento della legge Turco-Fazio sulle cure compassionevoli''. Tuttavia, rileva la presidente della commissione Sanità, ''se l'indagine sta giungendo a termine, le ordinanza dei giudizi continuano ad essere emesse. Le istituzioni dovrebbero dunque pensare a cosa fare in merito. Non si possono aspettare - conclude - i tempi del nuovo Comitato scientifico''.


SANITÀ: SI DIPLOMANO I PRIMI 82 SPECIALISTI DELL'EMERGENZA
SIMEU, MA SONO ANCORA POCHI NE SERVONO 300 L'ANNO
ROMA, 23 GIU - Si stanno diplomando in questi giorni i primi 82 specialisti italiani di Medicina di Emergenza Urgenza, che escono dalle scuole di specializzazione nate in Italia nel 2009. Un numero importante ma non ancora sufficiente. A lanciare la questione è la Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (Simeu) che nell'esprimere soddisfazione per i neo diplomati, evidenzia al contempo come i nuovi specialisti sono ancora pochi rispetto "al fabbisogno dichiarato dalle regioni di circa 300 nuovi contratti all'anno". "I posti assegnati (50) dal ministero per la specializzazione in Medicina di Emergenza Urgenza - ha dichiarato Gian Alfonso Cibinel, presidente nazionale Simeu - sono molto inferiori ai fabbisogni definiti dalle Regioni. Il sistema di emergenza necessita di medici e infermieri formati e motivati". "Attualmente - specifica il presidente Simeu - l'università non è in grado di formare un numero sufficiente di operatori. Gran parte del personale in servizio nei nostri pronto soccorso deve essere formato dopo l'assunzione, e spesso è personale 'di passaggio' che si ferma pochi anni o addirittura pochi mesi: questa mancanza di continuità nei team mette a rischio la qualità della risposta sanitaria e la sostenibilità nel tempo del sistema di emergenza". In ogni caso, in attesa del decreto sulla ripartizione tra le diverse specializzazioni "la Simeu - sottolinea infine Cibinel - insiste perché la ripartizione dei posti tenga conto dei fabbisogni, a vantaggio dei cittadini e della funzionalità del sistema sanitario nazionale".
a cura di Paola Tomassi

Articolo pubblicato in: FNOMCeO: rassegna ANSA

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