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Rassegna FNOMCeO: 2 luglio 2014

FECONDAZIONE: ENTRO 31 LUGLIO LINEE GUIDA PER ETEROLOGA
LORENZIN, AGIRÒ RAPIDAMENTE PER GARANTIRLA IN ITALIA
ROMA, 2 LUG - ''E' mia intenzione agire con la maggiore rapidità possibile affinché il percorso della fecondazione eterologa sia attivo in Italia''. La rassicurazione arriva dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che rispondendo al question time alla Camera ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc, affermando che ''entro il 31 luglio'' saranno definiti gli aspetti normativi che comprendono anche la revisione delle linee guida del 2008 in materia di fecondazione assistita. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il divieto di fecondazione eterologa previsto in Italia dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita (pma), ''per sciogliere le criticità in materia - ha spiegato il ministro - ho convocato un apposito gruppo'' che ''dovrà completare i lavori in qualche settimana per valutare tutte le possibili iniziative, anche normative, da avviare entro il 31 luglio. Ciò è necessario anche al fine - ha detto - della revisione delle linee guida del 2008, che non potranno non tener conto del nuovo quadro regolatorio''. Dal ministro, dunque, un impegno: ''I tempi di attuazione della sentenza saranno brevi, ma soprattutto saranno al servizio dei nascituri e della sicurezza dei genitori''. Il percorso attuativo però, ha chiarito Lorenzin, non può prescindere dall'esigenza di garantire la sicurezza dei trattamenti praticati: le normative europee prevedono infatti azioni specifiche per donazioni di gameti da persone diverse dal partner, non recepite in precedenza proprio a causa del divieto di fecondazione eterologa. Il riferimento è alla direttiva 17 del 2006 che riguarda, ha chiarito, i test di tipo infettivo e genetico che devono essere messi in atto per una corretta selezione dei donatori. Inoltre, la donazione dei gameti deve prevedere una serie di misure di sicurezza sanitaria tra le quali: ''stabilire il numero massimo di donazioni per ciascun donatore, la tracciabilità nazionale del donatore, il problema del rischio di donazione di gameti tra consanguinei, garantire che l'import-export avvenga escludendo qualsiasi carattere commerciale e disciplinare il cosiddetto egg-sharing, ovvero la possibilità di donare ovociti sovrannumerari per le donne che si sottopongono a fecondazione assistita''. Le rassicurazioni del ministro non convincono però l'associazione Coscioni: ''Il quadro regolatorio già permette la fecondazione eterologa - afferma il segretario dell'Associazione Filomena Gallo -. Ci auguriamo che il ministro non utilizzi alcun pretesto per ritardare l'attuazione della sentenza della Corte. Chiediamo l'immediato aggiornamento dei Lea con l'inclusione dell'infertilità/fecondazione medicalmente assistita e non vorremmo che, nella ricerca di deterrenti per l'eterologa, sia disatteso l'obbligo previsto all'art. 15 della legge 40 che impone al ministro di presentare entro il 30 giugno una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40''. Intanto, sarebbero gia' circa 9000 le coppie italiane infertili che vorrebbero poter avere un figlio con la fecondazione eterologa. Ogni anno, secondo le ultime stime, sono circa 2.500-2.700 le coppie italiane che si recano all'estero per poter effettuare un intervento di eterologa. I costi dipendono dalle attrezzature e dall'assistenza offerte dai centri, ma anche dalla speculazione, e variano dai 2.500-3.000 euro dell'Ucraina ai 7.000- 8.000 della Spagna.


IN UE DENUNCE MALASANITÀ AUMENTATE FINO A 500% IN 10 ANNI
IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA LA CRESCITA PIÙ ALTA
ROMA, 02 LUG - Negli ultimi 10 anni il numero delle denunce per malasanità o malpractice nell'Ue è cresciuto nei diversi Stati da un minimo del 50% fino ad arrivare in alcuni casi al 500%. Di Germania, Italia e Spagna le percentuali più alte di crescita (tra il 200 e il 500%). Lo sottolinea un focus presentato dai ginecologi dell'Aogoi nel corso della 'Conferenza internazionale sulla responsabilità professionale' promossa dall'Associazione e che si è svolta oggi a Roma. L'approfondimento evidenzia come il fenomeno delle denunce e/o dei contenziosi, giudiziari ed extragiudiziari, per casi di presunta "malpractice o malasanità" ha registrato nel corso dell'ultimo decennio (tra i vari Stati Ue) una crescita variabile da un minimo valore percentuale a due cifre (>50%) in Gran Bretagna, Scandinavia, Paesi baltici e dell'Est Europa, a un massimo valore percentuale a tre cifre (>200-500%) in Germania, Italia, Paesi iberici e dell'area mediterranea. Una vera e propria esplosione che ha prodotto anche un proporzionale aumento dei costi della copertura dei sinistri, stimato in misura superiore al 200% dallo European Hospital and Healthcare Federation (Hope) Standing Committee. Lo studio Aogoi lamenta poi come "di fronte a tale drammatica evoluzione, l'Ue è rimasta fin qui pressoché inerte". "Mancano - si legge nel focus - , sia a livello assicurativo che delle singole Nazioni, reporting systems dedicati, capaci di monitorare il fenomeno. Mancano altresì normative, linee guida, raccomandazioni o indicazioni comunitarie volte a evitare o, quanto meno ridurre, la molteplicità degli assetti normativi e dei sistemi operativi nazionali".


RESPONSABILITÀ MEDICA, GINECOLOGI CHIEDONO UNA DIRETTIVA UE
TROJANO (AOGOI), ITALIA ED EUROPA BATTANO UN COLPO
Promuovere una direttiva Ue a tutela dei medici e pazienti che uniformi la legislazione in tema di responsabilità professionale e coperture assicurative. Questa la proposta dei ginecologi Aogoi lanciata in occasione della 'Conferenza internazionale sulla responsabilità professionale' svoltasi a Roma a Palazzo Marini. Ma non solo, i ginecologi propongono anche di dare vita al primo network europeo di ginecologia e ostetricia. Disciplina omogenea tra gli stati; assicurazione obbligatoria strutture sanitarie; obbligo sistemi di monitoraggio, riduzione, gestione dei rischi e degli eventi avversi; responsabilità penale medici solo al superamento di una soglia di gravità della condotta. Questi i capisaldi della proposta Aogoi.  "Una direttiva Ue - ha commentato il presidente dell'Aogoi Vito Trojano - riteniamo sia non solo utile ma necessaria. In questo senso poniamo due attenzioni: al Governo perché serve un disegno all'avanguardia che dia maggiori sicurezze visto l'alto numero di contenziosi e chiediamo a livello europeo l'istituzione di un network che possa lavorare per mettere a punto strumenti legislativi per tutelare medici e pazienti". "Una direttiva Ue sulla responsabilità medica - ha affermato il presidente Fnomceo Amedeo Bianco - potrebbe armonizzare le normative ed essere utile soprattutto ora che è in Ue è partita l'assistenza transfrontaliera". Per il presidente commissione Igiene e Sanità del Senato Emilia Grazia De Biasi "la responsabilità medica in ambito sanitario è una delle grandi priorità della legislatura". De Biasi ha parlato anche dell'obbligo assicurativo che "non scatta più (il 14 agosto ndr) perché il decreto Pa è esplicito sul punto e l'obbligo rimane solo per i professionisti nell'ambito privato. Quindi nel pubblico l'obbligo non c'è più, l'assicurazione rimane in capo alla struttura. C'è bisogno in ogni caso di un ddl che sancisca cos'è la responsabilità medica e in campo sanitario. Il problema è la lentezza legislativa. Bisogna sveltire i tempi. Si dovrebbe concordare prima un testo base per riuscire a fare in fretta. Noi stiamo cercando di chiudere al Senato entro luglio o primi di settembre l'esame in commissione".  "Oggi abbiamo dei numeri sulla medicina difensiva che fanno spavento - ha evidenziato Pierpaolo Vargiu, presidente commissione Affari sociali della Camera - Stiamo sequestrando l'8-10% del Fsn per buttarlo nella spazzatura. Ma il problema non è solo dei medici ma dell'intero sistema. In un momento in cui i soldi sono così pochi occorre che gli attori in campo (medici, avvocati, giudici, associazioni pazienti) arrivino ad avere una sensibilità condivisa. È interesse comune arrivare ad una soluzione ma invece di fare convegni di categoria magari ci si può far sopra una legge". Sui ddl in lavorazione Vargiu precisa che "abbiamo fatto discussione generale e oggi siamo al testo base". Sui tempi però non si sbilancia: "La tempistica discende dalla capacità di coinvolgere gli stakeholder che hanno punti di vista differenti. Il lavoro che stiamo facendo è finalizzato fare entrare tutti nella sensibilità di questo tema".


SALUTE: BORG (UE), SÌ A NETWORK EUROPEO DI GINECOLOGIA
ROMA, 02 LUG - "Sì al network europeo di ginecologia. Sarà un gruppo informale della Ue". È quanto sostenuto dal commissario Ue alla salute Tonio Borg (in carica fino a novembre) oggi al convegno dell'Aogoi sulla responsabilità professionale dei medici. Per il commissario "è una buona idea" e ha quindi colto con favore la richiesta dell'Associazione di creare un network europeo dei ginecologi e ostetrici per favorire il coordinamento delle i professionali e legislative a livello europeo. "Nell'Unione europea - ha poi evidenziato Borg nel suo discorso - ci sono differenze significative nella modalità di gestione della sicurezza dei pazienti e nel modo in cui quest'ultima è percepita. Ci sono notevoli differenze tra gli stati membri con percentuali che vanno dal 21% ad un allarmante 82% di cittadini che temono di subire danni in seguito alle cure ospedaliere. In Italia è il 57% a temere di subire un danno anche se solo il 13% è stato effettivamente vittima di un evento avverso in sanità". Il commissario ha parlato anche della direttiva sull'assistenza transfrontaliera. "Essa stabilisce che il sistema di assicurazione o un suo equivalente dovrebbe essere commisurato alla natura e alla portata del rischio. Il testo della direttiva - conclude - è tuttavia molto chiaro e specifica che spetta a ciascuno Stato membro determinare la natura e le modalità del sistema".


PATTO SALUTE: LORENZIN, CERTEZZA PER BUDGET PROSSIMI 3 ANNI
ROMA, 2 LUG - Nel Patto per la salute ''c'è una certezza di budget per i prossimi tre anni con un finanziamento dello Stato che è di 109,92 miliardi per 2014, 112,62 per il 2015 e 115,44 per il 2016''. Lo ha sottolineato il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, durante il question time alla Camera. Lorenzin ha ricordato come sia inoltre prevista una clausola sulla cui base ''tutti i risparmi che saranno effettuati all'interno del Patto verranno reintegrati nel Sistema sanitario nazionale, prevedendo anche con una cabina di controllo''. E' inoltre previsto ''l'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, che avverrà - ha confermato il ministro - entro il 31 dicembre 2014''.


SANITÀ: CALDORO, SU PATTO SALUTE GUERRA FATTA DI INTERESSI
'ASSE STRAORDINARIO PD-LEGA, CHE SONO UN UNICO PARTITO'
NAPOLI, 02 LUG - Il tavolo per il Patto della salute a Roma ''è una guerra'' e ci sono ''Pd, Lega Nord che sono un unico partito, che difendono un sistema e non vogliono perdere nulla''. A parlare nel corso di un incontro con la Uil, è il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, impegnato a Roma con gli altri presidenti di Regione per stabilire il Patto per la Salute. Caldoro sta portando avanti da tempo la battaglia per fare in modo che i cittadini campani non siano più penalizzati nel trasferimento nazionale dei fondi destinati alla sanità. ''C'è un asse straordinario Pd-Lega Nord - afferma - Non è un problema politico, ma una guerra fatta di interessi''. ''A Roma si discute del patto della salute e ci sono un po' di patemi e batticuore - aggiunge - perché ci giochiamo il futuro della sanità per i prossimi anni''. ''Pd e Lega Nord sembrano un unico partito, non c'è alcuna differenza quando ci si siede a un tavolo come quello per il Patto della salute - conclude - I documenti li presentano insieme''.
a cura di Paola Tomassi

Articolo pubblicato in: FNOMCeO: rassegna ANSA

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