Facebook Youtube Twitter
Home   »   Rassegna FNOMCeO: 30 lugl...

Rassegna FNOMCeO: 30 luglio 2014

MEDICI. OBBLIGO ASSICURATIVO PER 80MILA LIBERI PROFESSIONISTI
BIANCO (FNOMCEO), RINVIARE SCADENZA 15 AGOSTO
ROMA, 30 LUG - I medici dipendenti del Ssn non dovranno farla ma "il prossimo 15 agosto, escludendo i convenzionati, ci sono tra gli 80 e i 100 mila tra medici e odontoiatri che operano in regime di libera professione che saranno obbligati a stipulare una polizza assicurativa. Bisogna intervenire". Il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) e senatore Pd, Amedeo Bianco torna dopo la nota di ieri della Federazione sull'argomento obbligo assicurativo e delle misure contenute nel Dl Pa in conversione di legge alla Camera. Il Dl 90/2014 ha eliminato l'obbligo per i medici dipendenti del Ssn di stipulare una polizza assicurativa, ed ora in fase di conversione in commissione Affari costituzionali della Camera è stato anche approvato un emendamento che obbliga tutte le strutture pubbliche e private ad assicurarsi (in ogni caso le strutture non copriranno le polizze per colpa grave dei professionisti). Ma a prescindere da tutto ciò "a meno di proroghe dell'ultim'ora - sottolinea Bianco - l'obbligo ad assicurarsi per i medici e gli odontoiatri che operano in libera professione scatterà. Il tutto senza che sia stato emanato il Dpr previsto dalla Legge Balduzzi e in attesa di una riforma di tutta la normativa riguardante il tema della responsabilità professionale. Se non s'interverrà si rischia di lasciare soli, senza regole e in un mercato delle polizze dai costi altissimi, migliaia di liberi professionisti". La norma che prevede l'obbligo assicurativo per i professionisti è stata introdotta dalla legge n.148/2011 (ultimo Governo Berlusconi). In questi anni, oltre alle proroghe della misura specifica, è intervenuta la legge Balduzzi (n.189/2012) che proprio per andare incontro alle difficoltà di sistema (alto costo polizze e numero denunce in aumento) ha disciplinato in parte la materia della responsabilità professionale in ambito sanitario prevedendo tra l'altro l'emanazione di un regolamento che definisse i requisiti minimi per le polizze e avviasse il fondo di solidarietà per le categorie più esposte. Il Tavolo tecnico (Ministeri, Ordini professionali, Assicurazioni e Sindacati) che doveva definire nello specifico le misure si è però arenato. Al contempo, in Parlamento vi sono una decina di disegni di legge pronti sul tema più ampio della responsabilità professionale in ambito sanitario. Ma, ad oggi, ancora niente è cambiato. "Non abbiamo nulla in contrario all'obbligo assicurativo - commenta il segretario della Fimmg, Giacomo Milillo - ma crediamo che una proroga sia necessaria perché tutto il sistema non è normato". Medesimo auspicio arriva anche dai ginecologi dell'Aogoi. "Siamo soddisfatti delle ultime misure contenute nel Dl Pa in conversione - sottolinea il presidente dell'Associazione, Vito Trojano - ma auspichiamo una proroga dell'obbligo perché prima occorre assolutamente definire a 360 gradi tutta la materia e ci auguriamo che ciò avvenga entro l'anno".


RIPA DI MEANA(FIASO), INTERVENTO SU PENSIONI PRIMARI È DEMAGOGIA
MEGLIO SALVAGUARDARE FLESSIBILITÀ, NO A VENDETTE CONTRO 'CASTA'
L'innalzamento dell'età a cui i primari potranno essere mandati in pensione d'ufficio a 68 anni è 'solo un contentino a una lobby', mentre l'intervento sul tema contenuto nel Dl sulla Pubblica amministrazione è ''demagogico e contiene una vendetta contro quella che si vuol far passare come 'casta'. Lo afferma Francesco Ripa di Meana, presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso). Il decreto in origine prevedeva il tetto di 65 anni per tutti, mentre ora è rimasto solo per i dirigenti medici, e non per i primari. ''Io sono contrario all'archiviazione di una generazione per decreto - afferma Ripa di Meana - anche perchè agiamo in un regime di blocco del turnover, in cui spesso è difficile sostituire chi si perde. Quello dei 68 anni è un 'contentino' dato alla lobby dei primari, ma non risolve il problema, perchè in realtà andrebbe ripensato tutto il sistema''. Il nuovo regime, spiega il presidente Fiaso, manca di flessibilità. ''Noi dobbiamo avere delle regole che permettano di restare a chi serve per qualità ed esperienza, ed avere gli strumenti per riuscire a 'mandare via' quelli di cui non si ha il bisogno. Non si può decidere di mandare via tutti per decreto senza guardare alla qualità delle persone''.


ETEROLOGA:SCIENZA E VITA,PURE ADOZIONE IN LIVELLI ASSISTENZA
ROMA, 30 LUG - Se la fecondazione eterologa sarà inserita nei Livelli essenziali di assistenza ''perchè non inserire anche l'adozione?''. Questo il commento di Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, presidente e copresidente nazionali dell'Associazione Scienza & Vita. ''Nell'apprendere che la fecondazione eterologa sarà inserita nei Livelli essenziali di assistenza - affermano in una nota - non possiamo fare a meno di chiederci perché lo Stato non si attivi allo stesso modo per le adozioni, che rappresentano una risposta all'infertilità che esiste già e che coinvolge migliaia di coppie che ora sono vittime di un'ingiustificata disparità e di un'inaccettabile disuguaglianza. Forse - si chiedono - sono considerate meno adatte all'accoglienza della vita di chi sceglie l'opzione artificiale?".


ETEROLOGA:ESPERTO BIODIRITTO,NON SI PUÒ TRATTARE PER DECRETO
BALDINI, INTENZIONE RIDISCUTERE ANONIMATO È STRUMENTALE
ROMA, 30 LUG - ''Non si possono disciplinare temi sensibili con decretazione d'urgenza''. Lo afferma, in relazione alla fecondazione eterologa, l'avvocato Gianni Baldini, docente di Biodiritto all'Università di Firenze. ''Non è mai successo - rileva Baldini in riferimento all'annuncio da parte del ministero della Salute di un prossimo decreto legge sulla materia - che questioni eticamente sensibili siano decise con Decreto Legge. La natura di tali disposizioni, infatti, deve essere necessariamente flessibile esposta com'è ai continui mutamenti ed evoluzioni medico scientifici. Dunque è proprio lo strumento legislativo a risultare inadeguato essendo necessaria una regolazione leggera e in grado di essere continuamente rivista''. Ciò, sottolinea, ''è tanto più vero se si pensa che sono ancora pendenti alla Corte Costituzionale due questioni che potrebbero demolire altre due parti essenziali della legge 40/04, quali l'accesso delle coppie fertili portatrici di patologie genetiche alla PMA (per le quali l'Italia è già stata condannata dalla Corte europea) e l'utilizzabilità degli embrioni soprannumerari per la ricerca scientifica. In caso di esito positivo, le modifiche introdotte per decreto legge alla Legge 40 andrebbero nuovamente modificate con altro decreto''. Secondo Baldini, inoltre, ''l'intenzione di ridiscutere sulla questione dell'anonimato non risulta affatto necessaria, essendo la questione già disciplinata dalla legge 40/04 e da altre norme già esistenti, in primis la legge sull'adozione 183/84''. L'impressione ''da alcuni espressa - conclude - è che l'iniziativa sia puramente strumentale a introdurre deroghe che consentendo di conoscere l'identità dei soggetti (donatore e ricevente) in contrasto con quanto previsto in tema di tracciabilità dalle direttive europee recepite dall'Italia e che prevedono un rigoroso anonimato nella donazione di organi, vanificherà la metodica dell'eterologa. E' la stessa Consulta che richiama questa normativa''.


ETEROLOGA: ROCCELLA, RICONOSCIBILITÀ DONATORI DIRITTO FIGLI
ROMA, 30 LUG - La riconoscibilità dei donatori nella fecondazione eterologa ''è un diritto figli''. Lo afferma la vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Eugenia Roccella.''La senatrice Puppato - rileva Roccella in una nota - sostiene che ammettendo la possibilità che il nato dall'eterologa, una volta adulto, possa risalire, se vuole, al suo genitore biologico, si 'affossa' l'eterologa. Evidentemente, secondo la senatrice, in tutti i paesi che l'hanno fatto la fecondazione eterologa non e' più praticabile: si tratta della maggioranza dei paesi occidentali, come per esempio Svezia, Danimarca, Norvegia, Inghilterra, Germania, Austria, Svizzera, Olanda''. Sono ormai ''pochi - sottolinea - i paesi che impediscono al figlio nato da eterologa quello che è consentito anche agli adottati, e cioè di andare alla ricerca delle proprie origini. E' evidente che l'argomentazione non regge e rivela strumentalità e parzialità''.''La verità - conclude Roccella - è che si vogliono riconoscere solo i diritti dell'adulto che desidera un figlio, ma non i diritti del figlio che desidera sapere chi è il padre o la madre biologica. Il riconoscimento dei diritti, insomma, va a corrente alternata''.
a cura di Paola Tomassi

Articolo pubblicato in: FNOMCeO: rassegna ANSA

Via Ferdinando di Savoia 1 00196 ROMA    CF: 02340010582

Copyright 2012 FNOMCeO, tutti i diritti riservati.