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Decreto vaccini: “Sia presto Legge”. Intervista a Roberta Chersevani

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Il Decreto vaccini presto sarà Legge: deve infatti essere convertito entro il 6 agosto. Il provvedimento, già approvato in prima lettura dal Senato, è ora all’esame della Commissione Affari Sociali della Camera e dovrebbe approdare in Aula questa settimana. E mentre fervono i lavori del Parlamento, abbiamo chiesto al Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, un’analisi del Testo uscito dalla Camera Alta, che dovrebbe essere, come da più parti si richiede visti i tempi ristretti e salvo sorprese dell’ultima ora, quello definitivo.




Presidente, il Decreto sui vaccini è stato criticato sin dalla nascita: era necessaria una Legge per imporre la vaccinazione?

Dispiace che si debba arrivare a un’obbligatorietà su percorsi di salute che semmai dovremmo essere noi stessi a chiedere, se non a pretendere, e dei quali dovremmo essere grati. Se però questa è la maturità che noi, come paese, esprimiamo  l’obbligatorietà è una soluzione al problema.

Durante il passaggio in Senato, il testo ha subito alcune modifiche, che sono state lette come “aperture” a chi si opponeva, sulla base di convinzioni più viscerali che fondate su evidenze, all’obbligatorietà. Cosa ne pensa?

Per quanto riguarda il fatto che i vaccini obbligatori siano passati da 12 a 10, ma se ne siano aggiunti altri raccomandati proattivamente, mi sembra un venire incontro ai genitori titubanti senza tuttavia smorzare la portata del provvedimento. Alla fine l’offerta dei vaccini gratuiti e raccomandati risulta addirittura ampliata, pur tranquillizzando i genitori sia sul numero dei vaccini sia sulle procedure per ottenerli.

Lo stesso per i vaccini monocomponente: se la formulazione monocomponente servirà a fugare le perplessità dei genitori che hanno paura del carico antigenico ben venga, anche se lo ripetiamo, tale paura non ha ragione di essere. Gli antigeni presenti nel vaccino sono infatti solo una minima parte di quelli con i quali il bambino viene a contatto quotidianamente, ad esempio mangiando e respirando. E anche la somministrazione di un vaccino per un patogeno contro il quale si è già immunizzati per aver fatto la malattia non comporta alcun rischio o sovraccarico del sistema immunitario.

Bene anche, sempre in quest’ottica di dialogo, la riduzione delle sanzioni.


Il provvedimento prevede l’obbligo anche per i minori stranieri non accompagnati: ci saranno le coperture di bilancio sufficienti?


I minori stranieri non accompagnati sono tanti: giusto preoccuparsi anche della loro salute, visto che sicuramente non arrivano già vaccinati e potrebbero essere ancor più soggetti alle infezioni con i nostri germi. Se vogliamo una copertura vaccinale ottimale dobbiamo vaccinare tutta la popolazione che è sul nostro territorio, con uguali diritti, perché più che un obbligo, ricordiamolo, il vaccino è un diritto. Quindi, anche se tagliassimo i fondi destinati a questa fascia di popolazione, non si tratterebbe di risparmio, perché rischieremmo di vanificare la strategia di salute pubblica.


Il sistema di farmacovigilanza sui vaccini sarà potenziato e ogni anno sarà trasmessa alle Camere una relazione sugli eventi avversi: il fatto di monitorali così attentamente significa che i vaccini sono pericolosi? O che non abbiamo già oggi dati sufficienti sulla loro sicurezza?

La vaccino-vigilanza sarà ulteriormente potenziata e valorizzata, e questa è una decisione che non può che portare serenità: il sistema di segnalazione e monitoraggio degli eventi avversi legati ai farmaci, ai vaccini, ai presidi medico chirurgici è una grande garanzia di sicurezza delle cure per tutti i cittadini.

Per quanto riguarda la pubblicazione dei dati, siamo sempre a favore della trasparenza: siamo sicuri, dalle evidenze di cui già disponiamo, che le reazioni avverse sono molto poche, e comunque di molto inferiori, sia per incidenza sia per gravità, ai rischi che potrebbe comportare la malattia. Valga per tutti l’esempio del morbillo: il rischio di avere come effetto collaterale del vaccino un’encefalite è uno su un milione, quello di averla in concomitanza della malattia è uno su 2000. In ogni caso la maggior trasparenza è strumento di rassicurazione e di vero consenso informato.


Grande importanza si dà proprio alla trasparenza, all’informazione e alla comunicazione, prevedendo un ruolo di rilievo per le rappresentanze ordinistiche. Una nuova incombenza per la Fnomceo?


L’articolo 2 è di grande rilevanza laddove parla di informazione e comunicazione: se ci sono posizioni contrarie è perché non si è adeguatamente informato o lo si è fatto in maniera non efficace.

Questa è da sempre una nostra convinzione, e già ben prima del Decreto abbiamo voluto fare chiarezza sulle vaccinazioni: anzi, ce lo siamo imposto come dovere deontologico, scrivendolo, nero su bianco, nel Documento sui vaccini approvato proprio un anno fa dal nostro Consiglio Nazionale.

E quali sono state, sinora, le principali iniziative?

Abbiamo agito su due fronti: per i medici, abbiamo organizzato un corso ECM sulle vaccinazioni (“Vaccinazioni: efficacia, sicurezza, comunicazione”), che è fruibile sia in modalità Fad, (QUI l’e-book) sia attraverso eventi residenziali in diversi Ordini d’Italia.  Per quanto riguarda i cittadini, segnaliamo l’instant book  della Simg, “Domande e risposte sui vaccini”, da noi patrocinato, e l’e-book della SIF (Società Italiana di Farmacologia) steso in collaborazione con la Siti  (Società Italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità Pubblica, la SIP (Società Italiana di Pediatria), la FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), “I vaccini e le vaccinazioni”.

Sicuramente ora la comunicazione sarà ampliata e soprattutto, anziché essere lasciata all’iniziativa della singola Società Scientifica o Ente, sarà resa più organica.


Un punto che ha visto la Fnomceo molto critica è stata la proposta di inserire, nelle farmacie, medici vaccinatori. Nella stesura finale è stata sostituita dalla possibilità di prenotare, sempre nelle farmacie e tramite il sistema  CUP, le vaccinazioni obbligatorie: cosa ne pensate?


Questa disposizione ci trova perfettamente d’accordo: valorizza il senso della Farmacia dei Servizi, senza creare il rischio di conflitti di interesse che il Legislatore ha sempre voluto evitare. Anzi, auspichiamo che le Farmacie amplino proprio in questa direzione la gamma di servizi offerti al cittadino.


Vede degli aspetti che non sono stati presi in sufficiente considerazione e che potrebbero essere oggetto di provvedimenti futuri?

Si può sicuramente prevedere un programma per i professionisti della sanità, con l’obiettivo di raggiungere coperture vaccinali adeguate tra il personale sanitario. Gli operatori sanitari sono in alcuni casi convinti di crearsi una sorta di immunità che deriva dal confronto quotidiano con le malattie. Non è così: e sarebbe gravissimo se diventassero essi stessi portatori di malattie infettive. Inoltre, il medico che non si vaccina è come il medico tabagista: non può predicare determinati comportamenti positivi se non è lui il primo a dare il buon esempio.

Mi auguro in ogni caso che il testo sia licenziato in via definitiva dalla Camera dei Deputati. Alcuni percorsi possono essere avviati anche dopo l’approvazione: l’importante è portare a casa questo provvedimento, che ci darà bambini più sani e comunità più protette.




A cura dell’Ufficio Stampa Fnomceo

Articolo pubblicato in: Evidenza Home 2015 News ed eventi

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