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PNE 2017: migliora la qualità dell’assistenza in Italia e diminuisce il divario Nord-Sud

La qualità dell’assistenza nel nostro Paese è in progressivo miglioramento. A confermarlo sono i risultati dell’edizione 2017 del Programma Nazionale Esiti (PNE), sviluppato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) per conto del Ministero della Salute, che fornisce a livello nazionale valutazioni comparative di efficacia, qualità, sicurezza e appropriatezza delle cure prodotte nell’ambito del servizio sanitario.

Gli indicatori di esito e processo più rappresentativi di questa edizione (su un totale di 166 indicatori: 67 di esito e processo, 70 volumi di attività e 29 indicatori di ospedalizzazione) del PNE sono la frattura del collo del femore, il taglio cesareo, infarto e ictus, e colecisti. Riguardo al primo indicatore, i risultati evidenziano un miglioramento della tempestività di intervento chirurgico sopra i 65 anni di età entro le 24 ore e un progressivo avvicinamento delle regioni del Sud ai risultati ottenuti nel Nord del Paese. La proporzione di parti cesarei - che comportano maggiori rischi per la donna e per il bambino rispetto al parto vaginale - passa dal 29% del 2010 al 24,5% del 2016 e per la prima volta scende sotto la soglia del 25% fissata dal Ministero della Salute; continuano tuttavia a persistere differenze all’interno di ogni singola regione e tra le regioni. I dati mostrano come dal 2010 sono circa 58.500 le donne che hanno evitato di sottoporsi a un taglio cesareo primario, di cui 13.500 nel 2016. Diminuisce poi dal 10,4% del 2010 all’8,6% del 2016 la mortalità a 30 giorni dal ricovero per infarto acuto del miocardio; questi dati sono confermati dall’ultimo Rapporto dell’OCSE, sul quale si legge come l’Italia riporti una mortalità fra le più basse nei Paesi con economia avanzata. In calo anche la mortalità a 30 giorni successiva a un episodio di ictus ischemico, con un valore nazionale del 10,9%, in riduzione rispetto al 2015 e in linea con i dati registrati nei Paesi sviluppati. Riguardo all’area dell’apparato digerente, la percentuale di ricoveri per eseguire un intervento di colecistectomia laparoscopica, con degenza più estesa rispetto a quanto richiesto dalla natura della patologia e della prestazione, è passata dal 58,8% del 2010 al 72,7% del 2016, in linea con la soglia prevista dal decreto ministeriale 70, seppur con notevoli differenze fra le strutture ospedaliere.

Dai dati del PNE emerge inoltre una diminuzione delle ospedalizzazioni nei casi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e tonsillectomia, calo derivato da una corretta gestione del paziente a livello di cure primarie. Nel caso della BPCO, il tasso di ospedalizzazione è passato dal 2,5% del 2010 all’1,9% del 2016: solo nell’ultimo anno si stima siano più di 24.000 i pazienti cui è stata evitata un’ospedalizzazione non necessaria. Nel caso della tonsillectomia, i ricoveri sono diminuiti dal 2,85% del 2010 al 2,15% del 2016, risparmiando nell’ultimo anno circa 6.400 interventi nella popolazione pediatrica.

“L’istantanea del Programma nazionale esiti 2017 ci restituisce un progressivo miglioramento della qualità dell’assistenza nel nostro Paese e, in particolare, un Sud che si avvicina, benché gradualmente, alle regioni del Nord, conseguendo risultati di miglioramento in buona parte delle aree cliniche, tradizionalmente critiche, come l’ortopedia, la perinatale e dell’apparato digerente”, afferma Luca Coletto, Presidente di AGENAS. “Se focalizziamo l’attenzione sui progressi ottenuti dal 2010, il cambio di passo è evidente per alcune Regioni del Sud che hanno centrato e, talvolta, superato la soglia richiesta dagli standard internazionali”.

Secondo Francesco Bevere, Direttore generale di AGENAS, tali miglioramenti sarebbero da attribuire anche al “decisivo contributo di tutto il personale sanitario capace di prestare assistenza sanitaria in condizioni di efficienza e di equità, nonostante le carenze di natura organizzativa e/o di programmazione, presenti talvolta in alcuni contesti regionali. Eccellenze che emergono nonostante e a dispetto delle criticità”.
Redazione

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