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Donne in Medicina/5: Lady Mary Wortley Montagu, in lotta contro il vaiolo

Proseguiamo in questi profili di grandi donne della medicina con cui ci avviciniamo al Convegno "Leadership in Sanità: interpretazione al femminile, innovazioni, opportunità", con una nobildonna inglese che ha dato un contributo notevole allo sviluppo dell’immunologia. Si tratta di Mary Wortley Montagu, vissuta nel XVIII secolo e che, vivendo a Costantinopoli (era moglie di un diplomatico), apprese la tecnica usata dalle donne turche che usavano pungersi con aghi intinti nel pus di pustole vaiolose, contraendo in tal modo una forma attenuata di vaiolo, tale da non comportare la formazione di cicatrici sulla pelle e nello stesso tempo in grado di conferire una immunità permanente.

Mary Wortley Montagu (1689-1762) si entusiasma per questa nuova conoscenza e si muove per convincere le Autorità inglesi ad adottare la tecnica allo scopo di combattere il vaiolo su vasta scala. Definisce l’inoculo con il termine “ingrafting”, lo stesso usato dai contadini per indicare gli innesti praticati sulle piante. E’ talmente convinta della validità del metodo, che lo applica sul proprio figlio Edward.

Parte da lì la sua azione per convincere gli accademici inglesi, portando la sua esperienza personale e parlandone a Londra fino a convincere una certa cerchia di amici a sottoporsi al trattamento. Se ne convince anche il suo medico di famiglia, il dottor Maitland, che comincia così ad applicare il metodo ai propri pazienti. Montagu è riuscita così nel suo intento: convince le Autorità inglesi a far inoculare nel 1720 i prigionieri del carcere londinese di Newgate, operazione condotta dallo stesso Maitland, che innesta intanto anche i figli del futuro re Giorgio II. Il celebre clinico londinese Richard Mead (1673-1754), anche lui convinto dalle incoraggianti relazioni della sostenitrice della metodica, nel 1721 inocula il pus vaioloso in sette condannati a morte. Tre anni dopo, la tecnica raggiunge l’America ed ancora nel 1725, accolta favorevolmente, è applicata a Mosca alla corte di Caterina di Russia. Intanto in Germania il re di Prussia, Federico Guglielmo I, chiama Maitland ad inoculare il giovane principe Federico, futuro Federico II, unitamente ai fanciulli delle nobili famiglie di corte. In Austria si premunizzano i figli di Maria Teresa.

Lady Montagu ha comunque incontrato resistenze nel mondo cattedratico inglese e non solo. Alle perplessità rispondeva così il clinico padovano Vallisnieri: “Ho stentato e stento a introdurre le buone dottrine del secolo, perché aborrite da questi vecchioni, ancora immersi negli antichi rancidumi”. L’applicazione del metodo in Francia la si deve a un medico di Ginevra, Tehodor Tronchin, anche se ne aveva parlato persino Voltaire. Luigi XV, pur favorevole, non si fece vaccinare e morì di vaiolo nel 1774. Si fece vaiolizzare, invece, Luigi XVI che dette il via a una vera e propria prevenzione di massa. Angelo Gatti (1730-1798), illustre professore di medicina dell’Ateneo di Pisa, dopo aver trascorso un periodo a Parigi, tornò in Italia per introdurre nel proprio Paese la vaccinazione antivaiolo, che ebbe però la massima legittimazione scientifica trenta anni dopo ad opera di Eduard Jenner, influenzato dalle tesi e dalla campagna della Montagu.

Oggi alla nobildonna inglese sarebbe stata assegnata una laurea honoris causa in Medicina, visto che ella era fondamentalmente una letterata e una poetessa. “Ma il suo nome resta nei testi di storia della scienza, come protagonista benemerita di una tappa rilevante del progresso medico, una di quelle poche, ma luminose donne del Settecento, che pur non essendo dottoresse, hanno lasciato traccia indelebile sul cammino della medicina” (da Spazio Libero), per il contributo fornito per debellare un vero e proprio flagello per l’umanità. Per quanto nel Settecento fosse difficile raccogliere notizie certe, alcuni dati sono spaventosi: nel solo 1719 il contagio fa 17.000 morti a Parigi,giunge notizia dall’India di tre milioni di morti nel 1770. In Italia imperversa a Mantova, a Bologna, a Firenze, a Roma, in Puglia, cancellando intere famiglie.
Orfeo Notaristefano

Articolo pubblicato in: Dimensione Donna

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