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Sindrome di Hikikomori: in Italia 240mila under 16 affetti da dipendenza da web

Report n. 01/2013

SINDROME DI HIKIKOMORI: DIPENDENZA DA WEB, IN ITALIA 240MILA UNDER 16 NE SONO AFFETTI

È in crescita anche in Italia la web-dipendenza, una vera e propria malattia che affligge gli studenti tra gli 11 ed i 16 anni.

Secondo le ultime rilevazioni, infatti, 240mila ragazzini e adolescenti italiani passano mediamente più di tre ore al giorno dinanzi al pc, con esacerbazioni, come la sindrome di Hikikomori (letteralmente “stare in disparte, isolarsi”). Il fenomeno, già presente in Giappone dalla seconda metà degli anni ottanta, ha incominciato a diffondersi negli anni duemila anche negli Stati Uniti e in Europa. E ha delle caratteristiche precise: il bambino o adolescente frequenta la scuola con un profitto sufficiente e poi viene completamente assorbito dalla realtà parallela, non ha amici, se non la playstation o il computer, e passa 10 -12 ore quotidianamente in una dimensione virtuale.

Purtroppo di questo le Istituzioni italiane non sembrano preoccuparsi ed è un limite evidente, giacché la realtà sociale è fatta anche e soprattutto di queste “problematiche” con un'espansione clinica che valutiamo quotidianamente.

La sindrome di Hikikomori è una dipendenza che riguarda diversi adolescenti e che si traduce in un vero e proprio isolamento sociale, caratterizzato dalla costante presenza sul computer dall'uscita di scuola fino a tarda notte.

Questi adolescenti non sono autistici, nè soffrono di fobia scolare: il piu delle volte riescono a raggiungere la sufficienza nelle materie scolastiche, confermando che frequentano l'ambiente didattico come una sorta di obbligo, e poi si ritirano dal mondo reale per calarsi completamente in quello virtuale.

La sindrome di Hikikomori si traduce in una sorta di allontanamento dalla vita reale, dal rifiuto delle attività ludiche ( sport, socialità, ) e dal trasferimento del tutto in un contenitore virtuale che assorbe completamente la loro vita. Si tratta di una delle forme emergenti di dipendenza che sta lievitando, purtroppo, e che spesso viene confusa con situazioni psicopatologiche diverse. Una dipendenza che va affrontata e prevenuta innanzitutto attraverso la conoscenza del fenomeno che è invece ancora sottaciuto.


Roma,14/01/2013
a cura di Massimo Loffredi - Centro Studi e Documentazione FNOMCeO

Articolo pubblicato in: Dal Centro Studi In Evidenza

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