“La grande medicina nasce quando il medico non si limita a riconoscere un quadro clinico, ma ascolta i vissuti della persona come se fossero una storia e li colloca in un contesto che è al tempo stesso anamnesi e biografia”.
Così il Presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, introducendo a Roma, presso il Conservatorio di Santa Cecilia, la VI Giornata del Personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del Volontariato. La Giornata si concluderà con la premiazione dei vincitori del concorso letterario dedicato a Roberto Stella, primo medico a cadere durante la pandemia di Covid.
“Il tema di questa edizione – ha spiegato Anelli – ‘Il futuro della cura tra intelligenza artificiale e umanità’, non riguarda la contrapposizione tra tecnologia e umanità, ma il modo in cui la tecnologia viene governata al servizio della scienza medica”.
“L’intelligenza artificiale – ha affermato – è uno strumento straordinario. Elabora quantità di dati impensabili fino a pochi anni fa, individua correlazioni, genera opzioni diagnostiche e terapeutiche con rapidità crescente. Sarebbe miope non riconoscerne il valore”.
“Ma il ruolo dell’intelligenza artificiale – ha continuato – è quello di generare opzioni. Non quello di assumersi responsabilità. La responsabilità resta al medico”.
“Decidere – ha motivato – significa assumere anche il peso dell’incertezza. È il medico che sceglie quale strada percorrere per quella persona, in quel momento con quelle fragilità e quei bisogni. È il medico che costruisce la relazione di cura. Questo senso della responsabilità è il vero ponte tra la medicina che Roberto Stella ha incarnato e la medicina che oggi si confronta con l’innovazione tecnologica”.
“Ma la responsabilità – ha proseguito – non riguarda soltanto il singolo atto clinico. Riguarda anche il modo in cui organizziamo la sanità, in cui costruiamo regole e modelli capaci di integrare innovazione e tutela della persona”.
“In un tempo in cui la trasformazione digitale – ha aggiunto – investe il Servizio sanitario nazionale, la questione non è se adottare l’intelligenza artificiale, ma come governarla: con quali criteri etici, con quali garanzie professionali, con quale equilibrio tra sostenibilità, innovazione e qualità della relazione di cura”.
“Non è un caso che, in questa stessa mattinata – ha concluso Anelli – venga presentato un volume che invita a “Pensare la sanità” e a interrogarsi sulle terapie per una sanità che attraversa criticità strutturali. Ringrazio Luca Antonini e Stefano Zamagni per il contributo che offriranno al dibattito. Perché riflettere sulla cura significa riflettere non solo sul rapporto tra medico e paziente, ma anche sulle condizioni istituzionali, economiche e organizzative che rendono possibile quella relazione”.
Ufficio Stampa FNOMCeO
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20 febbraio 2026
Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
