“Insieme per la salute: sosteniamo la scienza”: è questo il messaggio scelto per il 2026 dall’Organizzazione mondiale della sanità per celebrare la Giornata internazionale della salute, che coincide con l’anniversario della sua fondazione, avvenuta il 7 aprile del 1948.
Un messaggio che è fatto proprio, in questa giornata, dal Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.
“La scienza medica è al servizio dell’umanità – afferma Anelli – e così i medici. Essere al servizio dell’umanità è un impegno forte, che presuppone uno spirito di servizio che non conosce frontiere di alcun genere. Secondo un recente sondaggio dell’Istituto Piepoli, il 90% degli italiani considera la scienza un motore di progresso e sviluppo, l’86% ripone fiducia nella medicina e l’81% dichiara fiducia nel proprio medico di famiglia. Sono percentuali che, lette insieme, ci dicono che l’Italia è un Paese che riconosce nella scienza una bussola e nella medicina un presidio di sicurezza, di equità, di ordine. L’87% degli italiani sa che la ricerca scientifica ha allungato la vita; il 67% vede nelle tecnologie mediche un’opportunità straordinaria; il 68% sarebbe disposto a ricorrere a un vaccino a mRNA contro i tumori se ne avesse bisogno. E quando si parla di malattie genetiche nei bambini, il quadro diventa persino più nitido: l’88% ritiene giusto che lo Stato garantisca terapie ad altissimo costo per la SMA; l’83% afferma che “ogni vita conta”; il 63% dice sì alla terapia genica se evita sofferenze”.
“E c’è un altro messaggio forte – aggiunge – che attraversa tutta la ricerca: gli italiani sanno che salute e ambiente sono inscindibili. L’84% è convinto che tutelare la natura significhi prevenire malattie; l’88% ritiene che l’ambiente debba far parte integrante della sanità pubblica. Anche qui, la direzione è chiara: non si chiede una medicina chiusa dentro i confini dell’ospedale, ma una medicina capace di guardare al contesto, alle condizioni di vita, all’ecosistema in cui le persone nascono, crescono, lavorano, respirano. E infine: l’87% degli italiani afferma che la professione del medico contribuisce al progresso della società, e il 72% immagina che tra dieci anni vivremo in un mondo più protetto dalle malattie. Non è solo fiducia: è una forma di speranza ragionata, informata, realistica. Questi dati ci consegnano un compito preciso: diventare mediatori di complessità”.
Servire l’umanità oggi – conclude – significa proprio questo: unire competenza e responsabilità, innovazione e relazione, precisione tecnologica e delicatezza umana. Significa ricordare che la cura non si esaurisce nella terapia, che ogni persona ha una storia, che ogni gesto, anche il più piccolo, costruisce fiducia o la distrugge. Se saremo capaci di abbinare il rigore della scienza con la forza della coscienza, il nostro obiettivo potrà dirsi raggiunto”.
Ufficio Stampa FNOMCeO
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7 aprile 2026
Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
