“È dovere dello Stato conoscere le condizioni in cui vivono le persone private della libertà personale e garantire i loro diritti, a cominciare dalla salute”
Roma, 18 settembre 2026 – Estendere ai Centri di permanenza per i rimpatri l’indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema penitenziario appena avviata dalla Commissione Giustizia della Camera, con uno specifico approfondimento sulle condizioni di salute delle persone trattenute nei CPR.
È la proposta lanciata questa mattina dal presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, intervenendo alla trasmissione di Rai Radio3 “Tutta la città ne parla”.
“Quando una persona è privata della libertà personale – afferma Anelli – è dovere dello Stato assicurarsi delle condizioni nelle quali vive e garantire pienamente i suoi diritti fondamentali, a cominciare dalla salute. Per questo riteniamo importante che l’indagine conoscitiva avviata dalla Commissione Giustizia possa essere estesa anche ai Centri di permanenza per i rimpatri”.
La Commissione Giustizia della Camera ha deliberato lo svolgimento di un’indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema penitenziario, che si concluderà entro sei mesi. Il programma prevede, tra l’altro, l’audizione delle autorità sanitarie competenti e del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, oltre a missioni negli istituti penitenziari per verificare in loco le condizioni delle persone detenute e degli operatori.
Come ribadito in più sentenze dalla Corte costituzionale, il trattenimento nei CPR, pur non avendo natura di pena, costituisce una misura privativa della libertà personale. La Corte ha infatti ricondotto espressamente il trattenimento dello straniero alla sfera tutelata dall’articolo 13 della Costituzione, con le garanzie che ne conseguono.
“Crediamo sia necessario – continua Anelli – conoscere le condizioni di salute delle persone trattenute nei CPR, verificare quale assistenza sanitaria sia effettivamente disponibile e come siano garantite la continuità delle cure e la tutela della dignità della persona. Estendere l’indagine consentirebbe al Parlamento di acquisire elementi oggettivi e di verificare direttamente la situazione”.
“La tutela della salute non conosce confini né distinzioni – conclude Anelli – e deve essere garantita a ogni persona. A maggior ragione quando quella persona è affidata alla responsabilità dello Stato e non è libera di provvedere autonomamente ai propri bisogni di salute. Conoscere le condizioni nei luoghi di trattenimento significa esercitare fino in fondo questa responsabilità”.
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18 settembre 2026
Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
