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OMCeO Bari. Anelli: Più risorse per la Sanità pubblica per difendere diritto alla salute e stabilità sociale

19 Settembre 2026. “Il sistema dovrebbe mettere i medici nella condizione di svolgere bene il proprio lavoro perché l’appropriatezza non è solo medica, è anche organizzativa” – ha dichiarato oggi Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari, introducendo il corso di formazione “L’appropriatezza. Una responsabilità della professione medica”.

“I dati provenienti dalle Regioni dicono che oggi il sistema è definanziato: nel 2028 la differenza tra il Fondo sanitario nazionale e il fabbisogno previsto dalle regioni ammonterà a quasi 11 miliardi di euro. A partire dal 2019 spesa e investimento in Sanità presentano curve divergenti, che condurranno l’Italia nel 2028 ad una spesa sanitaria pubblica al 5,9% sul Pil, contro una media UE del 7% circa, con un aumento inevitabile delle disuguaglianze di salute. Ma il diritto alla salute, in base al dettato Costituzionale, non può essere subordinato al pareggio di bilancio” – prosegue Anelli.

“Il sistema oggi tiene ancora, grazie alla buona volontà degli operatori e questo supporta la stabilità sociale che è alla base del lungo periodo di pace di cui abbiamo goduto in Italia e in Europa. Chiediamo quindi più risorse per la Sanità pubblica per tutelare non solo il diritto alla salute ma anche la stabilità sociale.” – spiega Anelli, che è intervenuto anche sul caso CPR.

“Se i colleghi hanno redatto certificati falsi saranno sanzionati oltre che dalla legge dello Stato anche dall’Ordine, in base al codice deontologico. Tuttavia, mi sembra singolare che non si possa aprire un dibattito pubblico sull’idoneità dei Centri di permanenza per i rimpatri, che molte organizzazioni hanno definito come “patogeni”. A questo proposito, come Presidente FNOMCeO ho chiesto di estendere ai Centri di permanenza per i rimpatri l’indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema penitenziario appena avviata dalla Commissione Giustizia della Camera. La tutela della salute non conosce confini né distinzioni e deve essere garantita a ogni persona. A maggior ragione quando quella persona è affidata alla responsabilità dello Stato e non è libera di provvedere autonomamente ai propri bisogni di salute.”

Tra i temi emersi durante la mattinata, che ha visto la partecipazione di medici e magistrati, c’è il crescente uso dell’intelligenza artificiale in Sanità. L’IA non può essere considerata come una semplice innovazione tecnologica, alla stregua di altre, perché porta ad una trasformazione profonda del rapporto medico-paziente. Conduce infatti ad una smaterializzazione del rapporto tra il personale sanitario e il cittadino, che cambia la modalità di condivisione del consenso e impatta sul concetto di negligenza e imperizia. Come fa un medico a dirsi negligente se l’errore diagnostico si fonda su un errore dell’IA? Dato che la responsabilità finale rimane in capo al medico, occorre valutare le responsabilità in fase di progettazione dei sistemi di IA e analizzare quali debbano essere gli strumenti di validazione in ambito sanitario.

Ufficio Stampa OMCeO Bari

Autore: Redazione

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