Agenas: il numero di novembre di “Monitor” dedicato alla medicina di genere

Nell’editoriale di presentazione del numero di Monitor finito di stampare nel mese di novembre, Fulvio Moirano, direttore Agenas, scrive che il passaggio dal concetto di salute a quello di benessere sposta la nostra attenzione da una dimensione oggettiva ad una soggettiva, da una condizione reale ad una percepita, dove la valutazione può variare in base all’età, al livello d’istruzione, alla classe sociale o ad altre condizioni psicologiche ed emotive, ma soprattutto al genere. La questione femminile, in medicina ha assunto caratteristiche proprie, non solo dal punto di vista dei pazienti (anzi, delle pazienti), ma anche da quello degli operatori sanitari.

Le politiche sanitarie e le prassi organizzativo-gestionali che caratterizzano i sistemi sanitari andranno di conseguenza adeguate. Questo numero della rivista Monitor sulla medicina di genere, supera l’ottica tradizionale che vedeva le sole patologie dell’apparato riproduttivo/ginecologico mettere a rischio la salute della donna.

Bruno Rusticali e Federica Petetti nel loro articolo propongono la storia della salute di genere. Dai dati presentati nel loro articolo risulta evidente che le donne sono più colpite da mortalità per malattie dismetaboliche, malattie iatrogene e reazioni avverse e quanto gli ormoni influenzino l’attività del sistema immunitario. Gli organi e gli apparati che sembrano presentare più differenze di genere sono il sistema cardiovascolare, il sistema nervoso e quello immunitario. Le malattie cardiovascolari, che costituiscano la prima causa di morte nei Paesi occidentali, presentano un trend d’incidenza in discesa per gli uomini e sono in costante salita per le donne.

Ma non è solo questione di numeri. La formazione delle placche aterosclerotiche è diversa tra i due sessi: nell’uomo è più precoce, nella donna meno, ma accelera dopo la menopausa. Uno studio apparso nel 2006 sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che basse dosi di aspirina in prevenzione primaria sono in grado di ridurre l’incidenza dell’infarto negli uomini, ma non tra le donne.

Stefano Vella e Loredana Falzano dell’ISS sottolineano nel loro “La medicina di genere come obiettivo strategico per la sanità pubblica” come le donne siano entrate in ambienti di lavoro dove fino a poco tempo erano impiegati solo soggetti di sesso maschile ed è pertanto necessario ri-determinare i limiti d’esposizione e individuare indicatori di qualità sesso-stratificati per cure migliori a uomini e donne.

Flavia Franconi, Ilaria Campesi e Antonio Sassu propongono un articolo sulla farmacologia di genere. Vi sono anche considerazioni sull’appropriatezza del taglio cesareo. Vengono illustrati i due gruppi di lavoro avviati nell’ambito del Programma Linee Guida di Agenas con l’obiettivo di integrare le conoscenze biomediche con quelle sociali ed economiche, per arrivare a programmi di prevenzione e a linee guida genere-mirate. Una sul Miglioramento della salute cardiovascolare al femminile e una sulla Sindrome da stanchezza cronica – CFS che s’inseriscono entrambe nel Progetto nazionale La medicina di genere come obiettivo strategico per la sanità pubblica: l’appropriatezza della cura per la tutela della salute della donna dell’Istituto Superiore di Sanità.

Noti sono i motivi dell’interesse per le malattie cardiovascolari e ci si è orientati nello studio della sindrome da stanchezza cronica perché questa si verifica soprattutto in donne, con età mediana che varia dai 30 ai 40 anni, ed è ancora misconosciuta ai sanitari, ai cittadini e alle istituzioni.

Tutti i numeri di Monitor sono integralmente scaricabili a partire dal n.1 del settembre – ottobre 2002

Il numero monografico sulla medicina di genere si può trovare a questo link.

Autore: Redazione FNOMCeO

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