“Voglio esprimere a nome mio e dell’Ordine dei medici che rappresento la ferma condanna degli episodi di violenza e la piena solidarietà ai colleghi che sono stati aggrediti lo scorso fine settimana mentre erano al lavoro all’interno dei reparti di pronto soccorso di due ospedali baresi.” – dichiara Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici.
“Questi episodi dimostrano come la legge per prevenire la violenza contro gli operatori sanitari, legge che abbiamo fortemente voluto e che è entrata in vigore nel 2024, stia funzionando. Gli aggressori sono stati infatti arrestati in flagranza proprio grazie alle norme previste dalla legge n. 171/2024.” – continua Anelli – “Certo la repressione non basta, serve anche lavorare sulla promozione di una cultura di pace e non violenza. Per questo il 12 marzo prossimo, in occasione della Giornata nazionale in contrasto alla violenza nei confronti degli operatori sanitari, la FNOMCeO presenterà a Perugia il manifesto Medici e pace”.
Sarà infatti la città di Perugia ad ospitare, il prossimo 12 marzo, le celebrazioni della Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari. Professionisti provenienti da tutta Italia si ritroveranno nello storico Teatro della Sapienza, un luogo di alto valore simbolico, per la firma del manifesto “Medici e Pace”, che sarà poi portato ad Assisi per essere consegnato nelle mani del Custode del Sacro Convento di San Francesco, Fra Marco Moroni.
Una firma, dunque, volta a sottolineare l’impegno dei professionisti della salute contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e per la pace nel mondo. Un’iniziativa, quella della FNOMCeO, che coincide in modo significativo con la celebrazione degli 800 anni dalla morte di San Francesco e si svolge nei luoghi tra Perugia e Assisi da dove Francesco partì per portare agli uomini del suo tempo e dei secoli futuri parole di umanità, solidarietà e amore per i più fragili e per tutto il creato. Gli stessi valori che sono alla base dell’azione quotidiana delle donne e degli uomini che si prendono cura di chi ha bisogno d’aiuto e di assistenza.
“I medici ribadiscono il loro ruolo di costruttori di pace – conclude Anelli – perché alleviare le sofferenze, curare la gente ha un significato sociale e politico. Significa costruire un mondo diverso che combatte le malattie, che combatte la violenza, che combatte la sofferenza. Tutto questo non può che far sì che si possa costruire una società dove la pace sia il fondamento della convivenza civile”.
Ufficio Stampa OMCeO Bari
Autore: Redazione
