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“Bufale” sull’alimentazione: il miracolo è servito. Quando il marketing conta di più. Intervista ad Alessandro Conte

A cura di Francesca Indraccolo

Cibi dalle proprietà “miracolose”, bio, light, senza lattosio e gluten free: quanto le scelte di acquisto dei consumatori vengono influenzate dal marketing e quanta consapevolezza c’è di ciò che mettiamo nel carrello della spesa e delle conseguenze per la nostra salute?

Il tema è stato affrontato da Alessandro Conte, medico di Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Tolmezzo e coordinatore del progetto “Dottoremaeveroche?”, il portale della Fnomceo che sfata le fake news in tema di salute, in occasione dei due convegni “Alimentazione e dintorni” organizzati da Omceo Como e Fnomceo a Como il 4 e il 5 ottobre.

“La produzione alimentare – ha spiegato Conte – è storicamente campo di battaglia per i creativi, dalla banana, primo superfood di inizio secolo, a Braccio di Ferro con i suoi spinaci, in grado da solo di risollevare un settore duramente colpito dalla grande depressione del 1929. È però negli ultimi anni, vuoi per l’esplosione di sistemi di comunicazione nuovi, vuoi per gli effetti non sempre positivi della disintermediazione, che il peso del marketing sulla produzione e sui consumi di certi alimenti è aumentato esponenzialmente”.

Uno scenario in evoluzione, dunque, che richiede a chi si occupa di salute pubblica una presa di coscienza e un piano d’azione. “Troppo spesso – ha proseguito il medico – questo genere di comunicazione, non supportata da evidenze scientifiche, risulta capace non solo di drenare risorse su prodotti privi di oggettive caratteristiche superiori, ma soprattutto di alimentare il credo che un alimento, aggiunto o sottratto al piatto, possa da solo proteggere dalle malattie se non addirittura curarne alcune, spesso quelle neoplastiche”.

Nel web in particolare circolano messaggi distorti e controproducenti che allontanano i cittadini da quelle buone, pur se più faticose, pratiche con granitiche evidenze scientifiche a sostegno: l’astensione dal fumo, una dieta bilanciata moderata e varia e un’attività fisica regolare. “E opportuno quindi insegnare un approccio critico anche al tema alimentazione, dove le risposte che cerchiamo non si trovano in una bacca o in un seme esotico, ma si costruiscono giorno per giorno, gravando anche molto meno sulle tasche di ognuno”, ha evidenziato Conte.

Buone pratiche di comunicazione: il portale “Dottoremaeveroche?”

Per riorientare consumatori e cittadini e dare loro gli strumenti per tutelare la loro salute servono una corretta informazione da parte dei media e una buona comunicazione istituzionale, in grado di migliorare il livello di alfabetizzazione sanitaria.

“In uno scenario di profondi mutamenti socio-culturali – ha specificato Conte -, che spaziano da una radicale revisione del rapporto medico paziente, dal crescente ricorso a fonti informative nuove e spesso prive di reale validazione sino al sempre maggiore rilievo di un’alfabetizzazione sanitaria carente per la popolazione generale, da interpretarsi come vero e proprio fattore prognostico negativo, vista anche la ricaduta su dinamiche propriamente sanitarie e assistenziali, la Fnomceo ha codificato la sua buona pratica per un azione di contrasto a questa deriva”.

La Federazione ha infatti attivato “Dottoremaeveroche?”, il portale di fact checking e corretta informazione sui temi di salute sviluppato coerentemente con alcuni assunti teorici, la cui rilevanza è codificata dalla più recente letteratura scientifica: trasparenza, fruibilità dei contenuti (readability), estetica e appetibilità delle risorse web e, ovviamente, centralità alle evidenze scientifiche.

“Un simile approccio – ha continuato – è stato possibile solo grazie alla compartecipazione di figure diverse con competenze trasversali, che rappresentano la vera innovazione nello scenario della comunicazione istituzionale del nostro paese. A Dottoremaeveroche hanno infatti contribuito debunker, esperti di linguistica, ricercatori nel campo della digital literacy, giornalisti scientifici, divulgatori ed esperti di comunicazione, ivi inclusi social media manager, il cui ruolo è risultato fondamentale, senza ovviamente dimenticare i medici”.

In coerenza con quel mutamento del rapporto medico-paziente, la sezione più spiccatamente educativo-pedagogica del sito, dedicata alla navigazione consapevole, promuove la crescita autonoma dell’utente che, attraverso test e autovalutazioni, apprende come riconoscere le fonti attendibili durante la navigazione, imparando e consolidando un metodo e promuovendo il suo spirito e la sua autonomia critica.

“A quasi due anni dal suo lancio, con una presenza stabile di 1.200 utenti al giorno che visitano le sue pagine il progetto è maturo per una valutazione dell’impatto dei suoi contenuti, ovvero della capacità di produrre un mutamento nelle conoscenze e convinzioni della popolazione che vi accede”, ha concluso il dottor Conte.

Autore: Redazione

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