Cimo Veneto su delibera della Regione per assunzione medici laureati e abilitati

Cimo Veneto osserva interessata quella che passerà alla storia come la “Delibera di Ferragosto” CARENZA MEDICI. IL VENETO DELIBERA DI ASSUMERE 500 GIOVANI LAUREATI NON SPECIALIZZATI E DI FORMARLI  – 14/8/2019 Comunicato Stampa della Regione Veneto.

A carenze straordinarie, cioè fuori dalla realtà ordinaria, servono interventi straordinari, o molti reparti e servizi chiuderanno per mancanza del personale necessario anche se i muri degli edifici saranno nuovi e bellissimi e su questo Cimo Veneto è assolutamente in accordo con la Regione ma osserva anche che sulla mancanza di ricambio del personale sono stati scritti fiumi di inchiostro inutilmente da molti anni.

Le istituzioni professionali quali Ordini, Sindacati e Società Scientifiche da molto tempo denunciano questo stato di cose, con articoli, interviste, curve di pensionamento e statistiche.

La responsabilità è di chi non solo non ha programmato ma pure lasciato inascoltato ogni nostro appello. Su di loro il peso di questo fallimento che ormai è strutturale e lascia i medici e gli altri operatori sanitari da soli a fare fronte a una situazione che non hanno contributo a creare.

Se il Pronto Soccorso è la quintessenza del Servizio Pubblico, la porta d’ingresso di un ospedale, il simbolo immediato di efficienza o di inefficienza in termini di salute, i reparti di Medicina e di Geriatria sono da sempre  quelli deputati  al maggior numero di ricoveri in urgenza e spesso con letti in appoggio in altri reparti con disagi per tutti. La Chirurgia Generale con i suoi reperibili è la seconda specialità statisticamente più operativa in urgenza.

E in urgenza il fattore umano è determinante per la salute del paziente a livello di tutta l’équipe interessata, e serve un medico esperto per dirigerla, con adeguato tempo per pensare a chi ha di fronte e che risorse ha da offrire al paziente di turno e in che tempi. Un mestiere che si raffina nel tempo dopo innumerevoli notti e festività di guardia,  prima in affiancamento con medici più esperti da specializzandi e poi da soli una volta assunti mediante il confronto fra colleghi.

La Delibera di Ferragosto 2019 della Regione Veneto vuole contribuire a risolvere il problema, ma Cimo Veneto è preoccupata in primis per la qualità dell’assistenza al paziente e curiosa di sapere chi saranno i medici insegnanti di nuova acquisizione esterni ai normali canali formativi e le relative qualifiche.
Se i nuovi tutor saranno medici ospedalieri è probabile che già lavorino in reparti in carenza di organico, e dovranno identificare un tempo specifico alla formazione dei nuovi assunti.
L’Ospedale è una istituzione tradizionalmente dedicata all’assistenza, non all’insegnamento e dotata di personale con  qualifiche adeguate per lavorare dopo aver superato  un relativo concorso a norma di legge. E non facciamo riferimento al livello professionale ma alla distribuzione dell’orario di servizio.

Cimo Veneto aveva proposto da tempo un allargamento straordinario dei posti in Specializzazione facendo restare la formazione teorica a carico dell’Università e la formazione sul campo a livello di Ospedali in convenzione, realtà peraltro già presenti ed operative ma in minima parte a livello della nostra regione. Ma evidentemente anche qui non siamo stati ascoltati.

Analizzeremo con nostri i legali la delibera per le considerazioni ulteriori più opportune, ma non è questo il problema principale, che per noi resta l’immissione di medici ancora da formare in una realtà quotidiana estremamente difficile.

Vicenza 14/8/2019                 Il Segretario CIMO Regione Veneto
Dott. Giovanni Leoni

Autore: Redazione

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