CN FNOMCeO e Assemblea CAO: alcuni punti fermi per medici e odontoiatri

Un Consiglio nazionale monotematico, tutto centrato sul “sistema diemergenza-urgenza territoriale oggi”. Una giornata per fare il punto della situazione, per capire e per avanzare proposte di miglioramento del sistema. Dopo il saluto della Presidente Roberta Chersevani, sono arrivati i contributi di Alberto Zoli, direttore generale Azienda regionale emergenza-urgenza della Lombardia; diAdelina Ricciardelli, dirigente medico medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza; di Massimo Magnanti, dirigente medico Aziendao spedaliera San Giovanni-Addolorata del Lazio; di Anna Maria Ferrari, presidente OMCeO di ReggioEmilia; di Donatella Gramaglia,direttore Unità dirigenziale di coordinamento delle segreterie degli organismi collegiali dell’AIFA; di Sergio Fucci,Presidente onorario della Corte di Cassazione; di Luigi Arru, assessore alla Sanità della Sardegna. Nel dibattito che è seguito sono intervenuti sedici Presidenti di Ordine. Al di là di singole situazioni e disingoli aspetti, è emersa la disomogeneità di organizzazione e di funzionamento del 118 nelle regioni, anche perché un ‘modello’ risultato valido in un determinato territorio non è detto che lo sia per tutti. A conclusione della giornata, il Consiglio nazionale ha giudicato necessario proseguire nel lavoro già avviato dal Tavolo tecnico, fissando dei punti fermi, condivisi da tutti i Presidenti degli Ordini. In sintesi, per dirla con Anna Maria Ferrari, coordinatrice del Tavolo tecnico, "L’obiettivo ultimo e condiviso è quello di rendere più omogeneo ed efficace, a tutela della salute del cittadino e delle professioni, il sistema d’emergenza urgenza, che soffre di vuoti legislativi, normativi ed organizzativi che hanno contribuito alla elaborazione ed applicazione di modelli assistenziali non comparabili fra di loro". Il lavoro, dunque, andrà avanti e su questo c’è stata la massima condivisione da parte dei Presidenti di Ordine che sono intervenuti: Claudio Pandullo (Trieste); Giovanni Maria Righetti (Latina); Giovanni Leoni (Venezia); Guido Lucchini(Pordenone); Roberto Monaco (Siena);Augusto Pagani (Piacenza); Pierantonio Muzzetto (Parma); Guido Giustetto (Torino); Salvio Sigismondi (Cuneo); Eugenio Corcioni (Cosenza); Giuseppe Zampogna (Vice Presidente ReggioCalabria); Enrico Lanciotti(Pescara); Salvatore Amato (Palermo);Paolo Simioni (Padova); Giancarlo Pizza (Bologna); Raimondo Ibba (Cagliari).

I lavori del CN sono stati condotti da Luigi Conte, Segretario della Federazione e da Maurizio Scassola, Vice Presidente.

Giuseppe Renzo, Assemblea CAO: No sanatorie abusivismo
Nelle stesse ore si è tenutaanche l’Assemblea della CAO nazionale con diversi interventi, molti dei quali,facendo riferimento alla recente inziativa CAO a Verona (23-24 settembre), hanno evidenziato la necessità di riaffermare il valore della professioneodontoiatrica e di contrastare i tentativi di legittimazione di altreprofessioni che non hanno i titoli per esercitare. Il Presidente della CAO nazionale Giuseppe Renzo ha denunciato in particolare l’iniziativa di alcuni deputati che, attraverso una norma transitoria, vorrebbero elevare gli odontotecnici ‘quasi’ a livello degli odontoiatri,con grave discapito non solo per la professione, ma soprattutto per i cittadini. Sullo sfondo c’è l’eterna lotta all’abusivismo e al prestanomismo. Per questo, tutti i presidenti stanno chiedendo normative più severe contro l’abusivismo. Giuseppe Renzo, alcuni giorni fa, ha scritto alla Presidente della Camera Laura Boldrini per chiedere che sia finalmente e in tempi rapidi licenziata la riforma dell’articolo 348 del Codice Penale, che punisce – in maniera oggi troppo lieve – l’esercizio abusivo delle professioni.  "Proprio in questo quadro di incertezza giuridica – ha messo inguardia Giuseppe Renzo – si stanno insinuando interessi diparte che tentano di strumentalizzare il dibattito in tema di Riforma delle professioni sanitarie, per abbinarvi altri provvedimenti inaccettabili, come quello che prevede l’inserimento dell’attività di odontotecnico come professione sanitaria, stabilendo oltretutto una sanatoria per gli attuali odontotecnici, che verrebbero equiparati immediatamente alla nuova figura professionale del ‘laureato in odontotecnica’”. "Vogliamo far sentire forte e chiara la nostra voce  – ha concluso Renzo –  che è assolutamente contraria a proposte di legge che non solo legittimano una nuova figura professionale in maniera border line nel merito e nel metodo, ma che addirittura si risolvono, nei fatti, in una sanatoria dell’abusivismo pregresso". L’Assemblea dei Presidenti CAO si è riconosciuta all’unanimità in questa impostazione, che non ha nulla di corporativo, ma che vuole tutelare, assieme ai punti fermi della professione odontoiatrica, soprattutto la salute dei cittadini, come più volte ha ribadito Giuseppe Renzo.


Autore: Redazione FNOMCeO

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