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CN FNOMCeO: una mozione per esprimere preoccupazione sulla manovra finanziaria

MOZIONE

Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO, riunito in Roma il 12 e 13 giugno 2010;

CONSIDERATI i contenuti della manovra correttiva della Finanza Pubblica di cui al D.L. n. 78/2010, in particolare quelle parti che coinvolgono il quotidiano lavoro dei medici e la funzionalità della sanità pubblica,

RITIENE DOVEROSO ESPRIMERE ALCUNE PREOCCUPAZIONI.

La manovra, ancorché necessaria e rispetto alla quale anche i medici devono fare la propria parte, è tuttavia segnata da un’iniqua ripartizione dei sacrifici e, soprattutto, manifesta un orientamento punitivo e discriminante verso la sanità pubblica ed i professionisti che in essa operano.

Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO, quale ente esponenziale di tutta la professione medica ed odontoiatrica, sottolinea con preoccupazione come queste misure: riduzione dei trasferimenti finanziari alle Regioni e ai Comuni per complessivi 15 miliardi di euro nel prossimo biennio, blocco del turn-over del personale, tagli sulle retribuzioni con il blocco dei contratti e delle convenzioni e degli sviluppi economici di carriera, si tradurranno in una riduzione di servizi sanitari e socio sanitari, con un allungamento dei tempi di attesa e, più in generale, con una ulteriore riduzione dell’accessibilità ai servizi sanitari e socio sanitari.

Per i medici è soprattutto doloroso ed inaccettabile prendere atto che verranno oggettivamente a crearsi le condizioni per le quali dovranno provvedere con proprie risorse indistintamente tutti coloro che manifesteranno bisogni non più sufficientemente tutelati dal servizio pubblico, considerato che non tutte le tasche sono uguali.

La FNOMCeO non condivide questa visione della Sanità pubblica e dei professionisti che in essa operano come costi da tagliare in via prioritaria nelle crisi di contabilità dello Stato e che sottostima la sua straordinaria funzione civile di garantire equità e coesione sociale anche, e forse soprattutto, nelle crisi economiche che colpiscono i ceti più deboli o precipitano nella fragilità fasce di ceti intermedi.

Questa visione amplifica la solitudine e la sofferenza professionale, civile e sociale a cui i medici sono costretti nel reggere da una parte la crescita fisiologica della domanda di salute dei cittadini e dall’altra la riduzione delle risorse umane e finanziare a disposizione.

Il Consiglio Nazionale ritiene sia proprio compito esigere più rispetto per il lavoro dei medici perché convinto che senza di essi o contro di essi si smarrisce non solo il cuore tecnico professionale del sistema sanitario ma anche i grandi valori civili in esso tutelati e che sono espressione di diritti costituzionalmente sanciti.

CHIEDE,


dunque, che nella fase di conversione del decreto il Governo ed il Parlamento, nell’ottica di una maggiore equità sociale e a parità di saldo finanziario, rivedano quelle norme che minacciano ulteriormente l’accessibilità e l’efficacia del sistema sanitario pubblico e colpiscono così pesantemente il lavoro dei medici e di tutti i professionisti della salute.

Approvata all’unanimità

Autore: Redazione FNOMCeO

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