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Co-Mai: per un’immigrazione intellettuale qualificata, programmata, integrata

“Promuovere uno scambio culturale tra l’Italia ed i nostri paesi d’origine, e, allo stesso tempo, uno scambio in ambito scientifico-sanitario, usufruendo anche della collaborazione con l’AMSI (Associazione Medici di origine Straniera in Italia) sia a livello nazionale che internazionale”: è uno dei principali fini dell’associazione Co-Mai, la Comunità del mondo Arabo in Italia, presentata questa mattina in Campidoglio. L’Associazione è presieduta da Foad Aodi, che è medico, docente di fisiatria all’Università La Sapienza di Roma, e presidente dell’AMSI, che con la FNOMCeO ha da tempo avviato un incontro più ravvicinato, nonché membro della delegazione della FNOMCeO che fa parte della conferenza degli Ordini dei Medici  Euro-Mediterranei.

La Co-Mai raccoglie tutti i cittadini di origine araba residenti in Italia ed i loro familiari, senza distinzione di sesso, provenienza, orientamento politico, fede religiosa. Suo obiettivo è promuovere l’integrazione tra la cultura araba e quella italiana, perché, come ha ricordato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che è intervenuto alla presentazione “avere un’identità forte è la base per non essere intolleranti“.


Mettiamo la cultura araba e quella italiana sullo stesso livello – ha dichiarato il presidente Foad Aodi – e parliamo di immigrazione in modo globale. C’è bisogno di una migrazione intellettuale che sia qualificata, programmata, integrata“.
E che la cultura araba abbia nei secoli fissato pietre miliari nella medicina è dato storicamente acclarato. Basti pensare ad Avicenna, autore del celebre trattato “Canone”, o ad Averroè, che scrisse il “Kitab al-Kulliayat fi -l-tibb”, il “Libro delle [cose] generali in medicina” e ad al-Magusi,  autore del “Kamil al-sina`a al-tibbiyya, il “Libro completo dell’arte medica”, fortemente ispirato all”Ars Medica” di Galeno e tradotto in latino come “Liber regius”. Ma ancora la chirurgia, la farmacologia – la parola “sciroppo” proviene dal termine arabo sarâb, “bevanda” ” la psicologia hanno avuto dall’Islam forti influenze. La nascita dell’oftalmologia si può addirittura attribuire alle ricerche effettuate dai medici del mondo musulmano.

Ma a quali risultati può portare oggi l’integrazione delle due culture?
Siamo convinti – ci ha detto Foad Aodi – che la medicina sia un ottimo strumento di dialogo e di integrazione tra culture. E, in un’ottica di lavoro di squadra con la FNOMCeO, abbiamo cominciato a parlare di politica sanitaria globale, ottenendo riscontri positivi da molte ambasciate arabe“.
Tra i fondatori dell’associazione, per la maggior parte cittadini italiani impegnati da anni nel volontariato a favore di un’integrazione completa di tutti gli stranieri in Italia, vi sono, oltre a Foad Aodi, che è presidente del Comitato Fondatori, ben sette colleghi medici (Hassan Sabri Shamban, Alsatar Sobria, Alsuleiman Ahmad, Khaled Belquis, Muhaya Ali Mohamed, Abu Eischeh Mah’d, Alkindy Sulaiman).

Autore: Redazione FNOMCeO

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