Spetta al professionista e alla struttura sanitaria dimostrare l’esatto adempimento, provando – in ossequio al parametro della diligenza qualificata di cui all’art. 1176, secondo comma, c.c. – di avere eseguito l’amniocentesi in modo corretto, attenendosi, anche in relazione al numero dei prelievi effettuati, alle regole tecniche proprie della professione esercitata.
