La Suprema Corte ha affermato che integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico e non quello di falso ideologico in certificati commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, la condotta del medico che attesti falsamente di avere sottoposto a visita medica un minore prima dell’assunzione al lavoro, considerato che la dichiarazione di idoneità al lavoro è un atto pubblico, dotata di una propria individualità ed autonomia, stante il dovere, attribuito dalla legge al medico, non già di certificare, ma di accertare e, quindi, di attestare, attraverso, non solo la documentazione esibita dall’interessato, ma anche mediante la visita ed il controllo diretto, lo stato di salute del soggetto ai fini dell’assunzione al lavoro, con conseguente funzione pubblicistica della data, di necessità anteriore all’assunzione.
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