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Giornata contro violenza operatori sanitari, Anelli (FNOMCeO): “Curare senza paura è condizione essenziale per la nostra democrazia”

“Curare senza paura non è uno slogan, è qualcosa di più: è una condizione essenziale della nostra democrazia. Perché quando chi cura ha paura, ha timore degli atti di violenza, non è solo un professionista a essere intimorito, è lo stesso diritto alla salute che ne esce indebolito”.

Così il Presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, aprendo al Teatro della Sapienza di Perugia le celebrazioni per la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Istituita con il decreto del 27 gennaio 2022, a seguito della legge 113/2020, la Giornata mira a sensibilizzare, educare e prevenire atti di violenza fisica e verbale contro medici, infermieri e personale del settore. Il Convegno “Curare senza paura” è stato organizzato, oltre che dalla FNOMCeO, dall’Ordine dei Medici di Perugia e dalla Regione Umbria, in collaborazione con la Fondazione Onaosi.

“La Professione sanitaria, ed in particolare quella medica – ha spiegato Anelli – non è una funzione qualsiasi dello Stato. È uno dei luoghi in cui la Costituzione si realizza ogni giorno. L’articolo 32 della Costituzione afferma che la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo. Non del cittadino, ma dell’individuo. Ogni persona che entra in un ospedale, in un ambulatorio, in un pronto soccorso, incontra lo Stato costituzionale. E chi rende concreto quel diritto? Il medico. L’infermiere, il personale tecnico e sanitario, l’operatore sociosanitario. Ogni atto clinico è un atto che attua la nostra Carta Costituzionale, rende fruibile i diritti ivi contenuti. Alla stessa stregua, ogni decisione presa in scienza e coscienza è un presidio di democrazia”.

“Per questo – ha proseguito – la professione medica non è soltanto un lavoro. È una funzione di garanzia. E quando un operatore sanitario viene aggredito non siamo davanti solo a un reato, siamo davanti a una frattura del patto civile”.

Anelli ha poi ricordato l’impegno della Federazione, che ha portato il Parlamento ad adottare leggi fondamentali per contrastare la violenza: la legge 113 del 2020, che ha istituito l’Osservatorio sulla Sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e, appunto, la Giornata. E la Legge 137 del 2024, con cui il quadro sanzionatorio è stato ulteriormente rafforzato, estendendo al contesto sanitario l’istituto della flagranza differita. Ha ricordato anche il Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, perché – ha affermato – “la sicurezza non è un privilegio: è un diritto”.

“Proteggere chi cura – ha chiosato – significa proteggere i cittadini. Viviamo in un tempo di diffusa sfiducia verso le istituzioni. Eppure, la Professione medica continua a rappresentare un punto di riferimento. Questa fiducia è un patrimonio morale enorme. Non possiamo disperderlo. Non possiamo permettere che i luoghi di cura diventino luoghi di conflitto. Curare richiede competenza, autonomia, serenità. “Curare senza paura” significa poter esercitare la propria responsabilità professionale in condizioni di dignità e sicurezza”.

In allegato la relazione integrale

Ufficio Stampa FNOMCeO
informazione@fnomceo.it
12 marzo 2026

Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO

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