I dati del Piano Sanitario Nazionale 2010-2012

Report n. 96/2010    

I DATI DEL PIANO SANITARIO NAZIONALE 2010 – 2012

Gli italiani sono sempre più anziani, ma buone notizie per le malattie a più alto tasso di mortalità, ossia cardiopatie e tumori, che nel 2009 fanno registrare un calo dei decessi. E’ il quadro fornito dal Piano Sanitario nazionale 2010-2012, messo a punto dal Ministero della Salute.

Al primo gennaio 2010 la popolazione residente in Italia ha superato il traguardo storico dei 60 milioni di abitanti (60.387.000). Gli ultra64enni rappresentano, nel 2009, il 20% della popolazione, mentre i bambini sotto i 14 anni rappresentano il 14%. L’indice di vecchiaia (il rapporto tra anziani ultra64enni e giovanissimi 0-14enni) raggiunge il valore di 144%, contro il 127% del 2000.

Si fa sempre più problematico – si legge nel piano – il rapporto di dipendenza, ovvero il rapporto tra popolazione in età non attiva (0-14enni e ultra64enni) e la popolazione in età lavorativa (di 15-64 anni). Il processo di invecchiamento investe tutte le Regioni d’Italia ma più pesantemente le Regioni centro-settentrionali; la Liguria, con un indice di vecchiaia pari a 235%, continua a detenere il primato della Regione più anziana d’Italia e la Campania, con 97 ultra64enni ogni 100 bambini di 0-14 anni, continua ad essere la regione più giovane.

Negli ultimi 10 anni il rapporto di dipendenza è passato dal 48% al 52% e, all’interno di questo rapporto, cresce il peso delle persone anziane: nel 2009 ci sono circa di 31 ultra64enni ogni 100 persone in età attiva contro i 27 del 2000.

Tuttavia, i tassi di mortalità per cardiopatia coronarica hanno avuto un andamento in discesa a partire dalla metà degli anni ’70.  Un’analisi recente per il nostro Paese ha evidenziato che più della metà della riduzione (circa il 55%) è dovuta ai cambiamenti nei maggiori fattori di rischio cardiovascolare nella popolazione italiana, principalmente la riduzione della pressione arteriosa (25%) e della colesterolemia totale (23%). Circa il 40% della diminuzione è dovuta ai trattamenti specifici, principalmente trattamenti per lo scompenso cardiaco (14%) e terapie in prevenzione secondaria dopo un infarto del miocardio o una rivascolarizzazione (6%). Anche i tumori, con una sostanziale stabilità nell’incidenza (leggero incremento per i maschi) registrano un calo della mortalità, con una riduzione più significativa negli uomini (circa -2% l’anno) che nelle donne (circa -1%).

Questo risultato, si legge nel Piano, è sostenuto dalla riduzione di molti tipi di tumori, in particolare del retto, stomaco, fegato e linfomi di Hodgkin. Tra gli uomini la mortalità è in riduzione per tutti i tumori correlati al fumo (polmone, esofago, vescica, vie aerodigestive superiori). Tra le donne la mortalità è in significativa riduzione anche per i tumori del colon, della mammella e dell’utero.

Da segnalare la continua ascesa della mortalità per tumore del polmone nelle donne e del melanoma della pelle negli uomini. Il tumore polmonare femminile, il cui tasso di mortalità è più che raddoppiato nell’ultimo quinquennio (da 0,84 per 10.000 nel 2001 a 2,09 nel 2007), e’ divenuto, nell’ambito delle neoplasie, la terza causa di morte nelle donne, con livelli confrontabili a quelli riscontrati nei tumori colon rettali.

E poi, rileva il Psn, tra le grandi criticità da affrontare resta quella della disomogeneità regionale  e dell’inappropriatezza nell’erogazione di ancora troppe prestazioni e l’allarme per l’imminente calo nel numero dei dirigenti del Ssn. Su quest’ultimo punto in particolare il Psn mette l’indice sull’invecchiamento della dirigenza del Ssn cui fa fronte un calo nelle immatricolazioni universitarie nelle lauree abilitanti soprattutto in Medicina e Chirurgia.

Da qui la richiesta di un ampliamento dell’offerta formativa che però potrà portare a qualche risultato non prima del 2019. Dal 2012 al 2018, invece, il Psn prevede una carenza di medici pari 18.000 unità nel solo Ssn che salirebbe a 22.000 considerando anche il privato.                                        

Roma, 11/10/2010 

Autore: Redazione FNOMCeO

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