Internista a Rita Nonnis

L’Ufficio Stampa ha posto alcune domande a Rita Nonnis, componente della segreteria scientifica della federazione Regionale Ordini dei Medici e curatrice dell’evento.


Un anno dopo Caserta, ecco di nuovo le donne medico riunite, questa volta ad Alghero. Quale percorso è stato fatto in questo intervallo di tempo?


Caserta ha segnato l’inizio di un percorso importante che il gruppo della Commissione permanente per la professione medica e odontoiatrica al femminile della FNOMCeO ha intrapreso per approfondire lo studio e la conoscenza degli elementi distintivi della sanità al femminile. Successivamente a questo evento si sono succeduti numerosi incontri sul territorio nazionale, in cui sono stati puntualizzati i molteplici aspetti riguardanti le attività declinate al femminile nel mondo medico.
Napoli, Forlì, Torino, Milano e Ancona hanno rappresentato infatti altrettante tappe di un percorso che, attraverso riflessioni, proposte concrete e creative, vuole conseguire il traguardo di una migliore qualità nel lavoro, il superamento di tanti stereotipi culturali e, non ultimo, la presenza delle donne medico più partecipata anche negli Ordini e nella FNOMCeO stessa.
L’incontro  di febbraio di quest’anno anno a Roma, con una rappresentanza di oltre trenta ordini, è stato in tal senso un momento molto importante per le scelte concrete a cui abbiamo dato corso.



Quali?


In tale occasione abbiamo deciso di attivare uno spazio – Dimensione donna – nel portale della Federazione, è stata indirizzata una lettera a tutti i candidati premier della tornata elettorale 2008 in cui si chiedeva una maggiore presenza della componente femminile nei programmi elettorali e abbiamo chiesto l’impegno attivo della Federazione per favorire un riequilibrio di genere nei Consigli degli ordini. In tale occasione si è programmato di organizzare un nuovo incontro, questa volta ad Alghero, per proseguire il dibattito ma soprattutto per concretizzare con idee e progetti un reale cambiamento dal basso della sanità.


Ma c’è stato anche il Convegno di Fiuggi…
  
Sempre in ambito nazionale, a Fiuggi, il 13-14 giugno 2008,  in occasione della prima Conferenza nazionale della professione medica “I medici per una buona sanità” organizzata dalla FNOMCeO il gruppo di lavoro “Professione medica al femminile: oltre le pari per le nuove opportunità” ha proseguito il lavoro di analisi e di progettazione per una strutturazione consapevole della donna in ambito sanitario. Il dibattito è stato molto ricco e interessante con il coinvolgimento di molte donne provenienti dagli Ordini di tutta l’Italia. Piuttosto scarsa invece è stata la partecipazione maschile e  questo dà il senso di come ci sia ancora molto lavoro da fare affinché si comprenda che proprio la forte presenza femminile impone un cambiamento sostanziale.


In quale direzione?


È necessario progettare in modo non neutro, insieme, uomini e donne, per costruire una sanità consona ai tempi e per valorizzare come effettive risorse le differenze di genere e le competenze di entrambi.
È questo che ci proponiamo al prossimo convegno ad Alghero: non un convegno di donne per le donne ma di donne consapevoli che con riflessioni, idee, progetti pratici di cambiamento possono contribuire a costruire insieme una sanità migliore per tutti. 


La Sardegna ha un numero di donne medico superiore alla media nazionale. Come si spiega questo fenomeno?


La Sardegna, tra le regioni del sud, ha da sempre un numero di donne laureate al di sopra della media. Dal punto di vista sociologico non vi sono specifici studi a riguardo, posso solo ipotizzare che i profondi cambiamenti socio-strutturali intervenuti dal dopoguerra hanno dato un impulso alla scolarizzazione di massa e soprattutto le donne, venendo meno  il loro ruolo matriarcale, in senso lato, all’interno di una società agro-pastorale, hanno alimentato questo fenomeno. Senza dubbio ha contribuito la presenza dei due poli universitari di Sassari e Cagliari, in cui sono presenti le facoltà di Medicina e Chirurgia.
In realtà, però, la Sardegna ha solo anticipato un fenomeno che si registra in tutta Italia. Il numero delle donne medico è in aumento ed è un fenomeno ubiquitario come è possibile rilevare dall’aumento delle iscrizioni al primo anno delle Facoltà di Medicina e Chirurgia di tutto il territorio nazionale.



Siamo in pieno clima elettorale. Possiamo sperare in una componente femminile attiva e cospicua ai vertici degli Ordini e delle Federazioni?


Il Gruppo per la professione medica al femminile ha lavorato molto in direzione di un riequilibrio della rappresentanza delle donne medico, sollecitando la Federazione,  attraverso un appello al Presidente Bianco e ai Presidenti degli Ordini, per favorire  un’adeguata rappresentatività, proporzionale al numero degli iscritti all’Ordine Provinciale e comunque in numero non inferiore al 30%, con una maggiore presenza nell’esecutivo. Sicuramente la presenza di un unico presidente donna su 103 Ordini provinciali non riflette la situazione reale e l’immagine che ne deriva può essere penalizzante per l’intera classe medica.
Già altre professioni (es. Associazione Nazionale Magistrati) hanno adottato misure di questo genere e noi pensiamo che una corretta proporzione tra gli iscritti determini un equilibrio all’interno degli ordini più aderente alla realtà, possa contribuire positivamente al lavoro della Federazione e di conseguenza consenta un servizio migliore per i cittadini.

Autore: Redazione FNOMCeO

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