Interrogazione e risposta del Governo – Ammissione alle scuole di specializzazione in medicina

Interrogazione e risposta del Governo –  Ammissione alle scuole di specializzazione in medicina – Nell’interrogazione si sottolinea che il nuovo concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione in medicina si è svolto dal 28 al 31 ottobre 2014, in più di 400 sedi differenti in tutta Italia; già dal primo giorno, come evidenziato da numerosi articoli e testimonianze dirette di partecipanti al concorso, sono emerse varie criticità. L’irregolarità più eclatante tuttavia si è manifestata in data 1° novembre 2014, quando il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca con un comunicato stampa ufficiale affermava che, a seguito dei controlli di ricognizione finali sullo svolgimento dei test, era stata rilevata una grave anomalia nella somministrazione delle prove scritte del 29 e 31 ottobre che riguardavano rispettivamente le scuole dell’area medica e quelle dell’area dei servizi clinici; il Cineca, il consorzio interuniversitario incaricato di somministrare i test, tramite lettera ufficiale inviata al Ministero la sera del 31 ottobre 2014, aveva ammesso “un errore nella fase di codifica delle domande durante la fase di importazione” di queste ultime nel data-base utilizzato per la generazione dei quiz. Si chiede se il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca alla luce dei fatti esposti non intenda:
              a) tutelare il totale dei candidati del concorso nazionale, poiché tutti indistintamente sono stati lesi dalle numerose irregolarità elencate e pertanto hanno diritto a ricevere delle borse di specializzazione in sovrannumero, come forma risarcitoria;
              b) distribuire le risorse aggiuntive di medici nei policlinici universitari e nei presidi ospedalieri territoriali, in linea con l’articolo 43 del decreto-legge n.  368 del 17 agosto 1999, nel rispetto degli standard formativi e garantendo un “tronco comune” tra gli atenei ed il territorio, secondo l’articolo 2 del decreto ministeriale sul riassetto delle scuole di specializzazione di area sanitaria, 1° agosto 2005;
              c) implementare il numero dei contratti di formazione specialistica, in linea con gli standard dei Paesi europei, secondo l’articolo 14 della carta dei diritti Fondamentali dell’Unione europea e l’articolo 4 della Costituzione italiana;
              d) rivisitare e rielaborare il bando per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina del decreto ministeriale n.  612 del 8 agosto 2014, correggendo le irregolarità emerse e conservando la «nazionalità» del concorso, a tutela dei futuri medici abilitati ed in nome del concetto di meritocrazia. Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania GIANNINI, precisa che il Ministero ha adottato tutte le possibili misure precauzionali al fine di uniformare a livello nazionale le procedure per lo svolgimento delle prove. Infatti, i referenti di ogni sede d’esame sono stati convocati dall’amministrazione per condividere le indicazioni operative. Inoltre, il materiale relativo alle procedure da seguire nei giorni delle prove (testi e video) è stato reso disponibile a tutti i referenti.  Esclude pertanto che si sia potuto verificare un comportamento di omessa vigilanza difforme in caso di utilizzo di cellulari da parte dei candidati. Non si sono altresì rilevate anomalie del software che avrebbero consentito la modifica involontaria ed inavvertita delle risposte.In merito all’errore riconosciuto dal Cineca sui quesiti dell’area medica e dell’area dei servizi clinici riferito nell’interrogazione in esame, il Ministero, anche a seguito di un’interlocuzione con l’avvocatura dello Stato, ha deciso di neutralizzare solo 2 domande in ognuna delle due prove di area, previa verifica da parte della commissione nazionale della presenza di 28 domande su 30 riconducibili a 5 settori disciplinari comuni ad entrambe le aree interessate dall’inversione dei quesiti. In ordine poi all’ipotesi di incrementare il numero dei contratti, anche a titolo risarcitorio, si evidenzia che il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca non ha la possibilità di aumentarne autonomamente il numero, stante la disponibilità delle risorse stanziate nel capitolo di bilancio. Il Ministro rileva inoltre che il numero programmato degli specializzandi da formare annualmente è frutto, ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 17 agosto 1999 n.  368, di una concertazione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca con il Ministero della salute, con il Ministero dell’economia e delle finanze, nonché del previo parere della conferenza Stato-regioni, in base ad un preciso fabbisogno. Proprio grazie all’impegno del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e di tutto il Governo, è stato possibile incrementare a 5.500 i contratti per l’anno accademico 2013/2014.       Peraltro, senza adeguata copertura finanziaria non sarebbe comunque possibile procedere all’iscrizione in sovrannumero degli specializzandi. Infatti ciò determinerebbe la necessità di reperire le risorse necessarie, considerando che ogni contratto ha un costo annuo di circa 25.000 euro.Infine conferma che il Ministero sta lavorando al bando per il prossimo anno accademico nel rispetto del principio della graduatoria nazionale e del potenziamento degli strumenti di valutazione del merito, rispetto al quale un’ammissione in soprannumero appare assolutamente non coerente).

Autore: Marcello Fontana - Ufficio Legislativo FNOMCeO

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