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Intervista a Marco Cavallo. Dalle grandi decisioni alle minuzie di ogni giorno: una direzione che lascia una lezione di esperienza

Nel 2011, poco più che quarantenne, Marco Cavallo, avvocato, lombardo, entrava in Fnomceo per assumerne la Direzione Generale.

Cinque anni densi di eventi, quelli passati, che hanno visto alternarsi tre Comitati Centrali, due sotto la presidenza di Amedeo Bianco, quello attuale sotto la presidenza Chersevani.

Ora Marco Cavallo – dopo l’impegno dimostrato nello snellire e nell’informatizzare quanto più possibile gli iter amministrativi dell’Ente – lascia la Direzione Fnomceo per affrontare una nuova avventura professionale: diventerà infatti Direttore dell’Omceo di Milano, uno dei più grandi per numero di iscritti.

L’Ufficio Stampa della Federazione, per salutarlo, ha voluto tracciare un bilancio di questo quinquennio, dal punto di vista professionale e umano.

Direttore, cosa le rimarrà di questo periodo alla direzionedella Fnomceo?

Posso dire che è stata un’esperienza a tutto tondo, veramente ad ampio spettro, e non intendo solo dal punto di vista prettamente professionale, ma anche umano. Dalle grandi decisioni alle minuzie di ogni giorno, questi cinque anni mi hanno arricchito e insegnato tanto: e, nel lavoroe nella vita, l’esperienza è tutto.

Lei però, oltre all’esperienza, ha anche un ampio curriculum formativo, dalla laurea in Giurisprudenza, alla scuola di Notariato,all’esperienza da Avvocato: come ha applicato questo bagaglio culturale in un campo che, a prima vista, può sembrare molto diverso, ad esempio, rispetto alla pratica notarile e da Avvocato?

Il mio percorso di Studi e poi la Scuola di Notariato, oltre alla pratica, mi hanno lasciato in eredità preziose skills: la capacità di affrontare e di risolvere i problemi nel momento in cui si presentano e l’abitudine ad affrontare le questioni dadiversi punti di vista. Perché se il problema è uno, le soluzioni possono – e devono – essere molteplici.

Lei ormai ha anche una specializzazione nel campo della Sanità: entrato in Regione Lombardia, passa presto dalla Presidenza alla Sanità, per poi approdare all’Azienda ospedaliera di Varese, mantenendo sempre un ruolo nella Commissione nazionale Ecm. Ora la Fnomceo e, dalla prossima settimana, l’Ordine di Milano… Che idea si è fatto della Sanità italiana?

Quello che posso dire è che sono stato fortunato, perché ho avuto il privilegio di poter osservare il panorama della Sanità da diverse angolazioni. Del livello centrale ho apprezzato le straordinarie professionalità e le grandi competenze che ho trovato, ad esempio, nei Ministeri. Del livello regionale, invece, le specificità e l’approfondimento delle tematiche, oltre che la risoluzione “pratica” delle questioni. E, dopo questo zoom sul panorama nazionale della Sanità e degli Ordini, tornare in prima linea, all’Omceo di Milano, mi permetterà di vedere ogni problematica che potrà presentarsi dietro una luce diversa, con un orizzonte sicuramente più ampio di come l’avrei guardata cinque anni fa.

Lei ha radici siciliane, ma è sempre vissuto in Lombardia. Come si è trovato come romano d’adozione o, se vogliamo, in affido?

Quello che mi è sembrato a volte di vedere è che, purtroppo, i romani vogliano poco bene alla loro città. Mi spiego meglio: ho trovato, in alcuni casi, una scarsa consapevolezza di far parte di una realtà straordinaria e unica al mondo. Forse è perché hanno fatto l’abitudine alla bellezza, e la danno quasi per scontata. Da milanese a Roma, in questi anni, non ho mai smesso di stupirmi di tante meraviglie tutte concentrate in una città sola. Quello che mi piacerebbe, è un senso di appartenenza più spiccato e anche uno sguardo in più verso il futuro, senza crogiolarsi nella contemplazione della gloria passata, come se tutto fosse stato già fatto.

E siamo ormai alla fine del suo mandato: cosa si augura, per la Federazione e per l’istituzione ordinistica?

Un futuro in cui ci sia una piena e consapevole affermazione del ruolo della Federazione e degli Ordini, che è quello di rappresentare ai più alti livelli la Professione tutta: sul piano decisionale e di indirizzo, la prima, e al servizio dei pazienti e dei professionisti la seconda.

Autore: Redazione FNOMCeO

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