L’Associazione Medica Mondiale (WMA) esprime la sua profonda preoccupazione per la recente e grave escalation di violenza che ha colpito il personale sanitario, le strutture mediche e i soccorritori in Libano. La WMA richiama, inoltre, l’attenzione su un più ampio e allarmante fenomeno di attacchi contro le strutture sanitarie in tutto il Medio Oriente, che richiede un’urgente attenzione internazionale.
Secondo alcune fonti, decine di operatori sanitari sono stati uccisi o feriti in Libano dall’inizio di marzo, con danni ingenti alle infrastrutture sanitarie essenziali e la chiusura forzata degli ospedali. Questi eventi si verificano nel contesto delle ostilità in corso e di accuse non verificate riguardanti l’uso improprio delle strutture mediche. La WMA desidera ribadire che il diritto internazionale umanitario è assoluto nelle sue tutele: il personale sanitario, i pazienti e le strutture mediche devono essere protetti in ogni momento, in ogni circostanza e da tutte le parti in conflitto, in conformità con le disposizioni della Convenzione di Ginevra.
La neutralità medica non è solo un principio di etica medica, ma un obbligo vincolante ai sensi del diritto internazionale umanitario. I medici e tutti gli altri professionisti sanitari devono poter fornire assistenza con piena imparzialità, liberi da violenza, intimidazioni o interferenze di qualsiasi tipo. Ospedali e ambulanze sono designati come spazi protetti e non devono mai essere considerati obiettivi legittimi di azioni militari.
“Gli operatori sanitari non devono mai diventare bersagli. Sono presenti nelle zone di conflitto unicamente per salvare vite umane, non per essere coinvolti nelle ostilità. Gli attacchi contro il personale e le infrastrutture sanitarie costituiscono violazioni chiare e gravi del diritto internazionale umanitario e mettono in pericolo intere popolazioni, negando loro l’accesso a cure salvavita”, ha dichiarato la Dott.ssa Jacqueline Kitulu, Presidente dell’Associazione Medica Mondiale.
La situazione in Libano riflette una più ampia e profondamente preoccupante erosione del rispetto per la neutralità medica in tutta la regione e oltre. I ripetuti attacchi contro le strutture sanitarie in contesti di conflitto attivo continuano a mettere in pericolo sia gli operatori sanitari che i pazienti, minando i sistemi sanitari e privando le popolazioni vulnerabili del loro diritto fondamentale all’assistenza medica.
L’Associazione Medica Mondiale esorta tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libano e in tutto il Medio Oriente a rispettare pienamente e senza riserve i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, a garantire la protezione completa del personale sanitario, dei pazienti e delle infrastrutture mediche, e ad assicurare un accesso sicuro, senza ostacoli e incondizionato alle cure mediche per tutti i civili.
L’Associazione Medica Mondiale esprime la propria solidarietà al personale sanitario che continua a prestare assistenza in condizioni di estremo pericolo. La protezione di coloro che dedicano la propria vita alla cura degli altri è sia un obbligo giuridico vincolante, sia un imperativo morale.”
Autore: Redazione
