Le interviste FNOM di fine anno/2: l’Ufficio Estero

La Federazione è da tempo istituzionalmente presente in tutte le maggiori associazioni e federazioni mediche e ordinistiche europee, ma in questi ultimi anni ha assunto un ruolo particolarmente rilevante, occupando ruoli di prestigio nei board e negli uffici di presidenza delle più importanti realtà professionali. Abbiamo chiesto a Nicola D’Autilia, che coordina l’Ufficio Estero della FNOMCeO, di “tirare le somme” del lavoro dell’anno che si sta concludendo, cercando tra le altre cose di comprendere come la “crisi globale” è vissuta dai colleghi medici europei.

Presidente, anche quest’anno la FNOM ha partecipato attivamente alle discussioni ed agli approfondimenti internazionali sui temi della professione, della salute, della sanità. Quali sono stati i "temi più caldi" messi sul tavolo delle varie commissioni ed associazioni?
Certamente la qualità della Professione e la valorizzazione dei temi deontologici sono stati oggetto di grande attenzione da parte di tutte le commissioni estere della Federazione. E’ indubbio che al centro del dibattito va posta la revisione della Direttiva Europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

In tutto il mondo Occidentale è messa in discussione una visione di Welfare e di Servizi Sanitari in nome della necessità di trovare una nuova sostenibilità. Dal suo osservatorio: questi temi sono entrati anche all’interno delle varie unioni di associazioni mediche cui partecipa la FNOM? Se si: ci sono risposte che i medici europei si sentono di dare su queste tematiche?
Il tema della sostenibilità dei sistemi sanitari sta diventando sempre più attuale anche alla luce delle mutate condizioni economiche dei vari Paesi. Alcuni di questi come la Spagna sono in grave sofferenza da tempo e i medici spagnoli risentono di un clima di grande sofferenza economica e disagio professionale. Il rapporto tra risorse disponibili e livelli essenziali di assistenza sta rappresentando il banco di prova delle politiche europee oltrechè nazionali per i governi membri. Bisogna peraltro registrare che non sempre tali impostazioni di origine economica sono recepite all’interno dei lavori delle commissioni mediche ma costituiscono non raramente oggetto di confronto bilaterale con alcune realtà che condividono le medesime problematiche. Mi auguro che questi temi siano oggetto di particolare approfondimento nel prossimo anno.

UEMS e UEMO sono state come sempre le realtà più attive e anche quelle nelle quali la presenza italiana è più autorevole: quali sono state le proposte concrete più rilevanti portate avanti dalla componente italiana?
Nel caso della UEMS una task force sta elaborando un documento affinchè il sistema dei crediti europei della Associazione possa essere riconosciuto valido dalla futura direttiva europea sul riconoscimento delle qualifiche professionali. Inoltre sono stati approfonditi i temi della armonizzazione dei requisiti di formazione specialistica in ambito europeo. Per quanto
attiene alla UEMO non c’è dubbio che l’anno trascorso sia stato caratterizzato dallo svolgimento di due ricerche condotte a livello europeo dai medici di medicina generale: il progetto SMART e la ricerca TELL ME. Sono stati indagati i parametri elettronici della ricettazione e certificazione on line nei vari paesi membri ed è stato somministrato un questionario a centinaia di medici di famiglia su vari temi.

Per finire: è già possibile dire indicativamente quali saranno i grandi temi del 2013 sul piano dell’ordinismo e dell’associazionismo professionale medico europeo?
Credo che sia ineludibile affrontare le problematiche correlate ad un giusto rapporto tra la disponibilità di risorse e il mantenimento di un livello di qualità nell’esercizio professionale. Questo è un tema trasversale a tutte le commissioni indipendentemente dagli ambiti nazionali di riferimento. Certamente l’armonizzazione dei percorsi formativi per gli specialisti europei è un altro tema "caldo"senza dimenticare il riconoscimento della medicina generale come Specialità a se stante in un contesto europeo molto variegato. Un posto a parte di grande rilevanza merita il lavoro che sta svolgendo la CEOM sulla costruzione di un Codice europeo nel quale contemplare la maggior parte dei principi di etica medica condivisi.

Autore: Redazione FNOMCeO

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