Lentamente verso l’Europa sanitaria unita

Report. n. 20/09    

LENTAMENTE VERSO L’EUROPA SANITARIA UNITA

Tre importanti novità che riguardano l’Europa e la salute caratterizzano questo periodo dell’anno pre-elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo.
La prima, particolarmente attesa, riguarda l’approvazione della proposta di direttiva sui diritti dei pazienti nell’assistenza sanitaria transfrontaliera; la seconda riguarda la predisposizione da parte di Active Citizenship Network – Cittadinanzattiva della “Carta europea dei diritti del malato”; la terza riguarda lo scambio reciproco di informazioni tra gli Stati membri sulle sanzioni disciplinari dei sanitari (emendamento 100 della direttiva).
I primi due eventi sono tra loro connessi e interdipendenti ed hanno lo scopo di consentire lo sviluppo di un sistema sanitario “europeo” più garantista.
La Carta Europea tradotta in 22 lingue prevede il diritto a misure preventive, alla privacy, alla confidenzialità, al rispetto dei tempi dei pazienti, al rispetto degli standard di qualità, alla sicurezza, alla innovazione, a trattamenti personalizzati, al risarcimento, al reclamo nonché ad evitare le sofferenze e il dolore non necessario.
È bene ricordare che Active Citizenship Network (ACN) è una rete europea di organizzazioni di cittadini creata nel novembre 2001 e promossa dall’organizzazione no-profit italiana Cittadinanzattiva. Suo scopo è di contribuire allo sviluppo della cittadinanza attiva europea e di promuovere la partecipazione delle organizzazioni di cittadini alla politiche pubbliche europee e nazionali.
Tornando alla direttiva quale atto ufficiale del Parlamento Europeo, benché approvato con 120 voti contro e 152 astensioni (297 voti a favore) costituisce un punto di “speranza” nel processo di europeizzazione della salute. Essa, infatti, prevede che:

  1. I pazienti hanno diritto di farsi curare all’estero e di essere rimborsati di quanto avrebbero ottenuto nel proprio Paese;
  2. Gli Stati membri sono responsabili dell’Assistenza sanitaria erogata sul loro territorio;
  3. L’incoraggiamento della cooperazione europea in materia di assistenza sanitaria;
  4. Venga adeguatamente valutata la tecnologia sanitaria che costituisce un’altra chiara fonte potenziale di valore aggiunto;
  5. Vengano rafforzate le attività nel campo della sanità elettronica (e-health).

Il rafforzamento deve riguardare pure le tecnologie dell’informazione e della comunicazione che presentano oggi grandissime potenzialità per migliorare la qualità, la sicurezza e l’efficacia dell’assistenza sanitaria.
La Commissione Europea sostiene già progetti in corso nel campo della sanità elettronica che interessano aspetti quali la erogazione a distanza di aiuto specialistico da grandi ospedali a piccole strutture ospedaliere locali. Mancano però formati e standard condivisi suscettibili di essere usati dai diversi sistemi sanitari e dai diversi Paesi. La direttiva che costituirà oggetto di discussione nella prossima legislativa del Parlamento Europeo contribuirà sicuramente a realizzare un avvicinamento dei sistemi sanitari e dunque creerà le condizioni per un reale avvicinamento di un Europa sanitaria sempre più unita.
Anche l’approvazione dell’emendamento 100 della direttiva costituisce un altro tassello importante per la salute pubblica in temi di pubblicità, conoscenza e trasparenza sui professionisti della salute incappati in sanzioni disciplinari.
In base all’emendamento “Gli Stati membri garantiscono che i registri in cui sono elencati i professionisti della salute possono essere consultati dalle Autorità di altri Stati membri”.
“Gli Stati membri comunicano immediatamente lo scambio di informazioni sulle risultanze disciplinari e penali dei sanitari che possono avere conseguenze sulla registrazione o/e sul loro diritto alle prestazioni di servizi”.

P.S. Come sempre chi fosse interessato ad approfondire, la documentazione completa è a disposizione presso il Centro Studi e Documentazione della FNOMCeO

Roma, 07/05/2009

Autore: Redazione FNOMCeO

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