Liceali sognano camice bianco, “boom” percorso biomedico

Già nel primo anno scolastico (2017-2018) coinvolti oltre 1.700 studenti e 26 istituti scientifici

      Roma, 19 gen. (AdnKronos Salute) – Gennaio è il mese della ‘scelta’ per le famiglie: dal 7 al 31 gennaio si devono iscrivere online i figli alla scuola superiore. E’ l’inizio di un percorso fondamentale per il futuro formativo dei ragazzi. Sono tanti, come dimostrano i numeri dei candidati che ogni anno provano i test d’ingresso a Medicina, i neo diplomati che sognano di indossare il camice bianco.

Già da due anni più di 60 licei scientifici e classici sul territorio nazionale hanno aderito al percorso ‘Biologia con curvatura biomedica’ nato grazie a un accordo quadro tra ministero dell’Istruzione e Federazione nazionale degli Ordini dei medici. Per i ragazzi lezioni pratiche e teoriche di medicina e biologia con i medici.

      “L’obiettivo è permettere agli studenti di orientarsi meglio e, soprattutto, di cominciare a prepararsi ai test d’ingresso alla facoltà di medicina. Già nel primo anno scolastico, il 2017-2018, sono stati coinvolti più di 1.700 studenti, oltre 400 formatori (80 docenti e 323 medici) e 26 licei scientifici (a cui poi da quest’anno si sono aggiunti anche i classici) selezionati dal Miur con un bando”, ricorda l’Enpam sulla propria rivista settimanale.

      L’accordo istitutivo tra Miur e Fnomceo ha previsto anche l’istituzione di una ‘cabina di regia’ nazionale con il compito di esercitare la funzione generale di indirizzo e di coordinamento e di sovrintendere all’attuazione dell’accordo stesso. Il percorso prevede – per le terze, le quarte e le quinte classi – l’introduzione nel piano di studi della disciplina ‘Biologia con curvatura biomedica’.

     “Per i ragazzi, si tratta di frequentare ogni anno del triennio 50 ore di lezione in più rispetto a quelle previste dal loro normale programma di studi, di cui 20 ore di lezioni teoriche tenute dai docenti di biologia dei licei, 20 ore di lezioni teoriche-pratiche tenute da medici individuati dagli Ordini e 10 ore nelle strutture sanitarie individuate dagli Ordini provinciali dei medici – spiegano dall’Enpam – Tra gli argomenti a lezione, ampio spazio è dedicato allo studio dei diversi apparati: quello tegumentario, quello muscolo-scheletrico e quello cardiovascolare, compreso lo studio del tessuto sanguigno e del sistema linfatico”.

      Durante le lezioni con i medici, però, non mancano le occasioni in cui i ragazzi possono discutere e confrontarsi apertamente anche sul rapporto con i pazienti e sul funzionamento sia del percorso di studi che di quello professionale. “L’ideatrice del progetto nato in realtà già nel 2011 – ricorda l’Enpam – è Giuseppina Princi, preside del liceo scientifico ‘Leonardo Da Vinci’ di Reggio Calabria, la scuola che ha fatto da capofila a tutto il progetto”.

      ”Sono stati proprio dei genitori medici a esprimere per primi l’esigenza di una strada specifica che aiutasse i figli a verificare, prima di arrivare all’università, se avessero davvero questo tipo di vocazione. È stata questa la molla, quella che mi ha convinto a lanciare l’idea di attivare questo tipo di percorso – racconta all’Enpam Princi – Il 98% dei ragazzi che hanno frequentato il percorso è entrato nelle facoltà a numero chiuso senza aver fatto ricorso a un’ulteriore preparazione. Il corso seguito a scuola è stato sufficiente ad aprire loro le porte dell’università; in questo settore c’è una speculazione incredibile e la scuola pubblica ha il dovere di garantire anche queste opportunità”.

Autore: Redazione

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