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Manovra, Anelli (FNOMCeO): “Bene aumento Fondo voluto dal Ministro Speranza. Ora ascoltare il disagio dei medici”

“Apprezziamo l’aumento del Fondo sanitario nazionale previsto dalla Legge di Bilancio: un incremento di 2 miliardi l’anno per tre anni, che porta lo stanziamento per il 2022 a 124,061 miliardi, che diventeranno 126,061 miliardi per il 2023 e 128,061 miliardi per il 2024. Riconosciamo al Ministro della Salute Roberto Speranza il merito di essersi impegnato, già da prima della pandemia, per cambiare l’orientamento e tornare a vedere la salute e la sanità come terreno sul quale investire, e non come un costo da tagliare, accrescendo il Fondo di dieci miliardi rispetto a poco più di due anni fa. Ora è il momento di riconoscere l’immenso e insostituibile apporto che i medici e il personale sanitario hanno dato e continuano a dare al Servizio sanitario nazionale: un contributo che ha permesso di far fronte alla crisi generata dal Covid, e, ancor prima e oltre, a tante criticità generate dalle politiche miopi del passato”.

Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), Filippo Anelli, commenta la Manovra approvata ieri in via definitiva.

“L’aumento delle risorse non dà infatti una risposta assoluta al disagio dei medici, a quella “questione medica” che ci siamo trovati a sollevare, e che è stata aggravata dalla pandemia – continua Anelli -. Rimangono in sospeso i problemi della Professione: le condizioni di lavoro dei medici ospedalieri, dell’emergenza urgenza, del 118 che diventano sempre più insopportabili, da un punto di vista umano e professionale; il potenziamento “a metà” della rete territoriale, dove si creano strutture senza stanziare le risorse per riempirle di medici”.

“Occorrono soluzioni, e subito – conclude –, interventi giuridici ed economici. Maggiori retribuzioni, riduzione di tempi e ritmi di lavoro, aumento del personale, coinvolgimento nella governance dei processi clinici, rinnovo dei contratti, il finanziamento di un contratto di lavoro che permetta ai medici di medicina generale di lavorare anche nelle case di comunità. È necessario ascoltare le voci che si levano dagli ospedali, dal territorio, dal 118, dalle strutture private, dalle Rsa. È necessario ascoltare i medici, tutti i medici, per trasformare le risorse in riforme volte a ristabilire e ricostituire il nostro Servizio sanitario nazionale”.

 

Ufficio Stampa e Informazione FNOMCeO
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31/12/2021

Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO

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