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Maurizio Ortu, Presidente Omceo L’Aquila: “Per la tutela del cittadino necessaria collaborazione su tutti i fronti”

Lo scorso 27 ottobre si è svolto all’Aquila il convegno “La comunicazione sanitaria tra cronaca e deontologia” promosso in collaborazione tra l’Ordine provinciale dei Medici e odontoiatri della Provincia dell’Aquila e l’Ordine regionale dei giornalisti d’Abruzzo.
A Maurizio Ortu, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia dell’Aquila, abbiamo posto alcune domande sul tema.


Comunicazione e relazione: quale declinazione possibile oggi?
Siamo nell’era di Internet, dei computer, delle notizie che si muovono nel giro di millesimi di secondo in tutto il mondo. La comunicazione è oggi più che mai un’esigenza e credo debba essere esigenza di chiarezza.

Siamo bombardati giornalmente da notizie di ogni genere, spesso costruite ad arte per creare clamore. Penso alle “fake news”, notizie false che nascono con lo scopo di creare odio, confusione e false speranze, penso al moltiplicarsi di luoghi virtuali dove spesso la libertà di comunicazione viene confusa con il “tutti possono dire tutto”, senza fonti, senza titoli e senza riscontro. E questo, in un campo delicato – oltre che tecnico – come il mio, è allarmante.

Leggo castronerie di ogni genere che portano spesso a diffidare della medicina e dei suoi progressi, a creare discredito nella categoria. Come operatori sanitari abbiamo l’obbligo di arginare questo dilagare, ovviamente con l’aiuto fondamentale di chi vive tutti i giorni nel campo della comunicazione.

Giornalisti, comunicatori e operatori sanitari: sarebbe necessaria una alleanza finalizzata alla tutela del cittadino. Ma a che punto siamo oggi?
Sarei più propenso a dire: cosa possiamo fare oggi? Perché possiamo fare molto.

Scopo di ogni medico, sin dal giuramento di Ippocrate, è la tutela della salute nel senso più ampio possibile: curare il malato ma anche aiutare e preservare chi sta bene. E allora è necessaria una collaborazione su tutti i fronti, sul piano giuridico per esempio si sta facendo molto, e mi auguro che anche tra il sanitario e gli operatori della comunicazione possa sorgere una stretta unione.

Comunicare in modo chiaro e intelligibile in un campo come quello sanitario, specialmente nei rapporti con coloro che di quel campo non fanno parte, ritengo sia al giorno d’oggi essenziale. E in questo il campo giornalistico e della comunicazione possono fornire un aiuto fondamentale.

La comunicazione medico paziente è sempre di più un’espressione abusata e consumata. Negli studi di riferimento sembra mancare sempre una visione pragmatica, cioè legata all’azione, all’intervento diretto sul linguaggio e sulla realtà. Lei cosa ne pensa?
La comunicazione è importante e credo che, anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni, questa abbia diversi livelli, e muti a seconda della persona che ci troviamo davanti. È chiaro che avendo davanti un paziente dovrò usare un linguaggio diverso da quello che userei con i miei studenti universitari che, a sua volta, è diverso da quello necessario in un congresso di colleghi. Se parlassi al paziente come se fossi davanti ad un premio Nobel per la medicina rischierei di diventare come l’Azzeccagarbugli di Manzoni che parlava appositamente in latino col povero Renzo per non farsi capire. E questo è proprio quello che si vuole e si deve evitare.

Mi auguro per gli anni a venire una comunicazione più diretta e chiara soprattutto col paziente, affinché comprenda ogni fase del trattamento, le complicazioni, il supporto che il sanitario può dare e non solo col consenso informato ma anche nelle fasi precedenti e successive.

Quali le iniziative dell’Ordine dell’Aquila per i prossimi mesi su questo tema? Anticipazioni?
Questo è il secondo incontro con l’Ordine dei Giornalisti. Abbiamo deciso di continuare a incontrarci periodicamente. Pertanto abbiamo nominato i consiglieri Antonio D’Alessandro e Alfonso Marrelli come referenti per la comunicazione e per creare una commissione stabile con colleghi giornalisti. Credo che questo possa essere  un esempio reale ed efficiente di comunicazione.

Autore: Redazione

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