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Medici, Anelli (Fnomceo): “Anziché abolire Medici di famiglia e Specialisti, sosteniamo il cambiamento in sanità”

“Le parole pronunciate ieri al Meeting di Rimini dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, ci sorprendono e, contemporaneamente, non giungono inaspettate. Ci sorprendono, perché dimostrano uno scollamento della politica dalle esigenze reali del paese e dei cittadini. Non ci meravigliano, perché si inseriscono in quel filone di una politica di basso spessore e lunga tradizione, che tenta, con un’opera distruttiva di distrazione, di delegittimare ciò che non riesce a garantire, di svalutare ciò che non può raggiungere”.
Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, si inserisce nel dibattito innescato da alcune dichiarazioni di Giorgetti sulla carenza di Medici di Medicina Generale: “Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti?” E ancora: “Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito”.
“La realtà fotografata da un’indagine del Censis presentata lo scorso novembre in occasione dei 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale è ben diversa – continua Anelli -: l’87,1% degli italiani dichiara di fidarsi del medico di medicina generale (la quota raggiunge il 90% tra gli over 65), che è tra l’altro la fonte principale delle risposte a domande di salute (si rivolge a lui il 72,3% degli italiani)”.
“Ecco perché la sanità non sarà mai tra le priorità di certa politica – si sfoga Anelli -. Perché, anziché approfondire la conoscenza della realtà assistenziale, è più facile affidarsi ai pregiudizi, e forse, viene da pensare, anche più comodo sventolarli per distrarre l’opinione pubblica dalle carenze strutturali frutto di anni di errata programmazione, di pseudo appropriatezza, di limitazioni all’autonomia dei Medici, di tagli lineari. Di subalternità, in ultima analisi, degli obiettivi di salute a quelli economici”.
“E allora, mancano gli specialisti? Con questa logica, si afferma che la specializzazione è inutile, basta la laurea. Mancano i medici di medicina generale? Se ne abolisce la figura, dopo averne negato l’importanza per la salute dei cittadini” spiega ancora Anelli.
“Allora, lancio una provocazione: perché, invece di tenere fuori gli specialisti e i medici di famiglia, considerati ormai inutili, dal Servizio Sanitario Nazionale, non proviamo a tenere fuori dalla Sanità la cattiva politica? – conclude il presidente Fnomceo -. Sarebbe un bel segnale se il nuovo Governo provasse a invertire la tendenza, proseguendo sulla strada del cambiamento e rimettendo tra le priorità la Sanità, finanziandola adeguatamente, riconoscendo maggiore valore economico alle professioni, limitando l’ingerenza della politica nelle scelte professionali. Questo sarebbe il vero cambiamento, nell’interesse di tutti i cittadini!”

Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO

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