In allegato l’ultimo numero della Newsletter sulla Medicina di Genere, ideata e sviluppata dal Centro di Riferimento per la Medicina di Genere-Istituto Superiore di Sanità, dal Gruppo Italiano Salute e Genere (GISeG) e dal Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere.
Il Master in Salute e Medicina di Genere del Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze, fornisce conoscenze nel vasto panorama multidisciplinare della Salute e Medicina di Genere.
Le competenze acquisite, generali e biomediche, sono indirizzate allo sviluppo di programmi ed obiettivi comuni nella ricerca scientifica preclinica e clinica genere-specifica ed a promuovere i cambiamenti socio-culturali ed organizzativi sanitari necessari a limitare le diseguaglianze di genere nell’accesso ai percorsi clinici diagnostici e terapeutici.
Le domande di iscrizione dovranno essere presentate entro le ore 12:30 del 26 gennaio 2024.
L’inizio delle lezioni è previsto per Giovedì 14 Marzo 2024.
Maggiori informazioni nel flyer in allegato.
In allegato l’ultimo numero della Newsletter sulla Medicina di Genere, ideata e sviluppata dal Centro di Riferimento per la Medicina di Genere-Istituto Superiore di Sanità, dal Gruppo Italiano Salute e Genere (GISeG) e dal Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere.
“Che Genere di Medicina è?” è il titolo del corso, promosso dall’OMCeO di Nuoro che intende promuovere la cultura della Medicina di Genere.
Il corso si svolgerà a Nuoro, sabato 20 maggio 2023 nell’ Aula conferenze “Donata Marchi” in Via A. Gramsci.
Nel corso è prevista la presentazione ed introduzione al corso di Maria Maddalena Giobbe, Presidente Ordine Medici Nuoro e relazioni di Franca Tegas, componente Commissione Nazionale FNOMCEO “Medicina di Genere”.
Si affronterà il tema dell’Odontoiatria di genere e quello del dolore con Cinzia Casu e Anna Guido Terapista del dolore.
Il cuore dell’evento sarà la lezione magistrale di Giovannella Baggio, President of the Italian Research Center for Gender Health and Medicine – Università di Padova che parlerà di Medicina di genere – specifica.
Nella sua relazione Giovannella Baggio dimostrerà come tutte le specialità debbano essere coinvolte nello studio della medicina di genere anche alla luce del Piano Formativo Nazionale per la Medicina di Genere, recentemente approvato e firmato dai Ministri della Sanità e del MIUR, documento che è una ulteriore importante tappa nella realizzazione a tutto campo della Medicina di Genere.
A cura di Annarita Frullini
Servono persone consapevoli e informate perché la “relazione di cura” si svolga con gentilezza ed efficacia.
La confusione che spesso rimane nonostante l’accumulo di informazioni può essere ridotta con la costruzione di un linguaggio comune fra curante e curato. Dalla buona comunicazione intorno alla medicina di genere, che si rivolge a uomini e donne, giovani e meno giovani, può partire un percorso terapeutico, rispettoso dei cittadini e degli operatori della sanità, che porti a rendere le persone “competenti” capaci di una maggiore comprensione delle tematiche sanitarie e di un miglioramento nella qualità della cura.
È con queste prospettive che il Centro Studi Strategie di Genere, che porta avanti un approccio interdisciplinare per la diffusione della salute e medicina di genere fra le aree mediche e le scienze umane, propone nell’aula consiliare del comune di Spoltore, in accordo con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, un percorso di dialogo e cura fra curanti e curati.
Sarà l’incontro fra la persona malata o in cerca di benessere, in grado di esprimere come percepisce malattia o disagio e il professionista della salute. L’incontro verrà aperto da un video di Giovannella Baggio e saranno presenti come relatori docenti dell’Università D’Annunzio, professionisti dell’ospedale e del territorio e una ricercatrice del CNR che parlerà delle diverse strategie per preservare la memoria.
Ai partecipanti sarà presentato un questionario per comprendere quanto i fondamenti della medicina di genere siano noti e quali argomenti si vorranno approfondire nei prossimi incontri.
A cura di Annarita Frullini
ARS Toscana organizza per l’11 maggio il Convegno “La salute di genere in Toscana”, in modalità mista, con presentazione del nuovo Documento ARS.
Obiettivo formativo
Le malattie, la loro prevenzione e le terapie farmacologiche sono state studiate prevalentemente su casistiche del solo sesso maschile, sottovalutando le peculiarità biologico-ormonali e anatomiche proprie delle donne. La medicina di genere è stata chiamata a limitare le disuguaglianze di studio, attenzione e trattamento che fino ad oggi sono state a totale svantaggio per le donne. Per ottenere questo obbiettivo la medicina di genere non deve essere una specialità a sé stante, ma un’integrazione trasversale di specialità e competenze mediche, affinché si consolidi una cultura e una presa in carico della persona che tenga presente le differenze di genere, non solo sotto l’aspetto anatomo-fisiologico, ma anche delle differenze biologico-funzionali, psicologiche, sociali e culturali, oltre che ovviamente di risposta alle cure.
Il nuovo Documento ARS sulla salute di genere in Toscana, i cui contenuti verranno diffusi durante il convegno rappresenta un importante aggiornamento epidemiologico e clinico sulla salute di genere in Toscana, a 10 anni dalla sua prima versione, ponendo sotto i riflettori molti aspetti relativi alla salute ed al ricorso ai servizi sanitari letti secondo l’ottica della differenza di genere.
Disponibile in allegato il programma dell’evento. Maggiori informazioni a questo link.
«È difficile trovare le parole in un momento come questo, quando i pensieri sono tutti rivolti alla famiglia della psichiatra Barbara Capovani che ha perso tragicamente la vita per mano di un soggetto privo di equilibrio psichico ». Così la dottoressa Paola Pasqualini, coordinatrice del gruppo di lavoro per la Medicina di genere della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO), interviene sulla tragedia che ha colpito la comunità medica nei giorni scorsi. «Ci uniamo al dolore dei familiari e di tutte le persone che conoscevano la nostra collega, medico non solo esperto e capace, ma di una umanità solidarietà e fiducia nell’altro non comuni. “hon oi theoi philusin apothneskei neos – muor giovane colui che gli dei amano” dicevano gli antichi. Ma oggi no, non è accettabile morire così. Le promesse non bastano più, servono fatti concreti e rapidi dalle istituzioni, serve soprattutto una tutela superiore per la nostra categoria, specialmente per noi donne che, come riportano i dati, siamo quelle maggiormente colpite dalle aggressioni fisiche e verbali sul posto di lavoro. Ma, inutile nasconderlo, sappiamo che serve un cambio di rotta a livello sociale e culturale: le difficoltà della sanità pubblica ricadono sugli operatori che non lavorano più serenamente. Se non ripristiniamo la fiducia tra medico e paziente, leggi, precauzioni e prevenzione serviranno a poco. Fino a poco tempo fa venivamo chiamati “eroi”, oggi subiamo aggressioni fisiche e verbali quotidianamente. Si deve cambiare direzione. Lo dobbiamo a Barbara e a quanti prima di lei sono stati uccisi mentre svolgevano il proprio lavoro. Non vogliamo più piangere i nostri colleghi. Servono precauzioni ma anche una cultura della condivisione. La violenza non è accettabile. L’abbraccio del gruppo di lavoro va alla famiglia di Barbara Capovani e a tutti gli operatori sanitari vittime di violenza, perché sappiano che non sono soli.
Sabato 18 marzo si è svolto nella sede dell’Omceo di Pesaro il primo convegno locale sulla Medicina di Genere, con la responsabilità scientifica di Patrizia Collina, Coordinatrice della Commissione Medicina di Genere OMCeO Pesaro e Urbino.
Ha portato i saluti del Consiglio il Presidente Paolo Maria Battistini che ha seguito con il tesoriere Giovanni Del Gaiso tutta la durata del convegno.
Anna Maria Calcagni Presidente OMCeO Fermo ha coordinato lo svolgimento dei lavori.
Loreley Bianconi del Centro di Formazione Medicina di Genere OMCeO Rimini e componente del Gruppo di lavoro MdG della FNOMCeO ha illustrato lo stato attuale fra la normativa e le istituzioni. “Conoscendo e applicando la Medicina Specifica di Genere, la presa in carico dei bisogni sanitari dei pazienti diventa più facile perché questo approccio, di grande attualità, è multidisciplinare e interdisciplinare e garantisce equità ed appropriatezza ” Ha poi presentato il Centro di Formazione MdG Omceo Rimini, nato il 15 gennaio 2018 con delibera consigliare su proposta della Commissione MdG e Pari Opportunità. L’Obiettivo del centro è fare formazione, informazione, divulgazione, e favorire una formazione di professionisti della sanità. A distanza di oltre cinque anni questo seminare cultura di Medicina Genere Specifica in chi opera ogni giorno sul campo sembra essere efficace. Faremo in Aprile il prossimo convegno.
Laura Baffoni del Centro di Formazione Mdg di Rimini ha evidenziato come il genere sia un determinante di salute sia un fattore di discriminazione. Il genere stesso produce disuguaglianze che possono intersecarsi con altre disuguaglianze sociali ed economiche. Vanno evidenziato ancora oggi le conseguenze della scarsa rappresentazione del sesso femminile nella ricerca farmacologica. È necessario regolamentare la ricerca sui farmaci per un’equa rappresentazione dei due sessi.
Annarita Frullini – Gruppo di Lavoro FNOMCeO Medicina di Genere e Presidente del Centro Studi Strategie di Genere sottolineando come nella legge e nel piano attuativo si faccia riferimento a un approccio interdisciplinare tra le diverse aree mediche e le scienze umane si è soffermata sui documenti approvati dall’ Osservatorio sulla Medicina di Genere (OSMG ) dell’ISS. In particolare il documento “PROPOSTA DI INDICATORI PER LE DISEGUAGLIANZE DI SALUTE LEGATE AL GENERE” potrà essere usato nella programmazione/formulazione di interventi e ipotesi di azione, e nella valutazione dell’efficacia di politiche e interventi attuati. Gli indicatori di tale documento saranno correlati a quanto contenuto nel Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) e nel Piano Nazionale della Prevenzione 20220- 2025. Tutto sembra condurci, con le parole di Silvio Brusaferro, a “Costruire il futuro della conoscenza biomedica alla luce delle differenze di genere.”
Tuttavia abbiamo ancora bisogno di leggi che partano dalla differenze tra uomini e donne, perché nel mondo “sono ancora molte le differenze di genere nella salute fisica, psichica e sociale del singolo e delle popolazioni “ e la mdg dovrà combattere la diseguaglianza e raggiungere l’equità.
Per raggiungere questi obiettivi serve ri- attualizzare saperi come le Medical Humanities e credere nel “ tempo della comunicazione quale tempo di cura” e sperimentare nuove competenze come l’urbanistica con prospettiva di genere e l’approccio One Health dove la salute globale del pianeta è importante tanto quella dei singoli individui.
Rita Chiari – Direttore U.O.C. Oncologia ATS Pesaro – Urbino – ha spiegato come in oncologia si possa imparare dalle differenze per migliorare l’assistenza e il trattamento di uomini e donne. “Ogni cellula è sessuata, ogni persona è sessuata. Il sesso è classificato come binario, il genere è un continuum.” Nei dati presentati – ha detto – farò riferimento alla dicotomia maschio-femmina.
I determinanti locali della carcinogenesi risentono dell’esposizione agli ormoni, al microambiente, al metabolismo cellulare e al sistema immunitario. Anche la composizione corporea in base al sesso è un fattore prognostico in alcuni tumori.
Riferendosi al cancro del polmone Rita Chiari ha evidenziato come due terzi dei decessi per questa neoplasia, in tutto il mondo, siano attribuibili al fumo, e che le donne che fumano hanno circa 25 volte più probabilità di morire di cancro ai polmoni rispetto alle donne che non fumano. Le fumatrici hanno anche maggiori probabilità di sviluppare il cancro ai polmoni rispetto agli uomini a parità di numero di sigarette.
I tumori della testa e del collo sono uno dei tumori maligni con il maggior squilibrio di genere, con diversa distribuzione dei siti tumorali. Anche i risultati del trattamento del cancro sono influenzati dalle differenze di sesso e genere con effetti sono modulati dall’età. E infine Rita Chiari ha presentato SEI, un progetto letterario di Medicina Narrativa nato dalla collaborazione tra scrittori e pazienti oncologici.
Leandro Provinciali – Docente Emerito di Neurologia dell’Università Politecnica delle Marche – per introdurci nelle Differenze di Genere del Sistema Nervoso ha illustrato la diversità anatomica e la diversità funzionale. Vi sono fra maschi e femmine umani differenze strutturali, differenze in termini di connessioni e di sostanza bianca e grigia negli emisferi. Tuttavia recenti ricerche hanno rivelano scarse differenze fra i cervelli degli uomini e quelli delle donne e le differenze mostrate in passato sono riconducibili a diversi approcci metodologici, allo scarso numero dei casi esaminati, ai metodi di calcolo del volume cerebrale, e all’età media del campione.
Sono ben documentati differenze di genere nei disturbi Psichici e nella malattia di Alzheimer.
Ha sottolineato Leandro Provinciali che l’Alzheimer non può essere attribuito alla maggiore longevità femminile. Anche se si ipotizza l’incidenza in età avanzata correlata con il calo degli estrogeni nessun trattamento sostitutivo premorboso è efficace nel prevenire la la malattia.
Michela Cottini – Cardiologia e UTIC, San Salvatore Centrale, Pesaro – ha illustrato gli effetti positivi e negativi degli estrogeni che rendono la presentazione clinica nella donna complessa e multifattoriale.
Ha sottolineato quanto sia importante conoscere le problematiche legate alla Circolazione Microvascolare per capire la tipologie di malattie cardiovascolari più comuni nella donna ( Angina microvascolare, Vasospasmo coronarico, Dissezione coronarica spontanea, Takotsubo). Ha evidenziato le caratteristiche fra Angina microvascolare VS Angina vasospastica.
Michela Cottini ha concluso sottolineando quanto deve essere fatto:
- considerare nella valutazione della donna cardiopatica sia i fattori di rischio tradizionali, sia quelli emergenti, sesso- e genere-specifici;
- istruire le donne in modo da aumentare la consapevolezza del rischio cardiovascolare e favorire il riconoscimento tempestivo dei sintomi e l’accesso precoce alle cure,
- istruire la comunità medica sulle differenze di genere ponendo attenzione sugli elementi clinici e anamnestici per riconoscere la presentazione atipica.
Numerosi gli interventi dei presenti. Annarita Frullini ha evidenziato quanta strada sia stata fatta in questi dieci anni nella conoscenza e nella diffusione della medicina di genere, a partire da quanto riportato nel numero 2/2013 della Professione dove si presentavano le prime iniziative sulla mdg negli ordini.
Annamaria Calcagni ha concluso evidenziando la numerosa partecipazione maschile e femminile e sottolineando come in questo primo evento a Pesaro sia emerso chiaramente che la salute dei cittadini dipenda da numerosi fattori e come diventi sempre più importante inquadrare il paziente in senso globale, cercando, con atti medici chiari e definiti, di accogliere non la malattia ma la persona malata.
Ha continuato Annamaria Calcagni “Noi vorremmo a livello regionale realizzare un gruppo di lavoro, un coordinamento ordinistico per la medicina di genere con tutti gli Omceo della regione Marche. Presto lo presenteremo.”
A cura di Annarita Frullini
Osservatorio Medicina di Genere, cresce la sensibilità della comunità scientifica alle differenze nell’approccio alla ricerca biomedica, licenziati due documenti per promuovere l’equità di genere nella ricerca
La ricerca sempre di più si declina al maschile e al femminile. Nella comunità scientifica crescono le azioni finalizzate a connotare un approccio alla ricerca capace di descriverne le ricadute nelle differenze di genere. Secondo il primo dei documenti approvati dall’Osservatorio dedicato alla Medicina di Genere (MdG), che si è riunito ieri all’Istituto Superiore di Sanità in sessione plenaria, in cui sono descritte le principali attività di un campione di Società scientifiche e Associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie, oltre la metà di esse (53%) ha istituito gruppi di lavoro specifici sulla MdG e ha organizzato sessioni specifiche nei propri convegni (53%), mentre survey specifiche sono state predisposte dal 31% delle Società coinvolte e il 9% ha pubblicato rubriche e opuscoli divulgativi sulla tematica.
I due documenti di indirizzo approvati nella seduta sottolineano la necessità di tener conto dei determinanti di sesso e genere nei protocolli di ricerca così come negli aggiornamenti delle Linee Guida Nazionali. “Questi dati indicano che nella comunità scientifica cresce la consapevolezza dell’importanza di costruire il futuro della conoscenza biomedica alla luce delle differenze di genere – afferma Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – Il lavoro dell’Osservatorio, oltre che a monitorare che avvengano azioni in questa direzione, sarà importante nel creare una base comune di lavoro per la realizzazione concreata della medicina di genere in tutti gli ambiti socio-sanitari in cui questo approccio è in grado di fare la differenza”.
Il secondo testo licenziato ieri consiste in un documento di indirizzo con indicazioni pratiche e concrete per predisporre protocolli di ricerca pre-clinica e clinico-epidemiologica che tengano conto dei determinanti di sesso/genere. Tra i principali quesiti necessari per la predisposizione di un protocollo di ricerca: quali sono i principali fattori alla base delle differenze di sesso e genere? Ci sono differenze tra le cellule maschili e femminili? In un laboratorio di ricerca come si devono coltivare le cellule per non interferire su queste differenze? Come si devono stabulare gli animali per evidenziare differenze di sesso? Quali sono i modelli da utilizzare per capire i meccanismi alla base delle differenze? Queste sono solo alcune delle domande a cui, in modo sintetico e concreto, nel documento si cerca di dare una risposta per facilitare il lavoro dei ricercatori e per costruire un paradigma comune perché la ricerca proceda sempre nel rispetto delle differenze.
In allegato l’ultimo numero della Newsletter sulla Medicina di Genere, ideata e sviluppata dal Centro di Riferimento per la Medicina di Genere-Istituto Superiore di Sanità, dal Gruppo Italiano Salute e Genere (GISeG) e dal Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere.
