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Medicina fiscale, Fnomceo: “No alla riproposizione dell’emendamento killer”. Riproposto nel maxiemendamento alla Manovra, rischia di ‘licenziare in tronco’ 1500 medici

FNOMCeO
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri

Medici intorno ai 55 anni di età, che collaborano con l’Istituto di Previdenza Sociale da oltre 20 anni, costretti ad assicurare la loro disponibilità quotidiana a fronte di una retribuzione a visita, per un totale di 10- 20 visite mensili. Medici assunti da dieci anni, con contratti atipici, stipendi modesti e con strettissimi vincoli di incompatibilità e di esclusiva, senza diritto a ferie, malattia, maternità, senza nessuna garanzia per il futuro. Sono, rispettivamente, i 1250 medici fiscali Inps, e i 900 Medici convenzionati esterni che collaborano nel contesto dei Centri medico-legali. Un esercito di almeno 2150 persone, 2150 famiglie che aspettavano da anni una stabilizzazione, come previsto dalla legge e come sollecitato in diverse occasioni dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) e dalle organizzazioni sindacali. Ora invece un emendamento, più volte proposto, dichiarato inammissibile, riformulato, ritirato, e infine incluso nel maxiemendamento alla Legge di Bilancio, rischia di mettere letteralmente sulla strada 1500 di loro. Un’ondata di 1500 medici ‘esodati’ con un colpo di spugna, lasciati senza un lavoro a dieci anni dalla pensione e senza possibilità di ricollocamento, visto che l’Inps chiedeva loro l’esclusiva.

L’emendamento ‘killer’ è il 1.1481, che prevede l’indizione di una procedura concorsuale per 708 posti, dei quali solo 354 riservati per i 2150 medici che, a vario titolo, lavorano per l’Ente da decenni, occupandosi delle funzioni di medicina fiscale, previdenziale e assistenziale. Nella serata di ieri, la senatrice Elena Pirro ha chiesto la revoca del ritiro dell’emendamento, che ora farebbe dunque parte del testo su cui il Governo vuole porre la fiducia.

“Una misura del tutto inefficace, perché non farebbe che aumentare il precariato, in quanto già oggi in alcune zone i medici fiscali sono insufficienti, e soprattutto profondamente perché spazzerebbe via la maggior parte dei 1250 medici fiscali e dei 900 medici convenzionati esterni che collaborano con l’Inps da una vita” commenta il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli.

“Ribadiamo con forza la nostra richiesta: l’emendamento sia espunto senza se e senza ma, per lasciare il posto a una discussione serena sulla meritata stabilizzazione di questi colleghi – conclude -. La Fnomceo non accetta di avere sulla coscienza questi medici, che svolgono senza tutele funzioni delicatissime e di pubblica utilità, e le loro famiglie. Siamo pronti ad agire in tutte le sedi, istituzionali e non, per garantire un futuro a loro e a tutta la Medicina Fiscale”.

Ufficio Stampa Fnomceo
informazione@fnomceo.it
21/12/2018 

Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO

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