Ministero della Salute: 5° Rapporto sull’evento nascita in Italia

Report n.41/09

5° RAPPORTO SULL’EVENTO NASCITA IN ITALIA

L’ufficio di Direzione Statistica (Settore Salute) del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha realizzato il 5° rapporto sull’evento nascita in Italia avvalendosi dei dati rilevati dal flusso informativo del CeDAP, certificato di assistenza al parto.
I dati si riferiscono all’anno 2006 e mostrano, in sintesi, i seguenti risultati:

1) La rilevazione 2006, con un totale di 554 punti nascita, presenta una migliore copertura rispetto agli anni precedenti: ben il 41% di schede in più rispetto al 2002, un numero di parti pari al 92,9% di quelli rilevati con la scheda di Dimissione Ospedaliera (SDO) ed un numero di nati vivi pari al 93,6% di quelli registrati presso le anagrafi comunali nello stesso anno.

2) Oltre l’88% dei parti è avvenuto negli Istituti di cura pubblici, l’11,6% nelle case di cura e solo lo 0,1% a domicilio.

3) Il 14,7% dei parti è relativo a madri di cittadinanza non italiana. Tale fenomeno è più vissuto al Centro Nord dove quasi il 20% dei parti avviene da madri non italiane. I Paesi di provenienza più rappresentativi sono quelli non appartenenti all’Unione Europea (circa il 40% delle madri non italiane) e dell’Africa (26%). Le madri di origine asiatica e sudamericana sono rispettivamente il 17% e il 9,5% di quelle non italiane.

4) Nel 92% dei casi la donna ha accanto a sé al momento del parto il padre del bambino, nel 67% un familiare e nel 1,2% un’altra persona di fiducia. La presenza di una persona di fiducia piuttosto che di un’altra risulta essere influenzata dall’area geografica.

5) Si conferma il ricorso eccessivo all’espletamento del parto per via chirurgica. In media, il 37,4% dei parti avviene con taglio cesareo, percentuale molto superiore alla soglia del 10-15% che secondo l’OMS garantisce il massimo beneficio complessivo per la madre e il bambino. La percentuale di tagli cesarei è più alta per i parti che avvengono in case di cura private (61,6% nelle case di cura accreditate e 76,1% in quelle non accreditate) mentre negli ospedali pubblici si ricorre al cesareo nel 34,0% dei casi.

6) Nell’84,5% delle gravidanze il numero di visite ostetriche effettuate è superiore a 4 mentre nel 73,2% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie. La percentuale di donne italiane che effettuano la prima visita oltre la 12° settimana è pari al 4,0% mentre tale percentuale sale al 17,7% per le donne straniere.

7) Per circa 4.995 parti si è fatto ricorso ad una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA), in media 0,97 ogni 100 gravidanze. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell’utero (FIVET), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoo in citoplasma (ICSI).

8) Sono stati rilevati 1.468 nati morti corrispondenti ad un tasso di natimortalità, pari a 2,80 nati morti ogni 1.000 nati, e 3.311 nati con malformazioni. L’indicazione della causa è presente rispettivamente solo nel 27,9% dei casi di natimortalità e nel 66% di nati con malformazioni.

P.S. Come sempre chi fosse interessato ad approfondire, la documentazione completa è a disposizione presso il Centro Studi e Documentazione della FNOMCeO

Roma, 02/12/2009
(appendice raccolta 2009)

Autore: Redazione FNOMCeO

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