FNOMCeO e CAO nazionale scrivono alla Commissione Affari sociali della Camera: l’attività odontoiatrica in forma societaria sia esercitata attraverso le Società tra professionisti. Contrarietà a un emendamento al DDL “Prestazioni sanitarie”.
L’attività odontoiatrica esercitata in forma societaria sia ricondotta, come regola generale, al modello delle Società tra professionisti (STP), per garantire l’autonomia delle decisioni cliniche, la responsabilità deontologica e la tutela della salute dei cittadini.
È la richiesta che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) e la CAO nazionale hanno rinnovato in una lettera indirizzata al Presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci, e a tutti i componenti della Commissione, nell’ambito dell’esame del DDL “Prestazioni sanitarie”.
La lettera, firmata dal Presidente della FNOMCeO Filippo Anelli e dal Presidente della CAO nazionale Andrea Senna, ripropone una modifica normativa già presentata lo scorso settembre, con l’obiettivo di prevedere che le società che esercitano l’Odontoiatria adottino, salvo specifiche eccezioni, il modello delle Società tra professionisti.
“L’Odontoiatria – afferma Andrea Senna – è una professione sanitaria, non una semplice attività commerciale. Quando viene esercitata attraverso una società, dobbiamo garantire che al centro delle scelte ci siano sempre la salute e la sicurezza del paziente, l’autonomia del professionista e il rispetto delle regole deontologiche. Non possiamo consentire che le decisioni cliniche siano condizionate da interessi esclusivamente economici”.
La proposta della Federazione non riguarda l’esercizio individuale dell’Odontoiatria e non intende ostacolare la collaborazione tra professionisti o le esigenze organizzative delle strutture sanitarie. Prevede inoltre specifiche eccezioni per determinate realtà sanitarie e universitarie, nonché un periodo di adeguamento per le società già operanti.
Il modello delle STP consente di coniugare organizzazione e responsabilità professionale: la società è iscritta all’Albo ed è soggetta alla vigilanza e al regime disciplinare dell’Ordine, anche quando eventuali violazioni siano riconducibili a direttive impartite dall’organizzazione societaria.
“Il punto – prosegue Senna – non è soltanto assicurare che a curare il paziente sia un Odontoiatra abilitato: questo è un requisito imprescindibile. Occorre anche che la società risponda delle proprie scelte organizzative, soprattutto quando queste possono interferire con l’indipendenza del professionista. Le Società tra professionisti consentono di coniugare sostenibilità economica e responsabilità professionale”.
Nella lettera viene inoltre espressa contrarietà all’emendamento 25.04, a prima firma dell’onorevole Matteo Rosso, presentato nell’ambito dell’esame del DDL “Prestazioni sanitarie”. La proposta prevede che le società operanti nel settore odontoiatrico siano annotate all’Albo degli Odontoiatri, senza introdurre espressamente un regime di responsabilità disciplinare equivalente a quello delle STP.
Un’ulteriore criticità riguarda la cancellazione, dal testo della disposizione che si intende modificare, del riferimento esplicito al direttore sanitario iscritto all’Albo degli Odontoiatri, pur restando applicabili le altre norme in materia di direzione sanitaria.
“La semplice annotazione di una società all’Albo – osserva Senna – non equivale alla sua iscrizione e non garantisce automaticamente che l’Ordine possa esercitare nei suoi confronti gli stessi poteri di vigilanza e disciplinari previsti per le STP. Per questo chiediamo al Parlamento di accogliere la nostra proposta. In alternativa, è indispensabile prevedere espressamente l’iscrizione delle società all’Albo e il loro assoggettamento alla disciplina deontologica”.
La FNOMCeO e la CAO nazionale auspicano che la Commissione Affari sociali tenga conto delle osservazioni formulate nel prosieguo dell’esame parlamentare, ribadendo la disponibilità a un confronto tecnico e istituzionale.
“Il paziente – conclude Senna – non è un cliente e la salute non può essere trattata come una merce. L’organizzazione dell’Odontoiatria deve rispondere prima di tutto alla qualità e alla sicurezza delle cure. È questo il principio che chiediamo venga posto al centro della legge”.
Ufficio Stampa FNOMCeO
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2 novembre 2026
Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
