La CAO nazionale scrive ai Ministri Schillaci e Giorgetti: necessario un approfondimento tecnico sui costi delle prestazioni odontoiatriche.
Tariffe che non tengano adeguatamente conto dei costi necessari a garantire qualità e sicurezza delle prestazioni rischiano di ridurre l’offerta odontoiatrica nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, rendendo ancora più difficile l’accesso alle cure per le persone economicamente e socialmente più fragili.
È l’allarme lanciato dalla Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), che ha scritto al Ministro della Salute Orazio Schillaci e al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, per esprimere alcune osservazioni sul decreto del 7 agosto 2026 relativo alle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica.
“Gli importi previsti per diverse prestazioni odontoiatriche – afferma il presidente della CAO nazionale Andrea Senna – appaiono difficilmente conciliabili con la complessità e con i costi che caratterizzano oggi una prestazione erogata nel rispetto degli standard professionali, organizzativi e di sicurezza richiesti dall’ordinamento e dal Servizio sanitario nazionale”.
L’attività odontoiatrica richiede infatti personale qualificato, rigorosi processi di sterilizzazione, il rispetto degli adempimenti in materia di radioprotezione e sicurezza delle cure, apparecchiature e tecnologie adeguate, manutenzione, materiali e dispositivi appropriati e il costante aggiornamento professionale degli Odontoiatri.
La CAO nazionale richiama inoltre quanto previsto dalla stessa disciplina posta alla base del decreto: la determinazione delle tariffe deve tenere conto dei costi standard delle prestazioni, secondo criteri di efficienza, appropriatezza e qualità dell’assistenza, mentre il loro aggiornamento deve considerare anche l’innovazione tecnologica e organizzativa e l’andamento dei costi dei principali fattori produttivi.
“Il punto – sottolinea Senna – non è tutelare un interesse economico della categoria. È garantire la sostenibilità di un modello di assistenza odontoiatrica nel Servizio sanitario nazionale che permetta all’Odontoiatra di operare secondo scienza, coscienza e deontologia e nelle condizioni necessarie ad assicurare qualità e sicurezza delle cure”.
Il nuovo decreto interviene dopo il contenzioso relativo al precedente provvedimento del 25 novembre 2024 e dopo le sentenze del TAR Lazio che ne avevano disposto l’annullamento con efficacia differita. Alla luce del nuovo percorso seguito per la determinazione delle tariffe, la CAO nazionale chiede quindi di approfondire in quale misura siano stati effettivamente considerati, per l’odontoiatria, i costi necessari alla corretta erogazione delle prestazioni e al rispetto degli standard richiesti.
“Tariffe non adeguatamente correlate ai costi incomprimibili di una prestazione sanitaria corretta e sicura – prosegue Senna – possono avere conseguenze che vanno ben oltre la remunerazione del singolo erogatore. Il rischio è comprimere progressivamente l’offerta territoriale e rendere più difficile garantire prestazioni odontoiatriche nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”.
Da qui la richiesta ai Ministri Schillaci e Giorgetti di uno specifico approfondimento tecnico sulle prestazioni odontoiatriche, anche attraverso un confronto con la CAO nazionale.
“La salute orale è parte integrante della salute della persona – conclude Senna – e deve trovare nel Servizio sanitario nazionale condizioni di erogazione coerenti con i livelli di qualità, sicurezza e appropriatezza che l’ordinamento richiede ai professionisti. Garantire tariffe coerenti con i costi necessari a una corretta assistenza significa tutelare prima di tutto i cittadini e il loro diritto effettivo di accesso alle cure”.
Ufficio Stampa FNOMCeO
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22 settembre 2026
Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO
