È una professione che mette al centro la persona e la dignità umana, baluardo di democrazia e di pace, quella che è stata celebrata oggi al Teatro Petruzzelli di Bari nell’annuale Festa organizzata dall’Ordine dei medici di Bari. La Cerimonia ha visto il passaggio di testimone tra 3 generazioni, con la consegna di 148 medaglie d’oro per i 50 anni di Professione e di 133 medaglie d’argento per i 25 anni dalla Laurea, mentre 395 Medici e Odontoiatri neoiscritti agli Albi hanno ufficializzato il loro ingresso nella Professione con il Giuramento Professionale.
Secondo i dati del CENSIS, presentati durante l’evento, il 92,6% dei medici ritiene che curare le persone senza discriminazioni è un modo per costruire una cultura di pace, mentre il 91,7% pensa che promuovere la tutela della salute per tutti crea una buona convivenza e rafforza la democrazia. Un tema richiamato anche dal Presidente Filippo Anelli nel suo discorso di apertura: “La medicina non è soltanto una scienza, non è soltanto un insieme di conoscenze e competenze. È un servizio alla persona. È una responsabilità verso la comunità. È una delle forme attraverso le quali la nostra Repubblica rende concreto un diritto fondamentale: il diritto alla salute”.
“La professione medica è funzionale all’Articolo 32, uno degli articoli più innovativi della Carta Costituzionale, che definisce il diritto alla salute come diritto fondamentale e interesse della collettività.” – ha aggiunto Nicola Grasso, Assessore alla legalità della Città Metropolitana di Bari – “Siamo uno dei pochi ordinamenti a garantire questo diritto a tutti, indipendentemente da nazionalità, livello sociale, cittadinanza. Il compito dei medici è di realizzare questo diritto e garantire una società pienamente democratica. Il SSN è un’altra conquista fondamentale che ci mette nella condizione di essere una società pienamente civile e che va tutelato in una società in piena trasformazione come quella di oggi”.
Hanno sottolineato il tema dei diritti anche le parole di Monsignor Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto: “In questo tempo in cui la forza sembra essere capace di schiacciare il diritto voi medici siete un argine importante in questa silenziosa battaglia di democrazia senza se e senza ma. Il servizio sanitario nazionale è una conquista a cui non possiamo rinunciare. Su di esso si gioca la democrazia”.
La centralità dell’umanità è stata testimoniata anche dal Premio Buona Medicina 2026, assegnato al tenente generale Nicola Sebastiani, Ispettore generale emerito della sanità militare, “in riconoscimento dell’eccezionale impegno umanitario profuso instancabilmente con alto senso del dovere, competenza clinica e straordinaria dedizione nella gestione dell’emergenza pandemica COVID-19 e nelle missioni di assistenza sanitaria in Africa e nei paesi dell’ex Jugoslavia, dove ha saputo incarnare i più alti valori della medicina militare e della solidarietà a tutela della salute e della dignità delle popolazioni più vulnerabili”.
Una dimensione umana che va al di là delle eccezionali trasformazioni scientifiche e tecnologiche che la medicina ha conosciuto. “Nelle trasformazioni straordinarie della scienza e dell’organizzazione sanitaria degli ultimi 50 anni, con la nascita del Servizio sanitario nazionale, l’emergere di nuove malattie e nuove possibilità di cura, qualcosa è rimasto immutato: il bisogno delle persone di trovare in un medico qualcuno che sappia ascoltare, comprendere, accompagnare. Qualcuno a cui affidare le proprie paure, le proprie speranze e, qualche volta, la propria vita. – ha spiegato Anelli – La medicina dispone oggi di strumenti straordinari. L’intelligenza artificiale potrà aiutarci a riconoscere malattie, interpretare dati, individuare terapie. Ma nessuna tecnologia potrà sostituire il valore umano della relazione tra medico e paziente. Non potrà sostituire la responsabilità di una decisione, la capacità di comprendere la sofferenza di una persona, il significato di uno sguardo, di una parola, di un silenzio. Per questo il tempo di cura non è un costo da comprimere, è una condizione della qualità, della sicurezza e dell’umanità della medicina. È tempo di relazione ed è esso stesso parte essenziale della cura”.
Per questo secondo Il CENSIS per il 94,3% dei medici è prioritario umanizzare la sanità, dedicando più tempo e maggiori attenzioni alla relazione con i pazienti. E il tempo è la chiave anche per affrontare le sfide e i pericoli dell’IA: il 34,9% dei medici individuano come rischio il fatto che pazienti e familiari pensino di poter dialogare alla pari con i medici. Solo potendo dedicare più tempo alla relazione, secondo i medici, si potrebbe fronteggiare questa deriva negativa.
Nonostante il momento di crisi internazionale e tutte le difficoltà che sta attraversando il servizio sanitario nazionale, rimane alta la fiducia dei cittadini nei medici (la figura del medico è quella in cui il 72% dei cittadini continuano a riporre la propria fiducia). “Oggi, in questo momento di tempesta, la faccia più rassicurante per gli Italiani è quella di un medico” – ha dichiarato Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli, sintetizzando i risultati della Ricerca FNOMCeO-Istituto Piepoli.
A questo link una serie di foto, la video dichiarazione del Presidente Anelli e il testo del suo discorso introduttivo.
Ufficio Stampa OMCeO Bari
Autore: Redazione
