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OMCeO Torino sul caso Galatina: “Faith era a rischio parto pre-termine, farla viaggiare sola vera crudeltà”

Faith era a riconosciuto rischio di gravidanza pre-termine quando è stata messa su un treno dal Cara di Castelnuovo di Porto, sola, con due valigie pesanti. La ragazza, infatti, era stata dimessa dall’ospedale San Filippo Neri di Roma il 5 gennaio con diagnosi di rischio di parto pre-termine e nella sua documentazione – regolarmente inviata dal Cara all’ARCI di Lecce tramite il sistema centrale del Ministero dell’Interno e anche, sebbene parzialmente, nelle mani della gestante quando è arrivata in ospedale, contrariamente a quanto riportato in un primo tempo – era chiaramente indicata la possibilità che il suo travaglio cominciasse in qualsiasi momento.

Questo è quanto ricostruito dalla presidente dell’ARCI di Lecce Anna Caputo, raggiunta telefonicamente dall’ufficio stampa dell’OMCeO di Torino. “Quando si decide di chiudere un Cara lo si deve fare con un tempo congruo di preavviso, per gestire tutta una serie di casi particolari che richiedono una sistemazione adeguata e che gli enti territoriali devono valutare e risolvere. Non si può chiudere un Cara in due giorni, specialmente quando sono stati accertati casi complessi come quello di una donna a rischio di gravidanza pre-termine, senza un minimo di tutela nei suoi confronti” dichiara Caputo.

“Come medici siamo preoccupati da questa vicenda, su cui ci sono ancora molti punti da chiarire, ma che è un’evidente violazione del diritto alla salute che la nostra Costituzione dovrebbe garantire” afferma il Presidente dell’Ordine Dott. Guido Giustetto. “Il Codice deontologico ci ricorda che non devono esserci distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia assumendo come principio il rispetto della vita, della salute fisica e psichica, della libertà e della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali.”

Lasciar viaggiare in treno da sola una donna, una madre che può iniziare il travaglio in qualsiasi momento, non è, a nostro avviso, solo una violazione della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali, ma un esempio di vera crudeltà. Risulta doveroso a questo punto chiederci se episodi come questo – che rinnegano e annullano la dignità umana – non abbiano lo scopo di assuefarci a tale crudeltà, così da farceli sembrare normalità quotidiana.

Autore: Redazione

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