15 gennaio 2026. Concorsi per la sanità pubblica che vanno deserti. Posti che restano vuoti nelle scuole di specializzazione, in primis nell’area dell’emergenza-urgenza, ma non solo. Studenti in formazione per la Medicina Generale che abbandonano la scuola prima del tempo, il 20%, o che scelgono poi di fare altro, ancora un 20%.
La crisi delle vocazioni mediche in Italia è un fenomeno complesso e la responsabilità professionale è una delle cause di maggior preoccupazione soprattutto per i giovani camici bianchi. Ad approfondire il tema sarà il primo convegno formativo dell’OMCeO lagunare del 2026, dal titolo Le modifiche della responsabilità dei medici e degli odontoiatri nella crisi delle vocazioni, organizzato dal presidente e vice nazionale Giovanni Leoni, in programma sabato prossimo, 17 gennaio 2026, a partire dalle ore 9.00 all’Ateneo Veneto, in centro storico.
«Responsabilità professionale e crisi delle vocazioni – sottolinea proprio il presidente Leoni – sono strettamente legate. Il crescente rischio di contenzioso preoccupa, e non poco, i colleghi, soprattutto i più giovani, e rende la professione sempre meno attrattiva. Se poi aggiungiamo le stressanti condizioni di lavoro, gli stipendi più bassi della media europea, l’eccessiva burocrazia e la scarsa sicurezza, si può facilmente capire perché i giovani siano demotivati ad intraprendere una carriera nella sanità pubblica. La tendenza, però, va assolutamente invertita: con questo convegno cercheremo di trovare soluzioni condivise ed efficaci».
Per l’occasione, accolti dal presidente Leoni e dalla presidente dell’Ateneo Veneto Antonella Magaraggia, sbarcheranno in laguna alcuni big della sanità nazionale a partire dal presidente della FNOMCeO Filippo Anelli, che aprirà i lavori con una visione integrata e attuale della professione medica e delle sue criticità, a partire proprio dalla responsabilità professionale e dalle proposte di modifica della legge che la regola, che saranno approfondite anche da Patrizia Piccialli, già presidente della IV Sezione Penale della Corte di Cassazione.
La declinazione della crisi delle vocazioni nelle due grandi aree di riferimento, la medicina del territorio e gli ospedalieri, sarà affidata a Silvestro Scotti, segretario nazionale FIMMG, e a Guido Quici, presidente nazionale della Federazione CIMO – FESMED.
Grande attenzione, però, anche al contesto locale con la partecipazione del nuovo assessore regionale alla Sanità, il professor Gino Gerosa, e di Laura Besio, appena nominata nella Commissione Sanità del Consiglio regionale, e con gli interventi di Claudio Costa, direttore delle Risorse umane del sistema sanitario regionale, di Antonio Maritati, direttore facente funzioni delle Cure Primarie, e di Lorenzo Mattia Signori, segretario regionale di CittadinanzAttiva, che porterà la voce della popolazione.
Tra le autorità confermata la presenza anche di Simone Venturini, assessore alla Programmazione Sanitaria del Comune di Venezia, e del direttore sanitario Francesca Ciraolo per l’Ulss 4 Veneto Orientale.
Spazio, infine, ai rappresentanti della diverse specialità sul territorio con la tavola rotonda che ospiterà:
- Giuseppe Palmisano, segretario regionale FIMMG Veneto e provinciale FIMMG Venezia
- Biagio Epifani, past president della Società Italiana Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU) Sezione Veneto-Trentino Alto Adige
- Gabriele Gasparini, vicesegretario nazionale Sindacato Area Radiologica
- Roberto Merenda, past president della Società Triveneta di Chirurgia
- Fabio Presotto, presidente veneto della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI).
«Tra l’attuale carenza di medici, in particolare di alcune specialità, e il rischio di una nuova pletora medica tra una decina d’anni – conclude il presidente Leoni – il tema della crisi delle vocazioni sarà un problema cruciale per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale».
In allegato il pdf con il programma dettagliato del convegno
Dottor Giovanni Leoni, Presidente OMCeO Venezia
Autore: Redazione
