Petizione per medaglia d’oro a Medici Infermieri e Operatori sanitari: il “grazie” di FNOMCeO

“Ringraziamo i promotori e i firmatari, quasi 1.300 in poche ore, della petizione on line volta a chiedere la Medaglia d’oro al Merito della Sanità pubblica per le Federazioni degli Ordini dei Medici, degli Infermieri e dei Tecnici sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della prevenzione. È un’iniziativa meritoria, che esprime il giusto riconoscimento per il lavoro, l’abnegazione e il sacrificio che i nostri operatori sanitari stanno mettendo in campo, per combattere il Covid-19”.

Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, commenta l’appello, lanciato ieri in occasione della Giornata Mondiale della Salute, dall’associazione “6.000 sardine” con una petizione su Change.org, e  rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro della Salute Roberto Speranza: aprire  l’iter previsto dall’art. 87 della Costituzione per l’assegnazione della Medaglia al Merito della Sanità Pubblica alla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), alla Federazione Nazionale degli Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) e alla Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, delle Riabilitazione e della Prevenzione (Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP). Facendo menzione anche ai benemeriti, ossia coloro che hanno perso la vita per il bene degli altri.

“Sono ad oggi 96 i medici caduti nella lotta contro il virus – precisa Anelli -. Per la maggior parte erano medici di medicina generale, ma anche pneumologi, medici penitenziari, medici legali. Abbiamo voluto includere nel triste elenco, che ogni giorno siamo costretti ad aggiornare, anche i colleghi pensionati, perché per noi tutti i medici sono uguali e uguale è il cordoglio per la loro perdita. Alcuni dei medici pensionati, inoltre, erano rimasti o erano stati richiamati in attività; alcuni di loro avevano risposto a una chiamata d’aiuto. Perché non si smette mai di essere medici, lo resta sino in fondo e per tutta la vita”.

“L’iniziativa dell’associazione 6000 Sardine va ad affiancarsi a tutte quelle iniziative spontanee volte a ringraziare i medici e gli operatori sanitari e a ricordare il loro sacrificio – spiega Anelli -. A quelle messe in campo dagli Ordini, che dedicano targhe commemorative, borse di studio, aule alla memoria dei nostri medici caduti. A quelle dei cittadini, adulti e bambini, che ogni giorno ci sommergono di lettere, poesie, disegni per esprimere la loro gratitudine. A quelle di altre associazioni che, al di là di ogni colore politico, tengono a farci arrivare il loro grazie”.

 

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08/04/2020

Autore: Redazione

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