Quando la Sanità fa notizia. Filippo Anelli a Unomattina in famiglia

C’è un rapporto tra la dislocazione al centro Nord delle strutture sanitarie migliori e una maggior durata della vita media al Centro Nord rispetto al Sud. Come possiamo rimediare? È su questi interrogativi che chi sarà chiamato a governare dovrà dare una risposta”.

Così Tiberio Timperi ha concluso, sabato 18 marzo, il ‘blocco’ di Unomattina in famiglia dedicato alla sanità italiana, descritta come ‘sanità a due velocità’: con maggiori risorse e migliori sistemi organizzativi nelle Regioni del Centro Nord, peggiori in quelle del Sud.

I riflettori sulle disuguaglianze di salute nel nostro paese sono stati accesi, questa volta, dalle dichiarazioni di un oncologo di un noto ospedale campano: saputo di avere un tumore alla prostata, ha scelto di andare a curarsi a Milano, in una struttura privata, l’Istituto Europeo di Oncologia.

Una scelta dolorosa – ha dichiarato in un’intervista – dettata non da sfiducia verso i miei colleghi, che sono tutti bravissimi ma perché, in Campania, i troppi problemi organizzativi ostacolano l’assistenza”.

Sofferta sì, ma è anche legittima? Secondo alcuni titoli di giornali, il medico ora rischia una sanzione disciplinare da parte della sua azienda.

“Credo che quella del collega sia senz’altro una scelta legittima – ha commentato il presidente della Fnomceo Filippo Anelli, ospite in studio insieme al sociologo Ivan Cavicchi e al vicesegretario nazionale di Cittadinanzattiva Francesca Moccia –: non è possibile comprimere il diritto del cittadino di scegliere dove curarsi. Vale per il cittadino, vale anche per il medico”.

“La scelta del collega – ha continuato Anelli – ha un significato simbolico importante, perché denuncia uno stato di sofferenza della sanità soprattutto al Sud”.

C’è da dire che gli indicatori di salute mostrano una diversità tra le due sanità, tra quella del Sud e quella Nord: per questo il gesto del collega diventa simbolico”.

Ma da dove nascono queste disuguaglianze così macroscopiche?

Il vero problema è la ripartizione delle risorse tra le Regioni – ha affermato ancora Anelli -. Quello che noi vorremmo è un Servizio Sanitario Nazionale unico, per cui i cittadini sono uguali in tutte le Regioni italiane”.

Attualmente invece non è così: come ha spiegato Cavicchi, per la sanità le regioni del Sud ricevono venticinque euro in meno a cittadino, la Campania addirittura 60 euro in meno. Ed è un gatto che si morde la coda: come ha affermato Roberto Orecchia, direttore scientifico dello Ieo, in collegamento da Milano, e come è stato ribadito da Cavicchi, le strutture che eseguono più interventi hanno anche esiti più favorevoli.

Ecco allora che, come ha ricordato Timperi, “ogni anno circa un milione di italiani si spostano da una regione all’altra per motivi di Salute, tanto che al Sud è nato un detto popolare secondo il quale il miglior medico è l’Alitalia”.

Occorrono soluzioni concrete, e occorrono subito: perché, come ribadito da Francesca Moccia, “non ci devono essere discriminazioni nell’accesso alle cure”. 

Potete rivedere l’intervento qui.

A cura dell’Ufficio Stampa Fnomceo 

Autore: Ufficio Stampa FNOMCeO

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