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Quando la Sanità fa notizia Renzo (CAO): “Fuori i mercanti dalla Professione”

“La cronaca dimostra che c’è differenza tra cura e business. I “mercanti” sono quelli che non rispettano le regole e i pazienti”.
Interviene così il presidente della CAO giuseppe Renzo, commentando i recenti fatti di cronaca che, nel giro di ventiquattr’ore, hanno visto gli arresti, in Lombardia, di ventun persone,  accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta e riciclaggio in appalti per servizi odontoiatrici e, in Spagna, dei vertici della Vitaldent.

E lo fa con un’intervista a Norberto Maccagno, direttore di Odontoiatria33, che si merita la copertina del numero di oggi del quotidiano on line.

Maccagno approfondisce insieme a Renzo alcuni punti già toccati in un’altra intervista, quella –  che compare in anteprima sul Portale – realizzata per la rivista della Fnomceo La Professione.

In quel colloquio, Renzo riprendeva lo slogan delle tre giornate che, a Taormina, avevano visto a dicembre riunita tutta la Professione odontoiatrica, sotto l’egida della Cao: “Fuori i mercanti dalla Professione”.

Ma chi sono questi mercanti contro i quali Renzo si scaglia? 

“Se guidati dall’emotività dei fatti di questi giorni – si legge su Odontoiatria33 -sembra fin troppo chiaro individuarli. Odontoaitria33 ha voluto sentire Renzo per capire se è veramente così”.

Chiara la risposta: “L’unico vero elemento di riferimento è il rispetto dell’etica e della deontologia professionale. Il professionista deve anteporre il rispetto del paziente e le regole etiche della sua professione anche agli aspetti economici che, peraltro, sono ampiamente giustificati dalle normali regole giuridiche del contratto d’opera professionale.  La differenza sostanziale è nei valori che il rispetto delle regole etiche il vero Professionista Medico sa di dover applicare nella cura della persona”.

“E perché è un male se la finanza entra nel settore odontoiatrico?  – chiede poi Maccagno – Crea posti di lavoro, sbocchi professionali per i dentisti che non vogliono o non possono aprire uno studio proprio”.

“Nessuno vuole criminalizzare gli investitori né mantenere l’esercizio libero professionale in ambiti tradizionali e ottocenteschi – risponde Renzo -. Quello che conta è, però, il rispetto delle regole. Troppe volte abbiamo constatato che dietro questo intervento di capitali, si nascondono zone d’ombra che impediscono di verificare se il vero scopo dell’attività professionale sia la cura del paziente oppure una mera ricerca del profitto e della divisione degli utili.
Voglio, poi, sottolineare che spesso iniziative speculative nell’ambito dei cosiddetti Centri low-cost, si basano sullo sfruttamento della sottoccupazione dei giovani laureati che diventano vittime di un sistema che, ripeto, ha a cuore soltanto la ricerca dell’utile e non una vera assistenza odontoiatrica”.

Potete leggere l’intervista, in versione integrale, a questo link.

E se sugli arresti di Milano il Presidente Cao si era subito espresso (“Il malaffare che abbiamo sempre denunciato, in forme diverse, si annida tra chi fornisce ‘servizi’, anche in odontoiatria, facilitato dall’assenza di etica e deontologia e dalla persistenza di regole incerte ed interpretabili”  aveva dichiarato ad Adnkronos e a Quotidiano Sanità), sullo “scandalo Vitaldent”, e sulle possibili ripercussioni in Italia, è tornata ieri la trasmissione Striscia la Notizia.

Nel servizio – che potete rivedere a questo link – Valerio Staffelli è andato a intervistare Massimiliano Urso, il direttore sanitario della clinica Vitaldent di Cinisello Balsamo, che ha chiuso nel 2013, “lasciando a spasso pazienti ancora in cura, dipendenti senza stipendi” e senza pagamenti i fornitori. La politica di Vitaldent, a detta sempre di Urso, è consolidata: “Il paziente arriva allo studio attraverso politiche di marketing. Viene sottoposto a una visita:… Ne consegue un piano di cura, un preventivo. In caso di accettazione, il paziente paga anticipatamente oppure fa un finanziamento”.

Sono state poi anche altre, sempre nella zona di Milano, le cliniche Vitaldent a chiudere i battenti in modo repentino: il meccanismo è stato facilitato dalla costituzione in Srl, forma giuridica che permette a ciascuno studio di rispondere del proprio fatturato e non di quello del marchio in generale. Staffelli si è infine recato presso la sede italiana Vitaldent di Milano. Dopo ore di attesa, è riuscito a parlare telefonicamente con un avvocato, che ha affermato che non esiste nessun responsabile di Vitaldent.

Nei giorni scorsi, Renzo era tornato anche sull’Ordinanza emessa ai primi di febbraio dal tribunale di Caltanisetta, che aveva respinto il ricorso del Miur, dando di fatto il via libera ai corsi di Medicina nelle “aule in remoto” a Enna dell’Università rumena Dunarea De Jos.

E lo aveva fatto sia intervenendo al Gr Rai (clicca qui per riascoltare le edizioni del 16 febbraio), sia con un’intervista su Dental Tribune.

“Il nostro impegno di anni è stato riconosciuto dalla Legge e rilanciato dai media – ha dichiarato Renzo a commento dei numerosi articoli e trasmissioni che, in questi giorni, si sono occupati di Odontoiatria -. Nessun tentennamento: noi andiamo avanti. Quello che sempre dobbiamo perseguire è la tutela della Salute coniugata all’etica della Responsabilità. Questa è l’Odontoiatria: fuori i mercanti dalla nostra professione!”.

Dobbiamo quindi aspettarci di sentir ancora parlare di Odontoiatria sui giornali, alla radio, in televisione? A presto con un nuovo numero di “Quando la Sanità Speciale Cao” e c’è già un’ultim’ora oggi pomeriggio in una nota all’Ansa

Odontoiatri: concetti come profitto no riconducibili a Ordine
19 Febbraio (ANSA)- ROMA, 19 FEB- “Non possono
essere riconducibili all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri
e alle Commissioni odontoiatriche concetti come ‘mercato’, ‘impresa’,
‘ricerca del profitto’
“. Lo scrive in una nota Giuseppe Renzo,
Presidente Commissione Albo Odontoiatri della Federazione Nazionale
Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, dopo recenti vicende che
vedono coinvolte società che offrono servizi odontoiatrici.
“L’odontoiatria, in particolare, soffre di questa ingiustificata
assimilazione a concetti e a terminologie di carattere imprenditoriale
forse perché ancora svolta in regime di libera professione, considerata
l’incapacità e l’impossibilità per l’Ssn di garantire i Lea (livelli
essenziali di assistenza) nel campo dell’odontoiatria e di assumersi le
spese incomprimibili che riguardano il settore” aggiunge. “La recente
istituzione delle società tra professionisti attraverso l’articolo 10
della legge 183 del 12 novembre 2011 e un successivo regolamento del
2013, hanno dimostrato che un contemperamento fra raccolta di capitale e
responsabilità del professionista, per quanto riguarda le cure, è
possibile e auspicabile”rileva ancora Renzo. “L’Ordine-conclude- nel
mantenere e rafforzare il suo ruolo centrale di garanzia nei confronti
del cittadino, deve contrastare l’ipotesi orientata al mercato volta a
considerare che l’elemento prevalente nel rapporto di cura sia  la
ricerca del profitto attribuendo sempre e comunque la assoluta priorità
alla tutela del paziente e al miglior esito delle cure”. (ANSA)

 

19-02-2016

Autore: Redazione FNOMCeO

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