Rapporto Ocse 2012: la spesa sanitaria in tempo di crisi

Report n. 22/2012

LA SPESA SANITARIA IN TEMPO DI CRISI – RAPPORTO OCSE 2012

Il rapporto dell’Ocse (Oecd) Health 2012 segnala che nel 2010 si è raggiunta la crescita zero. In termini reali, nella quasi totalità dei 34 Paesi aderenti, la spesa sanitaria era cresciuta nel periodo 2000-2009 del 5% e quindi la frenata del 2010 è senz’altro brusca e determinata in larga misura da una diminuzione media della spesa pubblica pari a mezzo punto percentuale.

La riduzione della spesa pubblica si è concentrata in Europa, e questo conferma come sia figlia della crisi economica che proprio nel Vecchio continente si è concentrata; d’altra parte, fatta eccezione tra gli altri per Stati Uniti, Nuova Zelanda, Canada (più 3% circa), i Paesi in cui ha continuato a crescere sono tra quelli in cui maggiore era il divario da colmare rispetto al livello di spesa, e di servizi, rispetto agli standard del mondo industrializzato: la Corea del Sud, per esempio, con un aumento dell’8%, più o meno pari a quello del Cile.

In Europa, a guidare la riduzione della spesa sono state Irlanda, meno 7,6%, Islanda, meno 7,5% (con un meno 9,3% della parte pubblica), Estonia e Grecia, con un meno 6% complessivo. In questo quadro, l’Italia non rientra certo tra le cicale: nel 2010 la spesa (pubblica e privata) si è collocata al 9,3% del PIL, quindi leggermente al di sotto della media Ocse e significativamente inferiore a quella di Olanda (12%), Francia e Germania (11,6%) ma anche della Gran Bretagna (9,6%).

Improponibile il paragone con gli Stati Uniti che con la loro spesa pari al 17,6% del PIL continuano a dimostrare, in negativo, l’efficienza del mercato e del sistema privatistico. Anche la spesa capitaria italiana è al di sotto della media Ocse: 2.964 dollari americani contro 3.268 (i confronti sono fatti considerando il differente potere d’acquisto). Per restare in ambito di servizi sanitari universalistici, in Gran Bretagna la spesa pro capite è stata superiore alla media, con 3.433 dollari statunitensi.

In termini reali, la spesa sanitaria italiana è cresciuta dell’1,9% l’anno tra il 2000 e il 2009 e dell’1,5% nel 2010 che però è probabile non resterà a lungo l’annus horribilis, ma rischia di diventare parte dei “bei tempi andati”. Ancora una volta, non siamo stati cicale: la spesa britannica ha avuto una crescita annua del 5,2% tra il 2000 e il 2009 e solo nel 2010 è  cresciuta meno di quella italiana, anche se un aumento contenuto allo 0,2% non è dato trascurabile.

Oltretutto la Gran Bretagna continua a vedere una spesa sanitaria in larghissima misura pubblica: l’83,2% nel 2010, un po’ meno che nel 2009 (84,1%) ma comunque ben al di sopra della media Ocse, che è pari al 72,2%. Anche l’Italia è sopra la media, ma con il 79,6%, in Francia il dato corrispondente è il 77%, in Germania il 76,8% e quest’ultima non ha visto cambiamenti nel tasso di crescita neppure nel 2010 (oltre il 2% medio nel decennio).

Roma 03/07/2012

Autore: Redazione FNOMCeO

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