Report: gli italiani e l’eutanasia

Report n. 15/2010    

GLI ITALIANI E L’EUTANASIA

L’Eurispes segnalava già dai primi anni Ottanta l’importanza che il tema dell’eutanasia andava assumendo all’interno dell’opinione pubblica, nonché la necessità dell’apertura di un dibattito che, nonostante il trascorrere degli anni, resta ancora oggi particolarmente acceso. Negli anni, l’Istituto è tornato più volte ad indagare l’evoluzione di questo fenomeno chiedendo ai cittadini di esprimere la propria opinione su questa controversa tematica. Gli ultimi dati rilevati sull’argomento evidenziano un’accettazione generalizzata tra gli italiani nei confronti dell’eutanasia: il 67,4% è favorevole alla pratica della “dolce morte”, mentre il 21,7% si è espresso in senso contrario. Vale inoltre la pena considerare che esiste una percentuale considerevole di italiani che non hanno saputo dare alcun parere sull’argomento (10,9%). Confrontando i dati con quelli dello scenario emerso nel 2007, anno dell’ultima rilevazione dell’Eurispes sul tema, la percentuale di coloro che erano favorevoli a tale pratica era il 68%, appena lo 0,6% in più di quest’anno, e i contrari invece si attestavano al 23,5%, il loro numero è quindi lievemente diminuito.

Per la legge dello Stato italiano provocare la “buona morte” rappresenta un reato penale. Ciò non significa che non potrebbe comunque essere praticata in modo occulto in alcune strutture ospedaliere: la pensa così la maggior parte del campione intervistato (45,2%), a fronte del 29,4% secondo cui negli ospedali pubblici non si verificano casi di eutanasia clandestina. Particolarmente elevata appare la percentuale di coloro che non sono in grado di esprimere alcun parere sull’argomento (25,4%).

Le opinioni sull’eutanasia clandestina non trovano corrispondenza nel panorama delle esperienze personali avute dagli intervistati: solo il 7,7% dichiara di aver avuto notizia certa che ciò si sia realmente verificato, mentre il 91,4% non ha mai avuto notizia di casi del genere nella cerchia delle proprie conoscenze.

Gli italiani che sono favorevoli ad una legge che istituisca in Italia il testamento biologico sono l’81,4%, dalla precedente rilevazione (2007) la percentuale di quanti caldeggiano l’introduzione di tale provvedimento normativo è aumentata di 6,7 punti. Parallelamente, sono diminuiti i contrari che passano dal 15% al 10,9%. La possibilità di promulgare una legge con la quale si consente ad ogni cittadino di esprimere le proprie volontà in tema di trattamenti sanitari a cui essere sottoposto è condivisa ampiamente da chi si identifica negli schieramenti di sinistra (88,9%) e centro-sinistra (84,2%). Il dato scende per il centro-destra (78,3%) e soprattutto per il centro (76,9%) e la destra (76,5%).

Da più parti si discute su un aspetto particolare contenuto nel testo del disegno di legge sul testamento biologico, ossia la possibilità che il medico possa opporsi alle volontà lasciate dal paziente nella dichiarazione anticipata di trattamento. Il 74,5% dei cittadini non condivide questa possibilità, convinto, forse, del fatto che è necessario rispettare i desideri che il paziente, nel pieno delle sue facoltà mentali, ha espresso.

Minoritario è invece il numero di quanti sostengono che il medico possa ignorare ciò che è scritto nel testamento biologico e procedere secondo la sua coscienza professionale (13,9%). Molto alta la percentuale di quanti non hanno saputo o voluto dare un’indicazione in merito (11,6%).

P.S. Come sempre chi fosse interessato ad approfondire, la documentazione completa è a disposizione presso il Centro Studi e Documentazione della FNOMCeO

Roma 12/02/2010

Autore: Redazione FNOMCeO

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