Report sullo stato di salute dell’Unione Europea

Report n. 12/09     

LO STATO DI SALUTE NELL’UNIONE EUROPEA

Premessa

E’ stato presentato, a fine Marzo, presso l’Istituto Superiore di Sanità il primo rapporto sullo “stato di Salute nell’Unione Europea” nell’ambito del progetto EUGLOREH (EU, GLOBAL, REPORT, HEALTH).
Un lavoro poderoso e organico prodotto attraverso un processo durato 3 anni (15 novembre 2005 a novembre 2008) e condotto con la partecipazione di oltre 60 esperti della maggior parte dei Paesi Europei e di diverse organizzazioni internazionali, oltre che da organizzazioni intergovernative ed internazionali.
Scopo del rapporto non è tanto quello di fissare priorità di  salute pubblica, quanto quello  di fornire un quadro affidabile e scientificamente corretto dello stato di salute dell’Unione Europea, della natura dei determinanti della salute e delle relative lacune di informazione, delle principali politiche e strumenti di controllo adottati finora e, ove possibile, la misura del loro successo o fallimento.
Tutto ciò allo scopo di migliorare ulteriormente la salute dei cittadini Europei.
L’accento viene posto soprattutto sull’importanza economica della salute per il mercato del lavoro dei Paesi economicamente avanzati.
La sanità rappresenta, infatti, uno dei più importanti settori delle economie sviluppate, con un risultato attuale di circa il 7% del PIL nella UE, maggiore rispetto al 5% circa dei servizi finanziari o dei settori del commercio al dettaglio.
Circa il 9% dei lavoratori UE sono impegnati nel settore della salute e dei servizi sociali e la performance del settore della salute condiziona la competitività dell’economia generale attraverso i suoi effetti sul costo del lavoro, sulla flessibilità del mercato del lavoro e sull’allocazione delle risorse.

IL MERITO DELLA RICERCA
Nonostante certe peculiarità di alcuni Stati Membri è evidente che, dall’aumento significativo della vita, ne è derivato un miglioramento della salute nella UE, soprattutto grazie al controllo molto efficace delle malattie infettive ed alla riduzione della mortalità associata con le malattie cardiovascolari e respiratorie e alla maggior parte dei tipi di cancro, a parte quello al polmone.
Una forte cooperazione scientifica a livello europeo viene considerata utile ed essenziale per tutti.
La mortalità nella popolazione UE secondo, i tassi standardizzati dell’EUROSTAT, è fortemente influenzata dai tumori che risultano la 1° causa di morte, seguiti dalla cardiopatia ischemica e dalle malattie cerebrovascolari; la morbilità sta crescendo considerevolmente nel tempo come conseguenza di

  • Aumento del tempo di sopravvivenza per malattie che precedentemente erano più letali;
  • Comparsa di malattie non fatali;
  • Sviluppo di nuove epidemie causate da depressione, diabete, sovrappeso e obesità.

Inoltre, la più importante minaccia di malattie trasmissibili in Europa è rappresentata dal numero crescente di ceppi di microrganismi che sono divenuti resistenti agli antibiotici.
Altre minacce principali per la salute correlate alle malattie infettive sono: Hiv, Tubercolosi nel suo ceppo farmaco – resistente, influenza per i gruppi di popolazione a rischio e il pneumococco (meningite e polmonite).
Il 15% dei cittadini europei è colpito, inoltre, da qualche forma di disabilità o come deficit da invecchiamento, come conseguenze di malattie, incidenti stradali, domestici o incidenti da autolesionismo; per ultime, ma non meno importanti, le disabilità intellettive o di apprendimento.
Nell’UE i neonati sono più sani che in passato, la mortalità infantile continua a diminuire così come la mortalità fetale – Prematurità e malformazione congenite rimangono le maggiori cause di morte infantile, mentre la paralisi celebrale è la condizione di disabilità più comune nei bambini europei, colpisce da 1,5 a 2,5 per 1000 nati vivi nei Paesi UE con dati disponibili.
Non sono molti, infatti, i dati riguardanti i bambini in Europa in quanto, generalmente, le società costruiscono i sistemi di informazione intorno alla salute degli adulti.
Tuttavia, dai dati disponibili, si può affermare che bambini e adolescenti sono più sani che in passato anche se si confrontano con l’importante impatto sulla salute di incidenti e traumi fisici, HIV / AIDS, sindrome metabolica, abuso di tabacco e altre sostanze, sovrappeso e obesità, malattie e disturbi mentali.
Infine bullismo ed episodi di intolleranza stanno diventando più comuni tra gli adolescenti.
Nell’UE la salute della madre al momento del parto sta migliorando nel tempo e la mortalità materna , come detto, diminuisce. Vi è una tendenza alle gravidanze tardive nei 15 stati membri più vecchi dalla UE, mentre questo andamento è molto meno evidente nei nuovi Stati membri .
In tutti gli Stati membri UE è evidente un aumento dei parti cesarei, è in aumento anche la fertilizzazione in vitro. Le donne vanno incontro a rapporti sessuali ad alto rischio e a violenza domestica più frequentemente degli uomini.
La violenza domestica non fa distinzione tra confini geografici, età o razza, si verifica in qualsiasi tipo di rapporto famigliare ed in ogni tipo di ambiente socio – economico e può assumere forma di violenza fisica, sessuale o psicologica.
Nell’UE la mortalità precoce (o mortalità prima dell’età di 65 anni) è dovuta prevalentemente a malattie cardiovascolari, tumori, traumi ed avvelenamenti.
Tra il 15 ed il 20% degli adulti in età lavorativa in UE ha sofferto di qualche problema di salute cerebrale o mentale, da lieve forme di depressione a complessi disturbi neuropsichiatrici, che rappresentano quattro delle sei maggiori cause di anni vissuti con disabilità. In tutta l’UE, circa 58.000 cittadini si suicidano ogni anno, un numero maggiore di quello di vittime per incidenti per la strada.
I tassi di suicidio ed autolesionismo sono circa il 26% più alti negli Europei sopra i 65 anni rispetto al gruppo di età tra 25 e 64 anni; nella maggior parte dei Paesi dell’UE la frequenza di suicidio è più alta tra le persone con più di 75 anni.
Sia negli uomini che nelle donne la percentuale di persone con diabete aumenta con l’età; il tasso di prevalenza è del 7,5% tra gli adulti sopra i 20 anni.
Sovrappeso e obesità causano un milione di morti all’anno nella Regione Europea dell’OMS; si stima che, se persisterà l’andamento attuale, nel 2010 ci saranno 150 milioni di obesi adulti (circa il 20% della popolazione dell’UE).
Inoltre, secondo una stima recente,almeno 3,8 milioni di persone di ogni età in Europa hanno avuto una frattura associata ad osteoporosi.
Ogni anno circa 5500 persone subiscono incidenti mortali sul lavoro, mentre altri 4,5 milioni di incidenti provocano un‘assenza dal lavoro di più di tre giorni.
Seguono altri capitoli interessanti legati al rapporto tra salute e stili di vita, rapporto tra salute e esposizione ad agenti fisici, biologici e chimici, l’ambiente di vita e di lavoro e la strategia europea per la salute.
Per ultimo il capitolo relativo alla ricerca scientifica ed innovazione con la proposta di costituire un autonomo Consiglio Europeo della ricerca.

P.S. Come sempre chi fosse interessato ad approfondire, la documentazione completa è a disposizione presso il Centro Studi e Documentazione della FNOMCeO

Roma 02/04/2009

Autore: Redazione FNOMCeO

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