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Se manca l’apporto dei medici, la Sanità non va avanti

Come nasce questa campagna e quali sono gli obiettivi a breve e lungo termine?

La campagna nasce da un impegno che l’Ordine di Bari ormai da tempo si è assunto per sensibilizzare i cittadini da un lato e le istituzioni e la politica dall’altro sui valori fondanti della professione e sul ruolo centrale che riveste il rapporto di fiducia medico-paziente. In un contesto di crisi e di tagli alla sanità i medici negli ultimi anni sono stati caricati di responsabilità e ruoli impropri, trovandosi spesso nella condizione di chi è costretto a negare servizi ai pazienti, perché non è nelle condizioni di poter rispondere ai loro bisogni. Così il medico diventa agli occhi dei cittadini l’odioso antagonista e non l’alleato che opera in scienza e coscienza per il bene del paziente. Il rapporto di fiducia, su cui è costruita tutta l’impalcatura della professione medica, si sgretola, lasciando spazio alla diffidenza che si manifesta nell’incremento del numero di cause per malasanità. Proprio in questa frattura si sono inseriti molti professionisti di un nascente mercato del contenzioso sanitario che speculano sul dramma di molte famiglie.
Credo invece che medici e cittadini siano entrambi vittime delle inefficienze del sistema sanitario. Ma per rimettere il sistema in carreggiata l’apporto di esperienza e il patrimonio di conoscenze dei medici è fondamentale. Per questo in ultima istanza la campagna intende sollecitare la politica affinché consulti i professionisti della sanità nelle decisioni che investono il sistema sanitario e li coinvolga nelle politiche di programmazione sanitaria.

L’idea del ruolo del medico come “protezione”, “equilibrio”, “funzionamento” richiama ad una visione di una medicina che conserva il patrimonio della Professione ma con uno sguardo sul futuro. E’ così?

Il medico è colui protegge perché tutela in ultima istanza il diritto alla salute del cittadino, guidato da quell’equilibrio che deriva dal saper operare in scienza e coscienza, coniugando le proprie competenze professionali con il rispetto del paziente come persona, con valori radicati nell’umanesimo che caratterizza il nostro lavoro. Questo equilibrio dovrà essere sempre più presente nei medici di domani, che si confronteranno con nuove tecnologie e nuove questioni etiche e deontologiche. Ma il medico di oggi si inserisce anche con un sistema sanitario complesso, di cui è un perno fondamentale. E come in ogni sistema complesso, il buon funzionamento richiede di interagire e integrarsi con altre figure professionali, in una dimensione nuova della professione.

L’OMCeO di Bari è stato più volte protagonista di campagne sulla salute e sulla sanità: un po’ di storia…

La prima campagna, del marzo 2014 intendeva sensibilizzare i cittadini rispetto all’impegno profuso da migliaia di medici nell’esercizio quotidiano della professione e rinsaldare il rapporto di fiducia medico-paziente. La campagna, uscita in affissione 6×3, mostrava 4 soggetti diversi che rappresentavano altrettanti professionisti – un anestesista, uno psichiatra, un medico di pronto soccorso, un cardiologo. Ognuno era accompagnato da un headline che raccontava il loro lavoro, svolto con dedizione, 24 ore al giorno, tra straordinari non retribuiti, carico eccessivo nel numero di pazienti e limiti di un sistema sanitario inefficiente. Intendevamo così far comprendere ai cittadini che il diritto alla salute – nonostante tutti i problemi della sanità – continua ad essere garantito grazie ai medici, che persistono tra mille difficoltà ad esercitare la propria professione con passione e impegno. La seconda campagna, dell’ottobre dell’anno scorso puntava sulla difesa dell’autonomia dei medici quale unica garanzia della libertà di cura e del diritto alla salute dei cittadini, attraverso slogan come “Per curare bene un malato ci vuole libertà di cura”, “Il malato è una persona, non un modulo da compilare”. E infine quella di oggi, che punta al coinvolgimento della professione nelle decisioni che investono il sistema sanitario e la salute dei cittadini. Che non vuol dire commistione tra politica e sanità: vuol dire semplicemente che per decidere come un sistema può funzionare meglio è opportuno chiedere consiglio a chi in quel sistema ci lavora quotidianamente.

Autore: Redazione FNOMCeO

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