Steatosi epatica (NAFLD): ne parla l’OMCeO di Padova

Giovedì 28 novembre, a partire dalle ore 19, nella sala "Augusto Colle" dell’Ordine dei Medici di Padova corso di aggiornamento intitolato "Steatosi epatica (NAFLD) vero o falso problema?".

Riportiamo il razionale scientifico dell’incontro:
"Spesso scoperta casualmente in esami ecografici eseguiti per altre finalità o in seguito al riscontro di ipertransaminasemia, la steatosi epatica non alcolica (Non Alcoholic Fatty Liver Disease, NAFLD) rappresenta un problema sempre più emergente per la Medicina Generale. Infatti la steatosi epatica non alcolica è presente in circa il 25% della popolazione generale adulta con una prevalenza che sale fino al 90% dei soggetti obesi e al 70% dei pazienti diabetici.
Considerata in passato come una condizione benigna, in realtà la NAFLD costituisce una condizione metabolica cronica con significativo impatto sulla mortalità per cause epatiche e cardiovascolari (Musso et al. Annals of Medicine, 2011). Infatti la NAFLD può assumere un decorso evolutivo progredendo attra-­ verso una fase infiammatoria definita steatoepatite non alcolica (Non Alcoholic Steato-Hepatitis, NASH) fino alla fibrosi, alla cirrosi e all’epatocarcinoma. Inoltre recenti studi epidemiologici mostrano che i soggetti con NAFLD hanno un aumentato rischio di sviluppare eventi cardiovascolari rispetto alla popolazione generale (Musso et al. Annals of Medicine, 2011). È stato dimostrato che i soggetti con NAFLD hanno un aumentato rischio di sviluppare diabete, sindrome metabolica, ipertensione, ridotta tolleranza al glucosio, insulino-resistenza e dislipidemia (Framingham Heart Study (n=2589), Hepatology 2010).
Infine la NAFLD rappresenta un documentato fattore aggravante la prognosi di altre epatopatie croniche. In presenza di epatite cronica da HCV (Hepatitis C Virus), ad esempio, la co-presenza di steatosi epatica non solo è un elemento favorente un’evoluzione più rapida della malattia, ma rappresenta un fattore di resistenza e insuccesso del trattamento interferonico. Pertanto, in queste condizioni, la NAFLD dovrebbe essere non solo ricercata, ma anche corretta prima di intraprendere un trattamento antivirale.
In considerazione dell’elevata prevalenza del "fegato grasso" nella popolazione generale, la gestione della NAFLD coinvolge sempre di più il Medico di Medicina Generale (MMG), che ha certamente una funzione strategica per il successo delle strategie finalizzate a contrastare lo sviluppo e la progressione di questa patologia. infatti, il MMG ha l’opportunità di intervenire in prima persona sui principali determinanti di malattia: identificando i pazienti affetti da steatosi epatica, ottimizzando con misure di natura sia non-farmacologica che farmacologica il trattamento (per intervenire sui fattori che possono far regredire o progredire questa patologia), individuando i pazienti più a rischio di NASH e collaborando attivamente con lo specialista in corso di follow-up di questi pazienti.
A tale scopo, tale evento si propone di approfondire le tematiche al centro della problematica NAFLD, in particolare con riferimento alla sua storia naturale, ai meccanismi patogenetici coinvolti, agli aspetti diagnostici (esami strumentali e biochimici utili alla diagnosi e alla stratificazione del rischio NASH) e alle possibilità terapeutiche disponibili, alla luce dei meccanismi patogenetici discussi"
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A questo link è disponibile il programma dell’evento.

Autore: Redazione FNOMCeO

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