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Udine: evento dell’Ordine, tra Centenario e rischi professionali

Una caccia alle streghe che preoccupa l’Ordine dei Medici di Udine. L’escalation di minacce quotidiane,  aggressioni fisiche un giorno sì e l’altro no contro coloro che si occupano di salute. Tanti episodi di
violenze e insulti difficilmente quantificabili in quanto quasi mai seguite da una denuncia. Nella giornata conclusiva per le celebrazioni dei 100 anni dell’Ordine, il presidente Luigi Conte, dal cinema Centrale, elenca i dati allarmanti: “Almeno 9 camici bianchi su 10 subiscono in silenzio senza rivolgersi alle forze di polizia. Il clima è esasperato: spinte, botte, schiaffi e insulti”.

A rischio soprattutto i dipartimenti d’emergenza (pronto soccorso e guardie mediche) ma non solo: anche i medici di base, ed è una novità, sono sempre più vittime di questi inqualificabili episodi. Si stima che nell’ultimo periodo la percentuale delle liti fra pazienti e medici di base stia crescendo in misura considerevole, pari al 15-20 per cento. La categoria reagisce con una contromossa: “Chiederemo alle aziende ospedaliere di segnalare questi fatti alle forze dell’ordine, anche se si tratta solo di minacce verbali o insulti. Non dobbiamo dimenticare che medici ed infermieri sono pubblici ufficiali, al pari di poliziotti e carabinieri: se si minaccia un appartenente alle forze dell’ordine ci si trova processati per direttissima. Chiederemo che avvenga lo stesso per chi minaccia noi”.

Sul fronte della gobba dei pensionamenti dei medici, che potrà provocare fra 15-20 anni, stando alle proiezioni, una vera e propria carenza a livello nazionale, il presidente Conte ha rassicurato per la tenuta del territorio friulano: dal momento che l’Ordine di Udine iscrive ogni anno 60 medici l’anno, e questa cifra è la stessa dei pensionamenti, si attesta un sostanziale pareggio in Friuli. Per scongiurare però per il futuro mancanze di medici, l’Ordine ha chiesto alla Facoltà di Medicina di incrementare le iscrizioni del 10 per cento annuo, cosa che è stata fatta nel 2009 e anche nel 2010 con un ulteriore incremento del 10 per cento. “E’ necessario – dichiara Conte – affermare il ruolo di partnership degli Ordini con l’Università per la condivisione dei progetti formativi pre e post laurea più attinenti e rispondenti ai bisogni dell’esercizio della professione medica ed odontoiatrica”.

Per quanto riguarda poi la pubblicità in materia sanitaria, l’Ordine richiama l’attenzione sulla non legittimità, che deriva dal codice deontologico, di trattare la questiona salute al pari di un qualsiasi altro prodotto commerciale. “Ci sono strutture sanitarie che pretendono di essere sul mercato come fossero qualsiasi fabbrica di scarpe o genere di consumo. Ci sono gli amministratori delegati che fanno pubblicità senza tenere conto della materia delicata qual è la salute. I direttori sanitari delle strutture hanno l’obbligo di verificare anche all’esterno il messaggio sanitario che passa e non possono continuare a ‘nascondersi’ dicendo che è stato l’amministratore delegato, che generalmente non è un medico. Noi non accetteremo deroghe ed interverremo pesantemente contro i direttori sanitari che non verificano
i messaggi pubblicitari”.

Nel mirino anche la programmazione sanitaria regionale: “Non si può pensare di mantenere numero e qualità delle
prestazioni sanitarie tagliando le risorse umane: la tecnologia non è in grado di aumentare il livello di produttività. Quasi sempre il tempo che il medico deve dedicare alla cura non è mutato”. Conte ribadisce che “non è con i tagli che si risolvono i problemi; in momenti di crisi non si può e non si deve precarizzare l’offerta sanitaria. Dobbiamo accusare la mancanza di un progetto complessivo di sanità nella nostra regione, se non interventi a spot o tampone”.

L’intervento del presidente CAO, Giovanni Braga riporta l’attenzione sulla collaborazione stretta con i Nas del Fvg, oltre che sulle criticità rilevate all’assessore regionale Kosic in merito all’obbligatorietà dei criteri autorizzativi per gli studi. Infine, Braga ribadisce l’unicità nel panorama nazionale del primo coordinamento fra sigle sindacali Aio e Andi con la supervisione e la garanzia assicurata dalla Cao. La proiezione del documentario sui 100 anni dell’Ordine ha raccolto applausi e molta commozione.

Autore: Redazione FNOMCeO

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